Anna Spinelli, La bambina dei ciliegi e il samurai

La bambina dei ciliegi e il samurai
Pagine: 224
Isbn: 9788898605798
Formato: cm 14 × 20
Collana: Laboratorio Fernandel
Data di pubblicazione: aprile 2018
Euro 15,00


Il libro può essere richiesto all'autrice scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


AArriva sempre quel momento della vita in cui ci si ferma, ci si guarda intorno e ci si chiede: «Che ci faccio qui?» Allora possono arrivare ondate di ricordi portati da un profumo indefinibile ma soave, che non c’è. Mentre la vita scorre, il profumo torna a farsi sentire, dovunque il cammino ci porti, un dovunque che può essere tanto lontano. Il profumo si manifesta insieme a stranezze, evocazioni sincroniche, finché qualcuno che potrebbe avere delle risposte appare dal nulla, si fa letteralmente vivo. Allora non basta bagnarsi i piedi in un torrente himalaiano o andare per mercati in antiche città lungo la Via della Seta per prendere tempo. Allora ombre, guerrieri, sì guerrieri, pensieri e ricordi arrivano tutti in una volta come le stelle in una notte serena. Poi arriva sempre il profumo di fiori che sottolinea dubbi inesprimibili, inquietanti e... che fiori erano? Quando sono entrati a far parte delle memorie dimenticate? Delle storie immaginate? Qualcuno che lo sa è tornato per raccontarlo...


 Anna Spinelli

Anna Spinelli, nata nel 1954, è orientalista e scrittrice. Laureata in Lingue e letterature orientali a Venezia, si occupa di storia delle comunicazioni. Ha insegnato Storia dell’arte islamica all’Università di Bologna.


I libri di Anna Spinelli pubblicati da Fernandel:
€20,00
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€6,49
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Gianluca Fortini, L'arto della guerra


L'arto della guerra
«Stavo veramente a terra quando lo vidi, attraversavo piazza dei Martiri non ricordo più per andare dove. Erano le 20.27 di mercoledì 14 ottobre. Lo ricordo bene. Poche date hanno valore per me, e questa è una di quelle. Si stava chinando per prendere le sigarette all’automatico, e io quel culo lì lo avrei riconosciuto fra mille. Era il culo del nostro sindaco. Pensavo che il sindaco girasse con la scorta, non avrei mai immaginato di vederlo chino all’automatico a prendere le paglie. Ed era solo. Mi guardai intorno. Era completamente solo. Lo vidi afferrare con una mano il pacchetto, mentre con l’altra era lì che ravanava in cerca del resto. Fu in quell’istante che gli fui accanto e fu dieci passi prima che capii di trovarmi davanti all’occasione della vita, entrai in modalità David Beckham, pronto a battere la punizione del secolo...»

Isbn: 9788898605767
Collana: Fernandel
Data di pubblicazione: 1 febbraio 2018
Leggi le prime pagine
Ascolta un assaggio di audiolibro



Grottesco, divertente e profondo: un esordio che è un felice ritorno all’essenza della narrativa orale




Radio e Tv

  • Intervista a Gianluca Fortini a Radio Città del Capo (8 febbraio 2018)

  • Flavia Capone recensisce il libro su Radio m2o (9 febbraio 2018)

  • L’arto della guerra racconta la vera storia del “Piazzatore”. L’arto in questione è il piede, e la guerra è quella dichiarata dal protagonista nei confronti del prossimo piazzando calci nel culo a destra e a manca, cosa che ben presto trasformerà un giovane analfabeta funzionale affetto da dislessia nell’uomo più temuto dai felsinei, incubo delle forze dell’ordine e nemico giurato della giunta comunale.
    Il punto di svolta infatti è il calcio nel sedere con cui il protagonista colpisce il sindaco, così potente da fargli perdere i sensi. Da quel momento i giornali inizieranno a parlare di lui ribattezzandolo “il Piazzatore”, dandogli una grande popolarità e la consapevolezza di essere diventato un uomo nuovo, lontano da quella condizione di lassismo e fatalismo in cui aveva vissuto fino ad allora.
    Un romanzo che racconta come sia possibile rinascere a forza di calci nel sedere ben assestati.

    €6,49
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    Ambiguo paterno

    a cura di Enzo Morgagni e Ivan Morini



    Ambiguo paterno
    Pagine: 110
    Isbn: 9788898605750
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: dicembre 2017
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    Esiste l’istinto paterno? Si è padri naturalmente o culturalmente? Chi sono i nuovi padri? Quali iniziative di sostegno a queste nuove forme di paternità si stanno sviluppando? Cosa pensano, cosa fanno e come si differenziano i movimenti dei padri, in Italia e all’estero?
    Queste le domande a cui si è cercato di dare una risposta nel convegno “Ambiguo paterno”, organizzato dall’associazione Femminile Maschile Plurale nel febbraio 2016, due anni dopo l’analogo incontro dedicato all’ambiguo materno, che affrontava la problematica della genitorialità dal versante femminile (vedi Ambiguo materno, Fernandel, 2017).
    In questa nuova occasione di approfondimento ogni autore ha esaminato il tema con un approccio diverso: dalla ricerca sociologica alla riflessione psico-antropologica; dalla documentazione di interventi innovativi alla narrazione dell’esperienza della paternità nella coppia omossessuale; dalla ricerca su modelli di paternità consolidati nella tradizione iconico-pittorica del passato a quelli espressi dalla produzione cinematografica.

    Indice del volume

    Enzo Morgagni e Ivan Morini, Presentazione
    Arnaldo Spallacci, Padri, famiglia, paternità. Aggiornamenti su uomini e padri in Italia. Materiali di ricerca sociale
    Stefano Ciccone, Ripensare la paternità per cogliere il cambiamento maschile
    Annina Lubbock, Iniziative internazionali sulla paternità
    Sergio Lo Giudice, Essere papa gay. Genitorialità e paternità nella coppia omosessuale maschile
    Serena Simoni, San Giuseppe. Iconografie di un padre fra cura e affetto
    Fabrizio Varesco, Nel nome del padre. Appunti sulla figura paterna nel cinema
    Gli autori, le autrici

    I libri pubblicati in collaborazione con l'associazione FMP (Femminile Maschile Plurale):
    €13,00

    Marialuisa Amodio, La ragazza senza coda


    La ragazza senza coda

    Radio e Tv


  • Intervista a “Il posto delle parole” (Livio Partiti, 19 aprile 2018)

  • Pagine: 256
    Isbn: 9788898605743
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 22 marzo 2018
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    «Bambina mia, ricorda: non fidarti di nessuno, perché il miglior amico è il peggior nemico»


