Collana Laboratorio Fernandel

Carla Baroncelli, Per amor di cronaca. I miei ventitré anni al Tg2


Per amor di cronaca. I miei ventitré anni al Tg2
Pagine: 144
Isbn: 9788895865188
Collana: Laboratorio Fernandel
Data di pubblicazione: settembre 2009


«Curiosi si nasce, giornalisti si diventa»

Carla Baroncelli, giornalista Rai dal 1986 al 2008, raccoglie in questo libro gli episodi più significativi della sua carriera. Diciotto storie in presa diretta che raccontano il giornalismo televisivo e il suo linguaggio attraverso una grande varietà di temi. Dalla cronaca nera alla prostituzione, dalla delinquenza minorile all’immigrazione, dall’autismo all’Alzheimer, i dettagli tecnici si mescolano alle emozioni suscitate dalle persone che l’autrice ha incontrato, anche solo per il breve tempo di un’intervista.
Le riflessioni contenute in questo libro ci fanno comprendere quanta umanità ci possa essere in una giornalista che nel proprio lavoro ci ha messo il cuore, quante scelte anche drammatiche e quanti condizionamenti ci sono in un servizio per il telegiornale, che spesso per brevità è costretto a tagliare tanti perché.
Copertina di Eleonora Bolsi.

Carla Baroncelli

Carla Baroncelli è giornalista professionista, scrittrice e poeta. È entrata in Rai nel 1986, prima nella redazione di “Diogene. Al servizio dei cittadini”, poi come cronista e infine per le rubriche “Tg2 Dossier” e “Dossier Storie”. Ha firmato numerosi dossier, fra i quali L’affare più sporco del mondo (1996, sulla prostituzione minorile), Cosa bolle in pentola (2001, sugli organismi geneticamente modificati), Quattro spicchi di mela (2004, su anoressia e bulimia), Parlando con Frugone (2004, su autismo e comunicazione facilitata), Come alberi senza memoria (2008, sull’Alzheimer). Ha ricevuto diversi premi per il giornalismo: XVIII Premio Guidarello per il giornalismo (1989); Premio giornalistico Città di Calabria (1996); Premio giornalistico Ilaria Alpi (1998 e 2005); Premio Voltolino di giornalismo per la divulgazione scientifica (2005).


Rassegna stampa

«Ventitré anni (e oltre) di amore per la cronaca» (Federica Ferruzzi, «Il Qui», 4 settembre 2009)

La giornalista del Tg2 Carla Baroncelli affida a diciotto racconti il bilancio della propria esperienza in Rai.
Centoquarantaquattro pagine che raccontano debolezze, sconfitte e ne­gazioni, ma anche successi, conferme e soddisfazioni. Centoquarantaquattro pagi­ne di amore per la cronaca. Storie di persone comuni che riflettono Carla Baroncelli in tutta la sua essenza e spontaneità. Sono quelle raccontate nel libro "Per amor di cronaca, i miei 23 anni al Tg2", scritto dalla giornali­sta ravennate assunta in Rai nel 1993 dopo anni di gavetta e di amore nei confronti di un lavoro che è diventato la sua vita.
"Ho scelto di riportare le vicende di persone comuni perché sono loro che compongono la realtà - racconta l'au­trice, che si è occupata in prevalenza di temi sociali -. Di fronte alla dispe­razione provo una forma di spiccata empatia e quindi ho scelto di dare voce ai diseredati del mondo". Questo non vuol dire che Carla non abbia inter­vistato anche politici e personaggi di spicco, dal Dalai Lama a Dino Risi, ma lo ha fatto sempre rimanendo fedele a se stessa. Come quella volta che chie­se a Berlusconi se avesse mantenuto la promessa di ospitare una famiglia al­banese sbarcata a Brindisi dopo l'en­nesimo viaggio della speranza. O come quando, nel '97, per sensibilizzare alla necessità di una legge che inquadrasse la violenza sessuale come reato contro la persona, si trovò a realizzare an­che cinque servizi al giorno su questo tema. "Il punto è che cerchi di inseri­re una visione politica ma non sempre questo viene apprezzato. Al Tg2 per far digerire il termine ministra ci ho messo degli anni - sorride -. La scrittura di genere esiste, ma a volte ti trovi a doverla negare. Con tutti gli sforzi che si possono fare, spesso si viene sottoposti a censura preventiva, e mi sono vista togliere servizi che venivano affidati a colleghi che avrebbero of­ferto maggiori garanzie dal punto di vista sensazionalistico. Anche se stia­mo attraversando un periodo difficile - spesso infatti tanti temi non vengo­no neanche affrontati - quello che mi spaventa di più è che la gente abbia smesso di interrogarsi, di essere cu­riosa. Ad esempio, come mai nessuno si è accorto che gli alberi della nostra città stanno perdendo le foglie? Perché nessuno lo segnala? Forse perché a qual­cuno non gradirebbe far sapere che le falde si sono seccate?... Un giornalista non è solo quello che realizza servizi e scrive sui giornali, ma può essere an­che il nostro vicino di casa. Il fatto è che occorre continuare a coltivare la propria curiosità: i miei ventitré anni al Tg2 mi hanno lasciato la voglia di raccontare, ed è per questo che inten­do proseguire gli incontri con i ragazzi delle scuole. A loro vorrei trasmettere l'importanza di coltivare la propria cu­riosità". Il libro, stampato dall'editore Fernandel, verrà presentato il 13 set­tembre alla libreria della Festa provin­ciale del Pd in corso al Pala De André.

