Collana Fernandel

Laura Bottazzi, Una pelle bellissima


Una pelle bellissima
 Laura Bottazzi alla Biennale di Venezia del 2009

Pagine: 208
Isbn: 9788895865133
Collana: Fernandel
Data di pubblicazione: settembre 2009
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«Ieri ha messo gli occhi su una pelle bellissima: è ambrata e compatta, solo che costa cara e non se la può permettere, così per ora si limita ad osservarla e a desiderarla con tutta se stessa»

Stella è un’adolescente che scopre il mondo virtuale di Second Life e ne rimane coinvolta al punto da vivere in bilico fra realtà e finzione, fra Stella e Adhara, il suo avatar, con cui si identifica fino a ricercarne una somiglianza pressoché totale. Questo mondo di immagini perfette diventa per Stella il suo unico punto di riferimento, e ciò la porta a distorcere la realtà plasmandola secondo i propri desideri. Così la sua vita diventa il terreno di gioco per una partita contro tutto e tutti, il cui unico scopo è quello di affermare la supremazia estetica e sessuale della giovane protagonista. Ma la fusione tra reale e virtuale, unita all’inerzia del mondo adulto, le farà perdere il controllo della propria vita, e trasformerà Stella nel simbolo di una generazione oppressa da un’inguaribile frustrazione sociale e sentimentale.
Copertina di Eleonora Bolsi.

«Second Life è il posto delle immagini perfette»

«Second Life ti permette di fare tutto, di essere tutto! E cosa te ne fai di una seconda vita se poi ti comporti come nella vita reale?»

Laura Bottazzi è nata a Valdagno (VI) nel 1975, ma dal 2001 risiede a Viterbo. Ha pubblicato diversi racconti sulla rivista Fernandel. Una pelle bellissima è il suo primo romanzo.


Rassegna stampa

Il trampolino di lancio verso un’esistenza intrigante, palpitante, sensuale (Marilù Oliva, thrillermagazine.it, 2 settembre 2009)

Una pelle bellissima, appena uscito per Fernandel, è il romanzo d’esordio di Laura Bottazzi, un romanzo con porte aperte su tematiche attualissime: il mistero del fascino di un secondo corpo in una seconda dimensione, la calamitazione dei sogni accessibili, lo sdoppiamento come risposta alla monotonia. In primo piano, una generazione di giovani autoreferenziali la cui più grande paura, per ciascuno, è sembrare “sfigato” agli occhi dei coetanei, ragazze – perché il punto di vista è al femminile – figlie di questi tempi, in parte superficiali, dedite alla bellezza con l’ossessione di chi è cresciuto bombardato dall’immagine. Proprio l’immagine è il leit-motiv della narrazione, sia che si tratti di Stella che di Adhara. La seconda specchio virtuale della prima, alter ego immaginifico dalla bellezza stratosferica e surreale, protagonista di una vita parallela che riscatta Stella dalla piattezza del mondo quotidiano. È l’universo virtuale di Second Life, trampolino di lancio verso un’esistenza che pare intrigante, palpitante, sensuale, e, per assurdo, densa di quei significati e di quelle possibilità così sfuggenti nella realtà. Qui, nella finzione, ognuno ha l’aspetto che si sceglie, perfino i nomi sono suggestivi. Qui si può osare, spingersi oltre l’immaginabile, come chiarisce Samael: «Io credo sia straordinario poter vivere esperienze che nella vita normale non si farebbero mai... e tutto questo con il lusso di non correre alcun rischio! [...] Voglio dire, Second Life ti permette di fare tutto, di essere tutto! Cosa te ne fai di una seconda vita se poi ti comporti come nella vita reale?» (p.100) Poi il computer si spegne e Stella deve tornare coi piedi per terra. A malincuore, insieme al lettore, anche lui dispiaciuto per la pausa. Stella deve anche confrontarsi con una famiglia che le pare obbrobriosa, ma che in realtà rasenta lo standard dei rapporti parentali ad oggi: incomunicabilità, fretta, geometrie egoistiche.
Questa giovane autrice nata a Valdagno (VI), e già apparsa con racconti sul web e in alcune riviste, scrive con una freschezza e un’immediatezza di linguaggio che vogliono ricalcare – soprattutto nei dialoghi – il parlato adolescenziale. Ci riesce, il lettore si butta in picchiata nel cosmo di questi piccoli adulti, prende le distanze ma affonda nel loro punto di vista, l’azione rimane solo a livello virtuale, e anche quando si compie resta come sospesa tra sogno, desiderio e aspettativa. Provocazioni che sortiscono l’effetto di incuriosire e di seguire la scansione alternata, in un tempo ritmato tra realtà e inventiva.