    Queste sono le parole d’addio della nonna quando spedisce Delia a vivere da una zia, in un’altra città, lontano dalla madre, dagli amici e dalla sorella, che la piccola ama con la devozione disperata dei bambini cresciuti nelle famiglie senza amore. Parole per Delia incomprensibili, così come le ragioni del suo allontanamento.
    Ma negli anni successivi Delia si fiderà di tutti, tenacemente: viaggerà molto, si sposerà e andrà a vivere in Australia. E anche se è convinta di aver troncato ogni rapporto con la famiglia d’origine, questo legame oscuro continuerà a dolerle come un arto fantasma, come la coda mozzata di una lucertola o di un topo. La razionalità e l’affetto del marito solo in parte potranno aiutarla ad addomesticare il passato: la nonna maciara, la strega del paese, che somministrava punizioni corporali come fossero medicine; la madre confinata nell’infanzia da un danno subito alla nascita; i giochi che facevano da bambini, prove generali per la vita adulta in un mondo chiuso e violento. Quel passato non l’abbandona, come l’immagine di un incubo non smette di generare angoscia.
    Delia torna a Matera dopo vent’anni, ritrova sua sorella Silvia e i vecchi amici, Michele, Rosa, Uccio. Sono tutti lì, con le loro vite sprecate e vissute male. Sono tutti lì, tranne Tommaso. Delia non ricorda la sua fine terribile, non ricorda nulla di quell’estate lontana, finché dalla geografia distorta della memoria emerge una verità dolorosa che nel far luce brucia e distrugge, e forse, finalmente, libera.

    €15,00
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    Silenzi

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi

    Silenzi
    Pagine: 120
    Isbn: 9788898605736
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: novembre 2017
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    II silenzio è sexy, proclamava anni fa un noto gruppo tedesco. Forse suggestionati da questo concetto, gli allievi del corso di scrittura di secondo livello di Gianluca Morozzi, radunati nella libreria Emily Bookshop di Modena, si sono cimentati nella scrittura di un racconto a testa su questo tema: il silenzio.
    Senza limiti di genere ma solo di lunghezza, gli aspiranti scrittori hanno spaziato in libertà. Si passa da un futuro non lontano in cui il silenzio è imposto per legge, a una donna ossessionata dai rumori molesti dei condomini, a una donna che nessuno riesce a sentire dopo uno strano incidente, alle difficoltà di comunicazione, alla vita dei sordi.
    «Il silenzio è sexy, così sexy, sexy come la morte».

    Gli autori, le autrici:


    Lucia Cervone, Sabrina Concas, Elena Eos, Antonello Maria Giacobazzi, Monica Graziano, Gaia Ierace, Roberta Negro, Marzia Pasquariello, Vittorio Pellegrino, Simona Pizzetti, Francesco Scalone, Fabrizio Tagliaferri.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €12,00
    SKU Silenzi

    Stefano Bonazzi, L'abbandonatrice


    L'abbandonatrice

    Radio e Tv


  • Intervista all'autore (Livio Partiti, Il posto delle parole, 2 febbraio 2018)

  • Intervista all'autore (RaiNews 24, Il Sabbatico, 3 febbraio 2018)

  • Isbn: 9788898605729
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 9 novembre 2017
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    «“Qualcosa” mi basterebbe, sarebbe già un inizio. Qualcosa fa meno paura e, soprattutto, qualcosa è l’opposto di niente...»


    Il booktrailer del romanzo
    Durante l’inaugurazione della sua prima mostra fotografica, Davide riceve una chiamata: Sofia, l’amica di cui aveva perso le tracce anni prima, si è tolta la vita.
    Al funerale, Davide conoscerà Diamante, figlio di Sofia. Un sedicenne scontroso e instabile che insieme al dolore si porta appresso un fardello di domande: che relazione c’era tra Davide e Sofia? Perché sua madre è scappata dall’Italia troncando ogni rapporto con amici e famigliari? Perché il suicidio?
    Tornato a Bologna insieme a Diamante, Davide si ritroverà a vivere una complicata convivenza a tre che coinvolge anche Oscar, il suo compagno, e grazie alla quale riemergerà la storia di Sofia, colei che lascia per paura di essere lasciata: una storia di abbandoni e di fughe, di silenzi e di madri dai comportamenti irrazionali e inspiegabili.

    L’abbandonatrice è un romanzo che racconta gli attacchi di panico e la droga, l’adolescenza e il disagio. Un romanzo sulle responsabilità che ogni scelta comporta e sulla difficoltà ad accettarne le conseguenze, a qualunque età, qualunque ruolo la vita ci abbia riservato.

    €6,49
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    Gianluca Fortini, L'arto della guerra


    L'arto della guerra
    «Stavo veramente a terra quando lo vidi, attraversavo piazza dei Martiri non ricordo più per andare dove. Erano le 20.27 di mercoledì 14 ottobre. Lo ricordo bene. Poche date hanno valore per me, e questa è una di quelle. Si stava chinando per prendere le sigarette all’automatico, e io quel culo lì lo avrei riconosciuto fra mille. Era il culo del nostro sindaco. Pensavo che il sindaco girasse con la scorta, non avrei mai immaginato di vederlo chino all’automatico a prendere le paglie. Ed era solo. Mi guardai intorno. Era completamente solo. Lo vidi afferrare con una mano il pacchetto, mentre con l’altra era lì che ravanava in cerca del resto. Fu in quell’istante che gli fui accanto e fu dieci passi prima che capii di trovarmi davanti all’occasione della vita, entrai in modalità David Beckham, pronto a battere la punizione del secolo...»

    Pagine: 112
    Isbn: 9788898605712
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 1 febbraio 2018
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    Grottesco, divertente e profondo: un esordio che è un felice ritorno all’essenza della narrativa orale



    Radio e Tv

  • Intervista a Gianluca Fortini a Radio Città del Capo (8 febbraio 2018)

  • Flavia Capone recensisce il libro su Radio m2o (9 febbraio 2018)

  • L’arto della guerra racconta la vera storia del “Piazzatore”. L’arto in questione è il piede, e la guerra è quella dichiarata dal protagonista nei confronti del prossimo piazzando calci nel culo a destra e a manca, cosa che ben presto trasformerà un giovane analfabeta funzionale affetto da dislessia nell’uomo più temuto dai felsinei, incubo delle forze dell’ordine e nemico giurato della giunta comunale.
    Il punto di svolta infatti è il calcio nel sedere con cui il protagonista colpisce il sindaco, così potente da fargli perdere i sensi. Da quel momento i giornali inizieranno a parlare di lui ribattezzandolo “il Piazzatore”, dandogli una grande popolarità e la consapevolezza di essere diventato un uomo nuovo, lontano da quella condizione di lassismo e fatalismo in cui aveva vissuto fino ad allora.
    Un romanzo che racconta come sia possibile rinascere a forza di calci nel sedere ben assestati.

    €12,00
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    Eraldo Baldini, Faccia di sale


    Faccia di sale
    «La pineta è un bastione basso e nero. Tutta la luce che c’è sembra ormai venire dagli innumerevoli mucchi alti e bianchi del sale.
    Non mi sono ancora abituato, guardando verso levante, alla vista dei campanili della Città Nuova. Mi ci vorrà tempo. E laggiù, tranne qualche veloce puntata, posso dire di non esserci ancora stato, perché dirigere una delle squadre che demoliscono vuol dire rimanere sempre qui con loro nel sito vecchio».