«Non solo quindi, passione ed emozioni, ma anche scelte e tagli, dettati spesso da esigenze di spazio» (Francesca Zampiga, «In Magazine», ottobre 2009)

Un tuffo nella cronaca è il libro edito da Fernandel e firmato da Carla Baroncelli. giornalista ravennate del Tg2 dal 1986 fino al 2008. L'autrice in Per amor di cronaca. I miei 23 anni al Tg2, tratteggia diciotto episodi di cronaca portando a riferimento il rispettivo servizio proposto dal telegiornale. Nota distintiva, nonché filo conduttore tra i vari temi affrontati, sono le riflessioni che emergono dal testo; l'autrice, infatti, non solo evidenzia i particolari tecnici del giornalismo televisivo, ma ne svela i retroscena fatti anche di contraddizioni e condizionamenti spesso vincolanti. Non solo quindi, passione ed emozioni, ma anche scelte e tagli, dettati spesso da esigenze di spazio.

«L'amore di una figlia, l'affetto di una donna, la professionali­tà di una giornalista vera» (Loredana Cornero, «Leggere:Tutti», gennaio-febbraio 2010)

Quante pagine servono per raccontare una vita? Carla Baroncelli ne adopera 144 per raccontare e per raccontarsi. Per parlarci dei suoi ventitré anni di professione giorna­lista. Anzi per l'esattezza di giornalista di cronaca. In un momento in cui si grida alla casta, in cui si parla molto della rappresentazione fem­minile in televisione e di carriere di donne bloccate dai soffitti di cristallo, la voce di Carla si alza sommessa e potente, limpida e autorevole. Dopo averci rivelato i motivi e le convinzioni che l'hanno spinta a diventare giornalista, della sua necessità quasi fisica di scrivere, dei suoi esordi tanto rocamboleschi quanto teneri, l'autrice inizia a parlarci dei suoi servizi, i suoi "pezzi" per il telegiornale, dei suoi approfondimenti per i settimanali. Con una scrittura che ri­propone lo stesso ritmo di un telegiornale, le frasi brevi, gli stacchi tra un'immagine e l'altra, ci trasporta con una fedel­tà fotografica in uno studio televisivo, in una regia del TG, in una saletta di montaggio, ci fa sentire l'ansia, la fretta, la fatica, lo stress, ma anche la grande soddisfazione di un servizio di apertura, di un approfondimento ben realizzato, di un sentimento provato e magari ance di uno scoop riman­dato o mai realizzato. Sì, perché a volte anche non mandare in onda uno scoop, saper aspettare per proteggere una per­sona, per non intralciare un'indagine, per evitare immagini scioccanti o controproducenti è fare giornalismo, un buon giornalismo. Certo ultimamente non se ne vedono più tanti, non siamo molto più abituati ad una sensibilità così densa da chiedersi ogni volta se il taglio dato al servizio sia quel­lo giusto, se quella domanda sia davvero necessaria o solo invadente, se quell'immagine così forte renda davvero il tuo lavoro migliore o lo faccia diventare solo più agghiacciante. Il volume apre e chiude con due brani che da soli valgono il libro, senza nulla togliere al resto. La prefazione è di un giovane ragazzo che Carla Baroncelli ha intervistato con grazia e affetto qualche anno fa e con cui è rimasta in contatto, i capitoli finali sono dedicati ad una battaglia personale che l'autrice compie con se stessa per riprendersi la propria madre, malata di Alzheimer. Con l'amore di una figlia, l'affetto di una donna, la professionali­tà di una giornalista. Vera. Un libro da Leggere. E rileggere.

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