Collana Fernandel

Andrea Fiorenza, L'elefante nel salotto


L'elefante nel salotto

Radio e TV


  • Intervista al TG5, nella rubrica "La lettura" (9 luglio 2013)

  • Pagine: 128
    Isbn: 9788895865850
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 17 aprile 2013
    Leggi come inizia


    Anche in formato epub nei principali store on line

    La felicità non si costruisce in coppia, l'infelicità forse sì


    È una vita in bilico quella di Tommi, diciassettenne bolognese, e dei suoi amici: cinque piccoli Bukowski dediti a uno stile di vita orgogliosamente irregolare. Spaventati dalle responsabilità, vivono sospesi tra l’insofferenza nei confronti della vita scolastica e la fantasia sfrenata dei sogni tossici, dove tutto sembra a portata di mano. Mai sazi di emozioni forti, il loro tempo scivola lento e vuoto fra scorribande alcoliche e piani improbabili di spaccio, alla ricerca della prossima vittima.
    Ma un giorno a rompere l’equilibrio del gruppo arriva Francesca. Tommi la vede sul telefonino di Giò Giò, una foto che la sorprende nuda, scattata dal suo ex. Un ingresso non certo da signora. Lui però non è da meno perché, con la sua solita delicatezza da elefante, la prima volta che la incontra vomita come una fontana. Nonostante tutto, per una ragione che Tommi non comprende, Francesca sembra conoscerlo, è sicura che sia diverso dagli altri del gruppo, ed è decisa a non lasciarlo solo... Un romanzo mesto e solido, d’impianto realistico, in cui adolescenza e autodistruzione danzano insieme.

    Secondo classificato al premio letterario "Giovane Holden" 2014


     Andrea Fiorenza

    Andrea Fiorenza ha pubblicato: Bambini e ragazzi difficili (Ponte alle Grazie, 2000); Come rovinare la vita ai propri genitori (Pendragon, 2004); Ansia. 99 stratagemmi per liberarsene rapidamente (Rizzoli, 2006); Quando l’amore non basta (Rizzoli, 2008).
    L'elefante nel salotto è il suo primo romanzo.

    Come inizia

    La felicità non la costruisci in coppia, l’infelicità forse sì.
    Mio padre e mia madre ne avrebbero di cose da dire su questo, hai voglia. Tutti e due scontenti, ma per ragioni diverse; di riuscire a consolarsi l’un l’altro non se ne parla più da un bel pezzo.
    Ieri sera ne hanno tirata fuori un’altra. Ero seduto sulla poltrona quando mia madre ha detto a mio padre che voleva la separazione. Stava finendo di mettere la cena in tavola e aveva buttato lì la cosa forzando il volume della voce, come se tutti i suoi pensieri fino ad allora avessero a che fare con quell’idea.
    «Oh!» Aveva esclamato alla fine.
    Poi si era avvicinata alla finestra, attaccando il naso al vetro, e si era messa a guardare fuori stringendosi tra le braccia. Era già buio da un pezzo, a novembre le giornate sono veramente corte. Manco te ne accorgi.
    Mio padre mi aveva guardato con la testa piegata da un lato e aveva storto la bocca da una parte e dall’altra. Al mattino era stato dal dentista per mettersi a posto i denti, era un po’ che rimandava.
    «Perché?» Aveva chiesto.
    Perché fa questa domanda?, avevo pensato, mica ha tanto senso. Se stai camminando per strada e una macchina ti viene addosso, non vai certo a chiedere perché. Io almeno non lo farei, magari cercherei di capire se sono vivo o se sto morendo. Questo sì, caspita, magari muoverei le labbra per sentire se esce un suono. Mio padre però aveva chiesto perché, vallo a capire. E visto che mia madre non gli aveva risposto, forse anche lei aveva pensato che quella domanda era priva di senso. Allora lui aveva preso il telecomando e aveva cambiato canale. A lui piace confrontare le notizie dei telegiornali. Per un po’ ne è venuto fuori un mix di 6 roba, prima c’era uno che parlava di economia, non ho capito se le cose che diceva erano buone o cattive, e poi un altro raccontava di un industriale che era sparito, e la moglie e i figli chiedevano notizie in giro. Nessuno della famiglia piangeva o si disperava, come se parlassero di un dipendente scappato con la cassa. Il giornalista aveva fatto vedere una foto dello scomparso, un uomo con i capelli bianchi e il viso tondo, e un famigliare aveva detto che la foto era stata scattata a Santo Domingo l’inverno precedente, quando erano tutti lì per festeggiare il suo compleanno. C’era bisogno? Non saprei, ma mi viene da dire di no.


    Rassegna stampa
    «I nostri figli? Solo l'amore può salvarli» Intervista di Camilla Ghedini su «Il Resto del Carlino» (4 agosto 2013)


  • «Se qualcuno cerca la felicità nella coppia, o nella famiglia, è completamente fuori strada e rischia di finire al manicomio» (Intervista di Luigi Carrozzo su tornogiovedi.it, 13 giugno 2013. Il sito non è più online)

  • «Non sottovalutate la capacità di un elefante di nascondersi» (Recensione di Ramona Granato, 21 giugno 2013)

  • «Un libro che racconta il declino dell’istituzione della famiglia, o forse una nuova consapevolezza della stessa?» (Intervista all'autore su Psicologia Radio.it, 27 giugno 2013)

  • «Tommi, che uscì a riveder le stelle» (Recensione di Barbara Benini su Imagazine.it, 15 luglio 2013)