    Isbn: 9788898605705
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 5 ottobre 2017
    Leggi le prime pagine



    «È un lavoro immane trasportare una città intera, sembra impossibile che si riesca a finire mai».


    È l’anno del Signore 1699 e il progetto di ricostruire una nuova città sul mare è stato finalmente realizzato. Sul luogo in cui sorgeva quella vecchia rimane solo la cattedrale, la chiesa di Nostra Signora delle Acque, sentinella solitaria della memoria e di terreni ormai vuoti e impaludati.
    Luigi Derigo ha seguito ogni fase dei lavori. Ha visto demolire e sorgere case, ha convinto la sua gente a lasciare quella terra ormai preda degli acquitrini e delle febbri, per spostarsi sulla nuova linea di costa. A lui è toccato occuparsi dei vivi e preoccuparsi dei morti, per garantire loro degna sepoltura nella cripta della cattedrale. Ma proprio la notte prima di trasferirsi Derigo viene a conoscenza di un’orribile verità. Picchiato, sfigurato e creduto morto, viene buttato nella cripta, dove si risveglierà per iniziare un percorso prima di dolore e di terrore, poi di lenta guarigione del corpo, di vendetta e infine di risanamento dell’anima.
    Con il sopraggiungere del Secolo dei Lumi inizia dunque il suo lungo viaggio dentro le tenebre della solitudine, della follia e dell’odio, fino a una “rinascita” a cui giungerà anche grazie all’aiuto di zi’ Pachina, una vecchia fattucchiera che conosce il cuore degli uomini.

    Faccia di sale è una cruda parabola sul lato oscuro presente in ognuno di noi, e sulla necessità di far trionfare la luce.

    €6,49
    SKU Eraldo_Baldini_-_Faccia_di_sale__2_

    Ambiguo materno

    a cura di Piera Nobili e Maria Paola Patuelli



    Ambiguo materno
    Pagine: 138
    Isbn: 9788898605699
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: ottobre 2017
    Leggi le prime pagine


    Esiste l’istinto materno? Si è madri naturalmente o culturalmente? La naturalità della maternità conviene alle donne? Chi sono le childfree o childless? Esistono solo negli Stati Uniti o anche in Italia? È, questa del materno, solo una questione storica e politica, o anche antropologica?
    Queste le domande che hanno avviato un percorso di studio, riflessione e confronto all’interno dell’associazione Femminile Maschile Plurale, poi sfociato in un seminario pubblico tenutosi a Ravenna il 21 e 22 marzo 2014, di cui il presente libro è testimonianza.
    Il tema del materno è qui affrontato da diverse prospettive, nessuna delle quali ha la pretesa di sciogliere definitivamente i nodi di ambiguità che intrecciano la maternità, ma tutte hanno il merito di aprire a interrogativi e approfondimenti necessari alla decostruzione di stereotipi e tabù che ancora assediano il corpo delle donne, sostenuti anche dalla «complicità profonda con il pensiero maschile» (Lea Melandri) delle donne stesse, sebbene non di tutte.
    (Dall’Introduzione di Piera Nobili)

    Indice del volume

    Piera Nobili, Introduzione
    Lea Melandri, Le aporie del materno nel movimento delle donne
    Eleonora Cirant, La mostruosità delle non madri. Una su cinque non lo fa
    Vanessa Maher, Le donne nello spazio pubblico. Come la mettiamo con il materno?
    Serena Simoni, Nel nome della madre. Breve storia per immagini
    Maria Paola Patuelli, No. Non sono normale
    Le autrici

    I libri pubblicati in collaborazione con l'associazione FMP (Femminile Maschile Plurale):
    €14,00

    Cado come neve (Coop for words 2017)


    Cado come neve - Coop for words 2017
    Pagine: 120
    Isbn: 9788898605682
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: settembre 2017


    Coop for words, il premio letterario promosso da Coop Alleanza 3.0, Coop Lombardia, Coop Reno e Coop Sicilia, è giunto alla quindicesima edizione. Quest’anno oltre 400 autori in gara, di età compresa tra i 18 e i 39 anni, hanno avuto modo di mettere a frutto la loro fantasia e originalità. Si sono immersi nelle cucine fumanti e hanno trovato tra un piatto e l’altro l’arma del delitto; hanno camminato per le strade delle loro città guardandole con occhi nuovi e scoprendone gli angoli nascosti. Si sono lasciati trasportare dall’energia di un animo rock o avvolgere da un leggero velo di malinconia: la vita, passata, futura, quotidiana o sognata che sia, è la protagonista di queste pagine. Punti di vista differenti, modi di narrazione insoliti, a tutti voi buona lettura!


    €10,00

    Stefano Bonazzi, L'abbandonatrice


    L'abbandonatrice

    Radio e Tv


  • Intervista all'autore (Livio Partiti, Il posto delle parole, 2 febbraio 2018)

  • Intervista all'autore (RaiNews 24, Il Sabbatico, 3 febbraio 2018)

  • Pagine: 208
    Isbn: 9788898605675
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 9 novembre 2017
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    «“Qualcosa” mi basterebbe, sarebbe già un inizio. Qualcosa fa meno paura e, soprattutto, qualcosa è l’opposto di niente...»


    Il booktrailer del romanzo
    Durante l’inaugurazione della sua prima mostra fotografica, Davide riceve una chiamata: Sofia, l’amica di cui aveva perso le tracce anni prima, si è tolta la vita.
    Al funerale, Davide conoscerà Diamante, figlio di Sofia. Un sedicenne scontroso e instabile che insieme al dolore si porta appresso un fardello di domande: che relazione c’era tra Davide e Sofia? Perché sua madre è scappata dall’Italia troncando ogni rapporto con amici e famigliari? Perché il suicidio?
    Tornato a Bologna insieme a Diamante, Davide si ritroverà a vivere una complicata convivenza a tre che coinvolge anche Oscar, il suo compagno, e grazie alla quale riemergerà la storia di Sofia, colei che lascia per paura di essere lasciata: una storia di abbandoni e di fughe, di silenzi e di madri dai comportamenti irrazionali e inspiegabili.

    L’abbandonatrice è un romanzo che racconta gli attacchi di panico e la droga, l’adolescenza e il disagio. Un romanzo sulle responsabilità che ogni scelta comporta e sulla difficoltà ad accettarne le conseguenze, a qualunque età, qualunque ruolo la vita ci abbia riservato.

    €15,00
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    Eraldo Baldini, Faccia di sale


    Faccia di sale
    «La pineta è un bastione basso e nero. Tutta la luce che c’è sembra ormai venire dagli innumerevoli mucchi alti e bianchi del sale.
    Non mi sono ancora abituato, guardando verso levante, alla vista dei campanili della Città Nuova. Mi ci vorrà tempo. E laggiù, tranne qualche veloce puntata, posso dire di non esserci ancora stato, perché dirigere una delle squadre che demoliscono vuol dire rimanere sempre qui con loro nel sito vecchio».