Laura Bottazzi, esordio sull'irrealtà di «Second Life» (Massimo Onofri, «Avvenire», 26 settembre 2009)

È di non molto tempo fa il caso d'una moglie - non ricordo in quale landa d'Europa - che ha intentato una causa al marito dopo aver scoperto che aveva contratto matrimonio su Second Life. Come accogliere la notizia? Con una risata? O con un moto di sgomento? Con quale codice giudicare gli atti che si consumano in un mondo che esiste solo oltre lo schermo d'un computer in connessione internet? E come comportarci di fronte a situazioni in cui l'inautentico e il falso, nella coscienza di chi li vive, sono diventati più autentici dello stesso vero? Tutti o quasi conoscono Second Life: il mondo in cui, attraverso un avatar, la nostra carta d'identità virtuale riscritta per come ci aggrada, possiamo vivere con nuove sembianze una vita parallela a quella reale, in tutto ad essa simile, con tanto di casa e stipendio in linden dollars, ma corretta nel segno dei nostri desideri. Ecco: «È un mondo in cui la rappresentazione diventa più vera della realtà. E' affascinante. Non ci sono più freni inibitori e falsità, è come se indossare una maschera virtuale ci consentisse di togliere quella che portiamo ogni giorno, per tutta la vita, solo perché crediamo ci renda più accettabili agli occhi degli altri». E ancora: «Io credo sia straordinario poter vivere esperienze che nella vita normale non si farebbero mai ... e tutto questo con il lusso di non correre alcun rischio! (...) voglio dire, Second Life ti permette di fare tutto, di essere tutto! Cosa te ne fai di una seconda vita se poi ti comporti come nella vita reale? Che seconda occasione è?». Sto citando da Una pelle bellissima, il fresco e convincente romanzo d'esordio di Laura Bottazzi. A parlare sono, in momenti diversi, prima Semmac, poi Samael, gli affascinanti interlocutori che Adhara incontra nelle sue peregrinazioni virtuali, bruciando a grande velocità e ad alto rischio d'enfatizzazione le sue esperienze immaginarie. Adhara è l'avatar di Stella, l'adolescente svogliata a scuola, figlia di genitori distratti e innamorata pazza di Luca che trascina le sue giornate con coetanee del suo stesso branco: Cristina, Francesca, Patty, Marta e tante altre ancora. E che si trasforma, davanti ad un computer, nei panni di Adhara. Bottazzi è brava e persuasiva nel raccontarci come, a fronte d'una virtualità «meravigliosa», la vita vera patisca un rapido processo di depauperizzazione, pagando un alto pedaggio al sentimento d'irrealtà: mentre tutto converge in direzione d'un finale che è sì doloroso, epperò, se non lieto, senz'altro conciliato. Un po' più di cattiveria nei confronti di Sara avrebbe, forse, giovato. Brava e persuasiva, ho detto, anche se, qualche volta, la lingua non la soccorre. Un esempio: «Un tacco le si incastra nella feritoia di un tombino, rivoli d'acqua gelida le cingono i piedi come demoni in agguato pronti a rapirla». Questi ingorghi metaforici - rivoli addirittura «come demoni», pure «in agguato», e persino «pronti a rapirla» -andrebbero evitati. Ma Laura Bottazzi ha effettivamente un mondo tutto suo da farci abitare e le doti per raccontarlo. È per questo che la aspetto fiducioso al secondo appuntamento.

Adhara è la ragazza perfetta che vorrebbe essere... (Mariangela Di Stefano, tifeoweb.it, 15 ottobre 2009)

Chi è Stella e chi è Adhara? Stella è un’adolescente che vive tutte le contraddizioni della sua età, in maniera esasperata. Adhara invece è il suo avatar, quel personaggio che la ragazza ha costruito su Second Life e nel quale si identifica quasi totalmente, portando nella vita reale le sensazioni e le esperienze che acquisisce stando davanti allo schermo del suo pc e viaggiando su Internet e con la fantasia.
La Stella nata dalla penna di Laura Bottazzi è in tutto e per tutto una nativa digitale, così come vengono definite oggi le nuove generazioni. E’ una ragazza nata e cresciuta ai tempi di internet e delle nuove tecnologie. E’ padrona delle novità e i nuovi mezzi diventano per lei fondamentali per comunicare con chi le sta intorno. Il divario generazionale è enorme e si vede tutto nel rapporto che Stella ha con i suoi genitori. La ragazza rappresenta in tutto e per tutto questa generazione di giovani che hanno paura di rapportarsi con gli altri nel mondo reale, ma che sulla Rete abbattono tutti i limiti e che, dalla stessa Rete, spesso traggono la forza per costruirsi un personaggio da fare vivere nella realtà.
Su Second Life Stella, nei panni di Adhara è la ragazza perfetta che vorrebbe essere. In quella finzione riesce a fare tutto, riesce a superare i suoi tabù creandosi una dimensione che le permette di sciogliersi anche nella vita di tutti i giorni. O almeno è quello che crede. Perché la perfezione di quel mondo fatto di bit, che cerca di portare anche nel mondo in carne e ossa, è difficile, se non impossibile da raggiungere.
Laura Bottazzi tratta un tema di profonda attualità, raccontando la storia di un’adolescente. Svela la crisi di una generazione con delle regole tutte sue. Svela i pericoli che stanno dietro un computer e li racconta in un libro che è adatto a lettori di età diverse.

