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ANIME AL NEON
di Pallavicini Piersandro Categoria: Top Collana Fernandel |
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Pagine : 144 Prezzo : 11.00 € ISBN : 88-87433-23-2 ANNO : 01-04-2002
Negli otto racconti di Anime al neon i protagonisti indugiano sulla nuova soglia della maturità: soglia che si sta spostando da qualche parte tra i trentacinque e i quarant’anni. Su questo confine si girano indietro a gettare uno sguardo su una vita di cui vogliono finalmente tirare le somme. Sguardo che è senza rabbia e senza rimpianti ma carico di sgomento: questi quasi quarantenni scoprono solo ora che le tessere del loro immaginario pop, delle loro poco appagate fantasie sessuali, dei loro egoistici rapporti familiari non si compongono a formare alcun disegno. Non c’è più un’età adulta, sembrano voler dire questi racconti, non c’è svolta: bisognerà allora cercare soltanto una nuova consapevolezza, dare altra benzina al proprio immaginario, scoprire definitivamente le carte del gioco proprio e altrui, ascoltando le voci del rimosso erotico. Otto storie di provincia, fra omosessualità latente e trasgressioni di coppie apparentemente tranquille. Come inizia Sermide (Mn), 2 luglio 1999 Armando, vecchio rivoluzionario a vapore, permettimi un abbraccio, per cominciare! E lasciamo perdere subito i mesi e mesi dall’ultima che ci siamo sentiti e i tre anni, forse, dall’ultima che ci siamo visti. Perché, qui, se partiamo con l’operazione regrets and nostalgia io non lo so se mi riesco a salvare. Immaginati: la pianura più piana del mondo; dal terrazzino del mio due stelle (Hotel Vegas, senti che pretese!) mi corre lo sguardo per chilometri su campi e campi; e campi; e canali d’irrigazione; e casali con parsimonia sparsi; ah, e vedo la ferrovia che si perde nell’umidità; uh, e vedo la torre dell’acquedotto; e sentile!, le cicale; e il paesello, qui giù, conta abitanti cinquemila; e se escludi il bar rimodernato qua nell’“hotel”, e l’altro coi tavolini ancora in formica e ferro cromato nella piazzetta della stazione, qui è Il Nulla. Capisci, Armando? Eh, señor revoluçionario a pedali? Il fatto è che qui, se cedi anche solo un nonnulla alla malinconia, può essere la fine… Un niente, e ti ritrova un ragazzino, mesi dopo, arpionandoti con la sua cannetta di bambù in un canale, al posto dei pescigatto fangosi. Ma che ci faccio qui, allora, vorrai indagare? Tra un attimo. Prima, l’ancor più enigmatico elenco delle sperdute cittadine ove ho trascorso le ultime due settimane: Velletri (Rm), Massarosa (Lu), Montesilvano (Pe), Osimo (An). Sorpreso di questi posti mica da ridere? Ebbene, se ti son ancora familiari le cronache letterarie, ti sarai pregiato di osservare come il mio terzo romanzo, Morte a Vigevano, sia stato pubblicato giusto due mesi orsono dalla prestigiosa (per così dire) Supernova, editrice in Ferrara. E, parimenti, non ti sarà sfuggita la copia del meraviglioso libello comparsa settimane fa, Poste permettendo, riccamente autografata e dedicata, nella cassetta di casa tua. E il fatto è, vecchio rivoluzionario a pile, che Simone Arfelli, il guru di Supernova, mi ha proposto questa tournée per librerie e biblioteche della provincia italiana. L’ultimo grido, sostiene lui, in termini di promozione. (C’è da dargli ragione? A Velletri hanno venduto trenta copie. A Massarosa sette. Diciotto a Montesilvano. Quarantuno – impensabile vetta! – a Osimo. E invece qui, le cinquanta grifagne presenze registrate in sala m’han fatto e fatto supponenti domandine – avrei dovuto filmarla, la supponenza scolpita sui loro visi! – ma acquistato copie in numero di zero). Ora, poiché questa è la tappa più vicina a Ferrara, il vecchio Arfelli mi è venuto a trovare. E, per farla breve, ha saputo della terza ristampa del mio vecchio saggetto Theoria (quel Fuckin’n’rocking che ben conosci), e visto che Morte a Vigevano pare stia filando bene bene, ha fatto due più due e si è invaghito di questa idea: farmi scrivere per Supernova un secondo saggio-cronaca di taglio rockettaro. E – giuro! – terminato l’incontro, con noi tutti quanti lì, in piedi, nella sala consigliare del comune, proprio mentre tirava fuori l’imbarazzante idea, è successo questo: uno dei supponenti, con veste, se non ho capito male, pure di organizzatore (metti: uno con trent’anni sulle spalle, una treccia bionda, il triplo orecchino…) mi si è presentato lì con un pacco di copie di «Recomparecido». Si, Armando d’oro: la nostra vecchia, cara fanzine. Ogni singola copia imbustata. Incellofanata. Le copertine che t’inventavi tu in un ancor smagliante nero su arancione. Era come volesse dirmi: “Io lo so, tu, da dove vieni, cialtrone!”. Non ho dubbi che fosse tutta per sfottermi, la comparsa di quel materiale. Ma Arfelli non ha colto mica. Arfelli gli ha strappato di mano le copie. Arfelli ha tirato fuori dei gran sorrisi, e «i Litfiba, per la madonna, Nuvolani!» ha cominciato a sbraitare. Per cui, alla fine, eccolo pronto, il progetto per il nuovo saggio cronaca del sottoscritto autore vigevanese: Anime al neon. Ovvero Gli Anni Ottanta Illuminati Dalla Prima (e unica???) Euroband Italiana… Ma, s’intende, con lui sono stato chiaro: se la cosa si fa, dev’essere a quattro mani. Le mie due e l’altro paio appartenente all’ineffabile nonché rivoluzionario co-redattore di «Recomparecido». Ovvero tu, mio Armandone d’oro. E qui mi fermo. Un segnale te l’ho lanciato. Una risposta è quel che mi ci vuole. Sono le otto, il sole si abbassa la in fondo alla pianura, i colori sono quelli inscuriti di un quadro ad olio d’antiquariato, l’afa disegna fate morgane, le cicale cicalano che non ti dico e la macchina che vedo arrivare in piazzetta non può essere che quella dell’organizzatore codato (chi altri guiderebbe una R4 così infangata?). Oh, oh, scende, eccolo: è proprio lui. Supponente anche su da qui. Egli ha preteso una cena tête à tête. Non gli avessi mai detto che per tre giorni mi fermavo qui. E la tragedia di questa serata che mi aspetta, o Armando mio? Scrivimi, tu, ti prego, come si faceva nei bei film anni ’50 di viaggio & avventura: che la tua lettera io possa trovarla ad attendermi al prossimo albergo di questa sciagurata tournée. Il Roma e Pace, in via Landolfi, a Chivasso (To). E raccontami di te. Di MariaGrazia. E del giovane topino Claudio. E inventiamocela, dai, quest’occasione per vederci, da qualche parte. Magari a spese dell’editore. Ti abbraccio. Non tormentarti il pisello. Non menartela troppo con Socialismo & Rivoluzione. Sempre tuo, Giannino [continua...] © Fernandel 2002 |
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