    Pagine: 144
    Isbn: 9788898605668
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 5 ottobre 2017
    Leggi le prime pagine

    «È un lavoro immane trasportare una città intera, sembra impossibile che si riesca a finire mai».


    È l’anno del Signore 1699 e il progetto di ricostruire una nuova città sul mare è stato finalmente realizzato. Sul luogo in cui sorgeva quella vecchia rimane solo la cattedrale, la chiesa di Nostra Signora delle Acque, sentinella solitaria della memoria e di terreni ormai vuoti e impaludati.
    Luigi Derigo ha seguito ogni fase dei lavori. Ha visto demolire e sorgere case, ha convinto la sua gente a lasciare quella terra ormai preda degli acquitrini e delle febbri, per spostarsi sulla nuova linea di costa. A lui è toccato occuparsi dei vivi e preoccuparsi dei morti, per garantire loro degna sepoltura nella cripta della cattedrale. Ma proprio la notte prima di trasferirsi Derigo viene a conoscenza di un’orribile verità. Picchiato, sfigurato e creduto morto, viene buttato nella cripta, dove si risveglierà per iniziare un percorso prima di dolore e di terrore, poi di lenta guarigione del corpo, di vendetta e infine di risanamento dell’anima.
    Con il sopraggiungere del Secolo dei Lumi inizia dunque il suo lungo viaggio dentro le tenebre della solitudine, della follia e dell’odio, fino a una “rinascita” a cui giungerà anche grazie all’aiuto di zi’ Pachina, una vecchia fattucchiera che conosce il cuore degli uomini.

    Faccia di sale è una cruda parabola sul lato oscuro presente in ognuno di noi, e sulla necessità di far trionfare la luce.

    €13,00
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    Milena Costagliola, Ladre di felicità



     Ladre di felicità

    Radio e Tv


  • Ladre di felicità presentato a Radiolibri (12 giugno 2017)

  • Milena Costagliola intervistata dalla tv Campiflegrei.it (5 settembre 2017)

  • Presentazione del romanzo a Radio Radicale durante la fiera "Ricomincio dai libri" (29 settembre 2017)

  • Presentazione del romanzo al blog "Identità Insorgenti" durante la fiera "Ricomincio dai libri" (29 settembre 2017)

  • Intervista all'autrice a "Mattina 9" (8 novembre 2017)

  • Isbn: 9788898605651
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 15 giugno 2017
    Leggi le prime pagine
    Ascolta un assaggio di audiolibro


    «Poi con un’altra donna. Potrei pure capire un tradimento con un uomo, ma con una donna no. Come hai potuto?»


    Due donne si incontrano per caso: Giulia abita nella periferia degradata di Napoli, è sposata e ha tre figli. Angela vive in centro, è libera e indipendente. Due mondi diversi, eppure basta un incontro, poche parole, a far vacillare le certezze di Giulia. Affiora in lei un sentimento di piacere e di imbarazzo a cui non sa dare un nome, ma che la costringerà ad abbandonarsi alla sua forza dirompente. A muovere le due donne è un amore fatto di passione e desiderio, una storia alimentata da mille sotterfugi che Giulia è costretta ad inventarsi, e che la fanno costantemente sentire in colpa. La fanno sentire una ladra di felicità, perché il loro è un amore proibito.
    Un giorno tutti i pregiudizi e l’arretratezza del quartiere in cui vive prendono corpo: Giulia e Angela vengono scoperte, e Giulia si troverà a dover scegliere tra i figli e l’amore…

     Milena Costagliola

    Milena Costagliola è nata a Napoli nel 1979 e ha sempre vissuto a Bacoli. Sposata e con un figlio, negli ultimi dieci anni ha gestito due attività di ristorazione nel suo paese. Questo è il suo primo libro.

    €6,49
    SKU Milena_Costagliola_-_Ladre_di_felicit____versione_ebook_

    Marco Salvador, Processo a Rolandina

                La storia vera di una transgender condannata al rogo nella Venezia del XIV secolo


    Processo a Rolandina

    Radio e Tv


  • Processo a Rolandina presentato a Radiolibri nella rubrica "Freschi di stampa" (10 aprile 2017)

  • «Un libro a cui è davvero difficile non appassionarsi, un personaggio vivo e memorabile». Recensione su Radiolibri.it (1 maggio 2017)

  • Isbn: 9788898605644
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 10 aprile 2017
    Leggi le prime pagine



    Venezia, 1353. Da anni una giovane donna gira per Rialto con le sue ceste di uova da vendere. Ma fare la venditrice ambulante non basta a sopravvivere, tanto meno a realizzare il sogno di aprire una bottega tutta sua. Per questo fa anche la prostituta. Nonostante ciò, essendo bella, gentile e sempre disponibile ad aiutare i vicini, è amata e rispettata. Poi un giorno arriva una denuncia per sodomia e sorge il sospetto che la giovane non sia veramente una donna. Inizia così un processo che è un calvario, perché anche nella laica e illuminata Venezia la sodomia è reato, perfino tra maschio e femmina. Quando poi si scoprirà che femmina esattamente non è, non avranno pietà. E per Rolandina, un personaggio realmente esistito, la prima transgender documentata nell’occidente cristiano, è la fine.

    Marco Salvador

    Marco Salvador, oltre a essere scrittore tradotto in varie lingue, è uno studioso del medioevo. Per Piemme ha pubblicato sette opere che sono uno specchio lontano del presente e che, dietro la facciata del romanzo storico, nascondono un feroce attacco al potere.
    Per Fernandel ha già pubblicato La casa del quarto comandamento (2004), un romanzo dedicato alla condizione degli anziani costretti in case di riposo, e Il maestro di giustizia (2007), romanzo d’amore e di spionaggio che affronta in modo anticonformista il tema dell’eutanasia.
    Wikipedia gli dedica una pagina.

    Come inizia

    Se il mattino di un qualsiasi giorno feriale del settembre 1353 uno di voi fosse stato a Venezia e avesse deciso di andare dal ponte di Rialto fino alla chiesa di San Matteo, gironzolare da quelle parti e ritornare al ponte percorrendo Ruga dei Spezieri e Ruga dei Oresi, probabilmente si sarebbe imbattuto in Rolandina Roncaglia.
    L’avrebbe notata sicuramente, per l’avvenenza. E sarebbe bastato un secondo sguardo per coglierne anche la grazia, nonostante le vesti da popolana e, uno per braccio, due cesti colmi di uova da vendere. Se poi si fosse fermato a osservarla meglio, sarebbe rimasto sorpreso dalla naturale grazia dei gesti e dalla musicalità della voce mentre, con un sorriso luminoso, offriva la sua merce e ne decantava la freschezza.
    Se invece avesse fatto quello stesso percorso all’imbrunire, oltre a dover aguzzare la vista per penetrare le ombre che si stavano addensando in porteghi e sotoporteghi, sarebbe stata necessaria un po’ di curiosità per scorgerla mentre si prostituiva. Nulla di più perché, una volta individuata, si distingueva anche in quella situazione. [...]
    €6,49
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    Anna Spinelli, Le sensazioni grandi