Uno spazio prediletto per vivere emozioni e obiettivi virtuali (Francesca Zampiga, «In Magazine», ottobre 2009)

Una pelle bellissima è il romanzo d'esordio della giovane Laura Bottazzi. Si tratta di un testo che cala la propria ambientazione in una dimensione attualissima: quella illusoria e virtuale di Second life. La protagonista è un'adolescente che, avendo scoperto questa "seconda vita" virtuale, ne viene a tal punto assorbita da confondere la realtà con la finzione. Il suo avatar, ovvero il suo "io" virtuale s'identificherà a tal punto con i connotati reali della protagonista che la realtà diverrà sempre più lo spazio prediletto per vivere emozioni ed obiettivi virtuali, fino addirittura a perdere, nell'indifferenza dello sguardo adulto, il controllo cosciente della propria vita.

La giovane autrice ci catapulta in quest’universo con una scrittura fresca e scorrevole (Alessio Bonomi, mangialibri.com, marzo 2010)

Stella ha trovato una pelle bellissima su Second Life, ma non è solo una questione di pelle. Ci sono comprese nel pacchetto le labbra effetto glossy, le gambe più lunghe, il seno enorme e sodo, e quel colore certo, ambrato e compatto. C’è però un problema: ci vogliono troppi Linden, niente è gratis qui e lei è a quota zero. Le servono anche abiti nuovi che scivolino e avvolgano il meraviglioso corpo, creato per essere ammirato - e non certo quegli straccetti statici che possiede attualmente. Intanto la scuola fa schifo, i suoi tredici anni fanno schifo, i suoi capelli castani fanno schifo: magari Stella fosse come il suo avatar Adhara! Lei è semplicemente meravigliosa. Tutto va al contrario di come dovrebbe andare nella vita reale: Stella ama Luca, che ovviamente ama la sua amica. E quindi capita sempre più spesso che la ragazza torni a casa da scuola, si chiuda in camera, accenda la sua vita perfetta. Lì basta una password e facendo comparire Adhara in soli dieci secondi tutti la trovano bellissima e interessante... poi proprio oggi ci sono importanti novità: l’avatar di Stella ce l’ha fatta! Ora ha la sua nuova pelle bellissima ed è grazie a quella che Semac, un figo pazzesco con un fisico da urlo, le presenta Samael. Samael la incanta e per Stella-Adhara è la prima volta, ma il sesso su SL con Samael è fantastico oltre che intimo. Guarda caso lui ha messo su un bel business: fornire escort agli avventori di SL all’interno del suo locale virtuale. Adhara è perfetta ed è, secondo Samael e compagni, anche veramente portata per quel lavoro, perché è chiaro che ci vuole talento. Il cliente paga e i due vengono automaticamente trasportati nella stanza adatta alla prestazione scelta, lì Stella-Adhara deve creare e ricreare l’illusione. Può essere geisha o dominatrice, ma soprattutto deve rappresentare tutto quello che il cliente cerca e desidera. Ma non è solo lavoro, le piace eccitarli ed eccitarsi: adora tornare a casa e collegarsi per tutto il pomeriggio, poi soddisfare i clienti che sono sempre bellissimi, con gli addominali bene in vista. Stasera però pausa per SL, Stella è stata invitata a una festa, ma nel mondo reale, e la festa, si sa è infinitamente più bella con una gran quantità di alcool e hashish e anche qualche pasticca, che non si rifiuta mai. Ora è fuori da SL ma ci pensa sempre, anche stasera, pensa e Samael e ad Adhara, a quanto lei sia disinibita, bellissima, libera. Pian piano si sente di assomigliare sempre di più ad Adhara e tra i fumi di alcool e droga sa perfettamente cosa farebbe il suo magnifico avatar in questa situazione. Stella è pronta, può fare sesso per la prima volta con un tizio che non conosce e se un giorno un altro ragazzo volesse filmarla mentre lo fanno, perché no? Lei è abituata ad essere docile e niente di brutto le è mai successo in SL…
Laura Bottazzi è nata a Valdagno e vive a Viterbo: questo è il suo romanzo d’esordio ed è certo un ottimo esordio. Leggere Una pelle bellissima è soffermarsi su di un argomento attualissimo: la vita virtuale, lo sdoppiamento, l’Io altrove, e ancora l’edonismo, l’apparenza, il corpo perfetto secondo i modelli imposti. Un Io che si sceglie, si modifica, un Io che ha tutto quello che desideriamo, un Io attraverso cui ogni trasgressione è lecita. La giovane autrice ci catapulta in quest’universo con scrittura fresca e scorrevole; un universo in cui si può entrare solo lasciando sull’uscio i falsi e ipocriti moralismi sul mondo virtuale con cui, piaccia o meno, nell’era in cui viviamo ci si trova sempre più spesso a dover fare i conti. Perché non c’è solo SL ma anche i blog, le chat, i giochi di ruolo on-line, i social network e molto altro ancora. E qui lo si inquadra bene quel mondo, un mondo che non si può sottovalutare e che affascina e coinvolge milioni di persone in tutto il globo, persone di ogni età, nazione, estrazione sociale e culturale. Laura è abile a farci entrare nelle vite di Stella, a farci capire ciò che prova in SL, emozioni comprese, facendoci passare da una vita reale che richiede sempre ad ogni azione la sua reazione e a mostrarci inoltre, la sensazione di frustrazione che s’insinua tra la vita vera non così plasmabile e l’idilliaca vita virtuale. La domanda che ci viene sussurrata per tutto il viaggio-lettura di Una pelle bellissima è: qual è il confine tra mondo reale e mondo virtuale, se confine c'è? La risposta non è così scontata o banale se si pensa che proprio in Second Life esiste un vero e proprio sistema di cambiavalute: per un dollaro americano si ottengono circa 300 Linden Dollars, e in una giornata tipo vengono scambiati circa due milioni di dollari statunitensi. Con questo sistema molti utenti virtuali di SL sono diventati milionari progettando edifici o creando abiti: nella vita virtuale si pagano terre e idee, ma non solo. Per fare un esempio, Kevin Alderman conosciuto con il nick di Stroker Serpentine, ha avuto l'idea di ricostruire nel mondo virtuale di Second Life il quartiere a luci rosse di Amsterdam. Poi l'ha rivenduto su eBay per 50 mila dollari. E parliamo di soldi veri, non di Linden.