    Le sensazioni grandi
    Pagine: 236
    Isbn: 9788898605590
    Formato: cm 14 × 21
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: aprile 2017
    Euro 15,00


    Il libro può essere richiesto all'autrice scrivendo all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


    Vivere in provincia negli anni Ottanta. Niente cellulari. I social sono ancora fantascienza. Per comunicare occorre andare a cercare la persona a cui si vuol dire qualcosa. Occorre mettersi in gioco. Per i sogni nel cassetto, allora come sempre, occorre avere la forza di aprire il cassetto. Per i rapporti umani, occorre superare la paura, affrontare i propri fantasmi, la vergogna del ridicolo. Accettare la sfida di vivere nel mondo piccolo che si conosce da sempre, che da sempre è un ostacolo. O una scusa. Accettare di andare incontro alla vita per quel che è. Perché quando si osa mettere un piede fuori dai percorsi obbligati di sempre si può scoprire che le cose grandi sono lì, a portata di mano. Ci sono sempre state. Bastava fermarsi a respirare, accettare i sentimenti, accogliere le sensazioni, mangiare i ghiaccioli rossi quando capitano sottomano, anche se non piacciono, senza arrabbiarsi...


     Anna Spinelli

    Anna Spinelli, nata nel 1954, è orientalista e scrittrice. Laureata in Lingue e letterature orientali a Venezia, si occupa di storia delle comunicazioni. Ha insegnato Storia dell’arte islamica all’Università di Bologna.


    I libri di Anna Spinelli pubblicati da Fernandel:
    €20,00
    SKU Anna_Spinelli_-_Le_sensazioni_grandi

    Maschere

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi

    Maschere
    Pagine: 102
    Isbn: 9788898605637
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: marzo 2017
    Leggi le prime pagine



    Le maschere hanno un fascino potente. Lo scopriamo da bambini, alla prima festa di carnevale in cui ci travestiamo da Zorro o da Uomo Ragno. C’è la maschera del supereroe, che talvolta può rivelarsi anche un semplice paio di occhiali, e le perverse maschere di Eyes Wide Shut. C’è la maschera della commedia dell’arte, e l’invisibile maschera che indossiamo per far sembrare al mondo di essere quello che non siamo. C’è la maschera funeraria, e la maschera tradizionale.
    Gli allievi del corso di scrittura organizzato dall’associazione culturale Canto 31 e condotto da Gianluca Morozzi hanno giocato con il tema delle maschere senza limite di genere, in totale libertà. Lo stesso Gianluca Morozzi ha ripreso un suo storico personaggio, il supereroe Leviatan, nel racconto che chiude il libro.

    Gli autori, le autrici:


    Katia Belli, Pamela Bolognini, Mario Bravetti, Giusy Caratozzolo, Maria L. Ciccone, F.D. Lamb, Dora Lindo, Dora Mantovani, Michele Massa, Gianluca Morozzi, Piero Orlandi, Mariella Saviotti, Simona Spinelli, Francesca Spisani, Achiropita Vulcano.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €12,00

    La montagna disincantata

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi e Maria Silvia Avanzato

    La montagna disincantata
    Pagine: 150
    Isbn: 9788898605606
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: marzo 2017
    Leggi le prime pagine



    La montagna. C’è chi la ama, chi la odia, chi la teme. Chi adora l’aria pura, il silenzio, l’isolamento, la natura, e chi si sente schiacciato tra quelle rocce incombenti. C’è chi adora i piccoli borghi alla fine di un tornante, il fuoco del camino, il cielo limpido, e chi soffre lontano dall’asfalto della città.
    Un manipolo di autori volenterosi ha scelto Vidiciatico, sull’appennino bolognese, come luogo di isolamento e ispirazione per scrivere dei racconti proprio su questo tema: la montagna.
    Da un weekend in albergo, sotto la guida degli scrittori Gianluca Morozzi e Maria Silvia Avanzato, sono nate tante idee diverse, tanti spunti e trame. Racconti noir, racconti di viaggio, racconti di passione, amore e morte, racconti umoristici e racconti grotteschi, con la sensazione che lassù, riparati alla vista del mondo da tutta quella roccia, ogni cosa possa accadere.
    Concludono l’antologia due racconti degli stessi Gianluca Morozzi e Maria Silvia Avanzato, un autore che ha il terrore dei monti e un’autrice che i monti li ama, come due facce della stessa medaglia.

    Gli autori, le autrici:


    Maria Silvia Avanzato, Katia Belli, Matteo Bernardini, Stefano Bonazzi, Paolo Capponi, Rosa Silvia Fortunato, Maria Antonietta Fuiano, Antonio Koch, Michel Minghetti, Gianluca Morozzi, Grazia Negrini, Giovanni Odino, Silvia Rossi.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €13,00

    Milena Costagliola, Ladre di felicità



     Ladre di felicità

    Radio e Tv


  • Ladre di felicità presentato a Radiolibri (12 giugno 2017)

  • Milena Costagliola intervistata dalla tv Campiflegrei.it (5 settembre 2017)

  • Presentazione del romanzo a Radio Radicale durante la fiera "Ricomincio dai libri" (29 settembre 2017)

  • Presentazione del romanzo al blog "Identità Insorgenti" durante la fiera "Ricomincio dai libri" (29 settembre 2017)

  • Intervista all'autrice a "Mattina 9" (8 novembre 2017)

  • Pagine: 228
    Isbn: 9788898605583
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 15 giugno 2017
    Leggi le prime pagine
    Ascolta un assaggio di audiolibro


    Prezzo del formato cartaceo: € 15,00

    «Poi con un’altra donna. Potrei pure capire un tradimento con un uomo, ma con una donna no. Come hai potuto?»


    Due donne si incontrano per caso: Giulia abita nella periferia degradata di Napoli, è sposata e ha tre figli. Angela vive in centro, è libera e indipendente. Due mondi diversi, eppure basta un incontro, poche parole, a far vacillare le certezze di Giulia. Affiora in lei un sentimento di piacere e di imbarazzo a cui non sa dare un nome, ma che la costringerà ad abbandonarsi alla sua forza dirompente. A muovere le due donne è un amore fatto di passione e desiderio, una storia alimentata da mille sotterfugi che Giulia è costretta ad inventarsi, e che la fanno costantemente sentire in colpa. La fanno sentire una ladra di felicità, perché il loro è un amore proibito.
    Un giorno tutti i pregiudizi e l’arretratezza del quartiere in cui vive prendono corpo: Giulia e Angela vengono scoperte, e Giulia si troverà a dover scegliere tra i figli e l’amore…

     Milena Costagliola

    Milena Costagliola è nata a Napoli nel 1979 e ha sempre vissuto a Bacoli. Sposata e con un figlio, negli ultimi dieci anni ha gestito due attività di ristorazione nel suo paese. Questo è il suo primo libro.

    €15,00
    SKU Milena_Costagliola_-_Ladre_di_felicit__

    Marco Salvador, Processo a Rolandina

    La storia vera di una transgender condannata al rogo nella Venezia del XIV secolo


    Processo a Rolandina

    Radio e Tv


  • Processo a Rolandina presentato a Radiolibri nella rubrica "Freschi di stampa" (10 aprile 2017)

  • «Un libro a cui è davvero difficile non appassionarsi, un personaggio vivo e memorabile». Recensione su Radiolibri.it (1 maggio 2017)

  • Pagine: 128
    Isbn: 9788898605613
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 10 aprile 2017
    Leggi le prime pagine

    Venezia, 1353. Da anni una giovane donna gira per Rialto con le sue ceste di uova da vendere. Ma fare la venditrice ambulante non basta a sopravvivere, tanto meno a realizzare il sogno di aprire una bottega tutta sua. Per questo fa anche la prostituta. Nonostante ciò, essendo bella, gentile e sempre disponibile ad aiutare i vicini, è amata e rispettata. Poi un giorno arriva una denuncia per sodomia e sorge il sospetto che la giovane non sia veramente una donna. Inizia così un processo che è un calvario, perché anche nella laica e illuminata Venezia la sodomia è reato, perfino tra maschio e femmina. Quando poi si scoprirà che femmina esattamente non è, non avranno pietà. E per Rolandina, un personaggio realmente esistito, la prima transgender documentata nell’occidente cristiano, è la fine.

    Marco Salvador

    Marco Salvador, oltre a essere scrittore tradotto in varie lingue, è uno studioso del medioevo. Per Piemme ha pubblicato sette opere che sono uno specchio lontano del presente e che, dietro la facciata del romanzo storico, nascondono un feroce attacco al potere.
    Per Fernandel ha già pubblicato La casa del quarto comandamento (2004), un romanzo dedicato alla condizione degli anziani costretti in case di riposo, e Il maestro di giustizia (2007), romanzo d’amore e di spionaggio che affronta in modo anticonformista il tema dell’eutanasia.
    Wikipedia gli dedica una pagina.

    Come inizia

    Se il mattino di un qualsiasi giorno feriale del settembre 1353 uno di voi fosse stato a Venezia e avesse deciso di andare dal ponte di Rialto fino alla chiesa di San Matteo, gironzolare da quelle parti e ritornare al ponte percorrendo Ruga dei Spezieri e Ruga dei Oresi, probabilmente si sarebbe imbattuto in Rolandina Roncaglia.
    L’avrebbe notata sicuramente, per l’avvenenza. E sarebbe bastato un secondo sguardo per coglierne anche la grazia, nonostante le vesti da popolana e, uno per braccio, due cesti colmi di uova da vendere. Se poi si fosse fermato a osservarla meglio, sarebbe rimasto sorpreso dalla naturale grazia dei gesti e dalla musicalità della voce mentre, con un sorriso luminoso, offriva la sua merce e ne decantava la freschezza.
    Se invece avesse fatto quello stesso percorso all’imbrunire, oltre a dover aguzzare la vista per penetrare le ombre che si stavano addensando in porteghi e sotoporteghi, sarebbe stata necessaria un po’ di curiosità per scorgerla mentre si prostituiva. Nulla di più perché, una volta individuata, si distingueva anche in quella situazione. [...]
    €12,00
    SKU Marco_Salvador_-_Processo_a_Rolandina

    Franco Poggiali, Antonio Lenzi, La sedia nell'acqua


    La sedia nell'acqua
    Il booktrailer realizzato da Paolo Pizzimenti

    Pagine: 200
    Isbn: 9788898605491
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: 24 novembre
    Libro cartonato



    «La luce della torcia illuminò una scarpa nera da uomo, appartenente a una figura che sembrava legata alla sedia viola, poco distante dalla riva…»


    Sulla spiaggia di Marina di Ravenna, in una fredda sera di fine novembre, viene ritrovato il corpo senza vita di un giovane avvocato. Simona Restani, intraprendente ispettore di Polizia, fra molte difficoltà e con pochi indizi indagherà nelle pieghe più nascoste del territorio ravennate e ferrarese per cercare di scoprire il movente di quello che appare da subito come un omicidio.
    Il caso è reso più complicato dal coinvolgimento di personaggi all'apparenza insospettabili, che finiranno per catturare l'attenzione del commissario Antonio Santandrea, il quale cercherà di battere sul tempo la collega e di arrivare per primo alla soluzione di un delitto intricato che coinvolge il mondo portuale ravennate.


    €16,00

    Svolte

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi

    Svolte
    Pagine: 108
    Isbn: 9788898605569
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: novembre 2016
    Leggi le prime pagine



    C’è un famoso film che inizia in una stazione della metropolitana, con un’attrice bella e bionda che corre cercando di prendere un treno che sta per partire. E qui il film si sdoppia: se l’attrice riuscirà a salire sul treno, la sua vita cambierà in un certo modo. Se non ci riuscirà, cambierà in un altro modo.
    La vita di ognuno di noi è piena di svolte. Di alcune non sappiamo nulla: sono vite alternative che non abbiamo mai vissuto. Di altre siamo pienamente consci: e se non fossimo andati a quella festa, se non avessimo mai incontrato quella persona, se non avessimo mai accettato quel lavoro? Che vita avremmo vissuto?
    Gli allievi del corso di scrittura organizzato dall’associazione culturale Canto 31 e condotto da Gianluca Morozzi hanno affrontato il tema delle svolte, senza limiti di genere.
    Perché può bastare mezzo secondo, mezzo metro, una piccola indecisione, a cambiare il corso intero di una vita.

    Gli autori, le autrici:


    Tina Belluscio, Nicolò Bizzini, Piero Cancemi, Massimo Fortuzzi, Elena Gamberini, Elisabetta Guolo, Gianluca Morozzi, Carmela Piretti, Luigi Ramenghi, Stefano Ravaglia, Elena Tonelli, Federico Zagni.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €12,00

    Weekend con il mostro

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi

    Weekend con il mostro
    Pagine: 162
    Isbn: 9788898605552
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: novembre 2016
    Leggi le prime pagine



    Mostri, fantasmi, creature a cavallo tra il mondo dei morti e quello dei vivi. E magari un lago, un placido lago che sotto il pelo dell’acqua nasconde chissà quali segreti, all’ombra delle montagne intorno.
    Duecento anni dopo la più famosa riunione di scrittori di tutti i tempi, nella quale sulle sponde del lago di Ginevra nacque Frankenstein, un manipolo di scrittori celebra quella storica giornata con un weekend creativo sul lago di Garda.
    Con libertà di genere, tredici autori hanno dato vita a tredici racconti inquietanti, guidati da Gianluca Morozzi e Francesca Bertuzzi, che a loro volta hanno partecipato a questa antologia.