Un gioco del doppio raccontato con toni giusti e coinvolgenti (Sergio Di Giacomo, «Stilos», aprile 2010)

E' una ricerca interiore ed esteriore insieme la storia che la giovane Laura Bottazzi racconta nel suo romanzo d'esordio, un romanzo di formazione che diventa una parabola sulla femminilità vissuta dalle ragazze d'oggi. La protagonista Stella cerca di "smaterializzarsi", di immergersi nel mondo virtuale di Second life per trovare e ritrovare parti di un sé frammentato e dubbioso. Il gioco narrativo si basa sull'ambiguità, sullo stare in bilico, sulla necessità di costruirsi una maschera e nello stesso tempo di trovare la vera identità la di là della forma. Second life e i land diventano piccole oasi dove trovare case da sogno, isole fiabesche che però nascondo insidie e pericoli.
Con uno stile morbido e scorrevole, a tratti inquietante ma sempre vivido, l'autrice riesce a dare vita al vissuto di questa adolescente che si sente una fata nella realtà virtuale, dove ha un nuovo corpo e un look da invidia, mentre la vera Stella si scontra con le incomprensioni della madre, col bisogno inappagato di affetto e calore, con la voglia di evadere, con i capelli che cadono come frammenti del sé e cambiano colore.
Un gioco del doppio raccontato con toni giusti e coinvolgenti, che risente di tocchi alla Moccia e alla Carcasi (ma toni sentimentali alla Zocchi si alternano con un erotismo soft alquanto pungente che rasenta Melissa P.), dove la "maschera virtuale" si integra e si incrocia con le avventure e le malinconie esistenziali reali, desideri e paure che si rincorrono come in ogni adolescenza. Il mondo appare come una bolla di sapone dove si galleggia, ma dove gli affetti familiari sono autentici e rincuorano, dove la perdizione di un mondo da avatar si scioglie in occhi veri, in lacrime vere, in sorrisi veri .Un romanzo sull'oggi visto con occhi di ragazza negli equilibri squilibrati di luoghi e passioni che riescono a trovare una via vera, oltre la "pelle bellissima" che illude.

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