    Gli autori, le autrici:


    Alberto Andreoli Barbi, Matteo Bernardini, Francesca Bertuzzi, Stefano Bonazzi, Paolo Capponi, Catia Cicchetti, Francesca Gori, Michel Minghetti, Gianluca Morozzi, Grazia Negrini, Giovanni Odino, Paolo Panzacchi, Silvia Rossi.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €13,00

    La semantica del crimine


    a cura di Scriptorama
    in collaborazione con Gianluca Morozzi

    La semantica del crimine
    Presentazione di La semantica del crimine. A cura di Scriptorama

    Pagine: 130
    Isbn: 9788898605538
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: 10 ottobre 2016
    Leggi le prime pagine



    Guardare nell’abisso è il modo migliore per accogliere l’abisso dentro di noi e nessuno meglio di uno scrittore è più propenso a sporgersi oltre il consentito, calandosi nei personaggi e partecipando dei loro istinti omicidi. Se il delitto è sotto gli occhi di tutti, spesso le ragioni della mano assassina restano incomprensibili, nascoste, ed è proprio in quell’oscurità che ci portano questi racconti, faccia a faccia con l’irrazionale.
    Guidati da Gianluca Morozzi, sette autori esplorano situazioni e ambienti dove gli incubi individuali diventano paure collettive e dove la mano che si arma apre una ferita nel tessuto sociale.
    Thriller, noir e giallo si alternano su queste pagine. Nei manicomi o sotto i riflettori del jet-set, nelle pieghe della Storia come nelle pagine di cronaca, sette racconti che vi lasceranno col fiato sospeso.

    Gli autori, le autrici:


    Remo Boccaccini, Maximiliano Cimatti, Matteo Gattafoni, Franco Giacoia, Diego Gnesi Bartolani, Michele Tomasetti, Michele Veschi.
    €13,00

    Eraldo Baldini, Tre mani nel buio


    Tre mani nel buio

    Radio e Tv


  • «La voglia di arrivare in fondo per scoprire i colpevoli di questi delitti consumati in Romagna». Recensione a RadioLibri.it (24 aprile 2017)

  • Pagine: 232
    Isbn: 9788898605521
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 23 febbraio 2017
    Leggi le prime pagine

    Tre romanzi brevi ormai introvabili dal maestro del “gotico rurale”


    Tre storie che si intrecciano intorno a crimini a volte sanguinosi e plateali, a volte subdoli e sottili, che hanno per scenario la provincia italiana: una tranquilla, sonnolenta città “a misura d’uomo”, una campagna ricca e ordinata, una località di riviera che nell’immaginario dei vacanzieri rappresenta il perfetto luna park, ma che può contenere, come ogni luna park che si rispetti, anche un inquietante tunnel degli orrori.
    A fare da filo conduttore alle tre vicende non c’è solo l’ambientazione di provincia, ma anche gli stessi investigatori (il commissario Righetti, l’ispettore Cardona, i loro collaboratori) e un tema narrativo inquietante e di profondo impatto come quello della malattia, fisica e mentale.
    Da questi tre romanzi brevi emerge la particolare bravura di Eraldo Baldini nel creare suspense dalla prima all’ultima riga, la sua capacità di sfruttare al meglio le suggestioni e le atmosfere dei paesaggi, la sua penna originale, rapida e nel contempo elegante.

    €15,00
    SKU Eraldo_Baldini_-_Tre_mani_nel_buio

    Eraldo Baldini, Tre mani nel buio


    Tre mani nel buio

    Radio e Tv


  • «La voglia di arrivare in fondo per scoprire i colpevoli di questi delitti consumati in Romagna». Recensione a RadioLibri.it (24 aprile 2017)

  • Isbn: 9788898605620
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 23 febbraio 2017
    Leggi le prime pagine



    Tre romanzi brevi ormai introvabili dal maestro del “gotico rurale”


    Tre storie che si intrecciano intorno a crimini a volte sanguinosi e plateali, a volte subdoli e sottili, che hanno per scenario la provincia italiana: una tranquilla, sonnolenta città “a misura d’uomo”, una campagna ricca e ordinata, una località di riviera che nell’immaginario dei vacanzieri rappresenta il perfetto luna park, ma che può contenere, come ogni luna park che si rispetti, anche un inquietante tunnel degli orrori.
    A fare da filo conduttore alle tre vicende non c’è solo l’ambientazione di provincia, ma anche gli stessi investigatori (il commissario Righetti, l’ispettore Cardona, i loro collaboratori) e un tema narrativo inquietante e di profondo impatto come quello della malattia, fisica e mentale.
    Da questi tre romanzi brevi emerge la particolare bravura di Eraldo Baldini nel creare suspense dalla prima all’ultima riga, la sua capacità di sfruttare al meglio le suggestioni e le atmosfere dei paesaggi, la sua penna originale, rapida e nel contempo elegante.

    €6,49
    SKU Eraldo_Baldini_-_Tre_mani_nel_buio__versione_ebook_

    Un piccolo infinito mondo tondo (Coop for words 2016)


    Un piccolo infinito mondo tondo
    Pagine: 128
    Isbn: 9788898605507
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: settembre 2016


    Il premio letterario Coop for words è giunto alla quattordicesima edizione. Promosso da Coop Alleanza 3.0, Liguria, Lombardia e Reno, ha visto partecipare, con elaborati inediti, oltre trecento autori di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Cinque le categorie in concorso: Hip Hop Lyrics, Ricette bastarde, Poesia, Speciale fumetto, I racconti dello scontrino, un patrimonio di emozioni che la giuria di esperti ha selezionato e premiato al Festivaletteratura di Mantova.


    €10,00

    Maurizio Masotti, before/after brexit

    before/after brexit
    Pagine: 80
    Isbn: 9788898605514
    Formato: cm 17 × 24
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: agosto 2016
    Libro fotografico


    Il libro (al costo di € 15,00) è in vendita alla libreria Modernissima di Ravenna e alla libreria Coop di Ravenna. Può essere richiesto direttamente all'autore scrivendo all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


    «Questo libretto contiene la raccolta delle dieci Lettere da Londra da me scritte dall’autunno 2013 a maggio 2016, assieme a foto inedite, scattate durante questo periodo. Esce a ridosso delle elezioni per il nuovo Mayor di Londra e soprattutto dopo il risultato del referendum sulla Brexit che ha scosso l’opinione pubblica britannica ed europea.
    Una amica inglese mi ha scritto pochi giorni dopo le dimissioni di David Cameron e la nomina di Theresa May, sostenitrice del remain, che dovrà gestire l’uscita del Regno (non così tanto) Unito dall’Unione Europea, definendo il tutto “British Pantomime”.

    Roma-Ravenna, estate 2016»

    Prefazione di Carla Babini
    In copertina: Londra, Chelsea, 2016. Foto di Maurizio Masotti


    Maurizio Masotti Maurizio Masotti

    Maurizio Masotti è nato a Mezzano (Ravenna) all’interno di uno zuccherificio Eridania.
    Dopo l’università a Bologna ha viaggiato, lavorato e vissuto in vari paesi europei, americani e dell’Africa settentrionale. È stato curatore e coordinatore dal 2000 di diversi progetti con vari fotografi italiani:
    Ravenna Immigrazione: un mondo a parte? (con Luciano Nadalini), Alinrete, Bologna; Iraq. La guerra continua (con Nancy Motta e Luciano Nadalini), Artestampa, Ravenna; Nel Paese delle lacrime (con Roberto Canò); ROM (con Stefano Pacini); ¿Que pasò? Museo delle belle arti dell’Avana (edizioni della rivista del Museo); Album di famiglia. Nuovi paesaggi umani (con Luciano Nadalini); Una storia lunga un secolo. La Lega braccianti di Mezzano (coordinamento della mostra e del catalogo per Longo Editore, Ravenna); La vita degli altri. Documentazione sulla immigrazione in Emilia-Romagna (con Luca Gambi per album fotografico e mostra itinerante in Italia, Germania e Austria), Il Ponte Vecchio, Cesena.
    Dal 2013 è vissuto a Londra e ha lavorato come volontario in campo fotografico per diverse Charities con immigrati e rifugiati (Progetto My Journey con Migrant Resource Centre di Pimlico).
    Dal 2015 ha prestato la sua opera come fotografo per il NHS di Westminster, in un progetto per l’assistenza a pazienti con disabilità fisiche o mentali.
    È rientrato in Italia nel 2016, un mese prima della Brexit.
    Questo è il suo terzo libro fotografico; il primo è uscito nel 2011 con il titolo Controvento (Danilo Montanari Editore), il secondo nel 2015 con il titolo Overseas oltremare altrimari (realizzato da Fernandel).

    €20,00

    Debora Omassi, Fuori si gela


    Fuori si gela

    Radio e Tv


  • Debora Omassi presenta Fuori si gela a Radio Città del Capo (15 dicembre 2016)

  • Pagine: 168
    Isbn: 9788898605477
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: novembre 2016

    Leggi come inizia

    «Sei ancora lì?»
    «Ci sono» faccio io. «Sono qui ma non so ancora per quanto».


    Il gelo investe Milano in un’insolita bufera di neve. Fabio Spinelli, un uomo mediocre, decide di affrontarlo come se dovesse lottare contro l’ex moglie che lo ha lasciato.
    Una giovane fugge dal proprio matrimonio in crisi e dall’insieme di regole sessiste che le consuetudini e la famiglia hanno scelto per lei, decidendo di indossare quell’uniforme che sogna fin dall’infanzia.
    Denise, ex modella e tossicodipendente, vuole troncare il difficoltoso rapporto con l’amante. In una serata di pioggia, in cui la “Milano bene” appare per quello che è realmente, sporca, desolata, infida, la protagonista diventerà vittima e complice di un delitto.
    In Fuori si gela il freddo di una Milano cupa e invernale si mescola al gelo interiore dei protagonisti, una sensazione che li tiene svegli di notte ma che ognuno custodisce come un tesoro di cui non ci si vuole sbarazzare, che sta in quello spazio appena sopra lo stomaco e poco sotto al cuore. Esistenze alienate, personaggi che soffrono la mancanza di qualcosa, professionisti del fallimento e della solitudine. Tutti, senza eccezione, si trovano davanti ad un bivio, e qui devono decidere se e come affrontare se stessi e il proprio passato, ma il mondo in cui sono immersi è crudele, meschino, impietosamente sincero. Un mondo in cui la via della redenzione è impraticabile.
    Foto di copertina di Marco Onofri.

    €13,00
    SKU Debora_Omassi_-_Fuori_si_gela

    Debora Omassi, Fuori si gela


    Fuori si gela

    Radio e Tv


  • Debora Omassi presenta Fuori si gela a Radio Città del Capo (15 dicembre 2016)

  • Isbn: 9788898605576
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: novembre 2016

    Leggi come inizia



    «Sei ancora lì?»
    «Ci sono» faccio io. «Sono qui ma non so ancora per quanto».


    Il gelo investe Milano in un’insolita bufera di neve. Fabio Spinelli, un uomo mediocre, decide di affrontarlo come se dovesse lottare contro l’ex moglie che lo ha lasciato.
    Una giovane fugge dal proprio matrimonio in crisi e dall’insieme di regole sessiste che le consuetudini e la famiglia hanno scelto per lei, decidendo di indossare quell’uniforme che sogna fin dall’infanzia.
    Denise, ex modella e tossicodipendente, vuole troncare il difficoltoso rapporto con l’amante. In una serata di pioggia, in cui la “Milano bene” appare per quello che è realmente, sporca, desolata, infida, la protagonista diventerà vittima e complice di un delitto.
    In Fuori si gela il freddo di una Milano cupa e invernale si mescola al gelo interiore dei protagonisti, una sensazione che li tiene svegli di notte ma che ognuno custodisce come un tesoro di cui non ci si vuole sbarazzare, che sta in quello spazio appena sopra lo stomaco e poco sotto al cuore. Esistenze alienate, personaggi che soffrono la mancanza di qualcosa, professionisti del fallimento e della solitudine. Tutti, senza eccezione, si trovano davanti ad un bivio, e qui devono decidere se e come affrontare se stessi e il proprio passato, ma il mondo in cui sono immersi è crudele, meschino, impietosamente sincero. Un mondo in cui la via della redenzione è impraticabile.
    Foto di copertina di Marco Onofri.

    €6,49
    SKU Debora_Omassi_-_Fuori_si_gela__versione_ebook_

    Livio Romano, Per troppa luce


    Per troppa luce

    Radio e TV


  • Livio Romano alla trasmissione di Canale 5 "La lettura" (30 novembre 2016)

  • Per troppa luce libro del giorno a Radio Tre Fahrenheit (20 dicembre 2016)

  • Per troppa luce Intervista a Livio Romano su Radio Salentuosi (22 gennaio 2017)

  • Livio Romano racconta il Salento e il suo romanzo nella trasmissione "Quante storie" di Rai Tre (9 marzo 2017)

  • Pagine: 274
    Isbn: 9788898605422
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 13 ottobre 2016
    Leggi come inizia

    «Teniamo un centinaio di ’sti alberelli per figura, per addobbo, il resto si spiana tutto...»


    Un professore universitario, il proprietario di una tv locale e un ricco medico ingaggiano l’architetto portoghese Francis Arrangiau perché progetti nel Salento un colossale parco tematico finanziato per intero da fondi pubblici. C’è da abbattere la masseria in cui vivono centinaia di immigrati e imbastire una ragnatela di carte false.
    Antonio è un ispettore del lavoro e Simona un avvocato. Si incontrano, si innamorano, si lasciano. Entrambi, però, e per vie diverse, si ritrovano coinvolti nella battaglia contro il comitato d’affari. Attorno a loro si muove una folla variopinta di personaggi: una principessa araba, un ricercatore precario gigolò per sopravvivere, l’ex consigliera del dittatore Ceaușescu, un pm geniale, uno psicologo arraffone, scrittorini oscuri quanto vanitosissimi e un gran numero di trentenni plurilaureati che accettano miseri lavori nella comunicazione pur di non emigrare.
    Sullo sfondo di una provincia italiana sfrenatamente libertina, Per troppa luce è una commedia grottesca con un colpo di scena drammatico, in cui l’impegno civile è un modo per dare un senso duraturo alla propria esistenza e lasciare una traccia di sé.
    €16,00
    SKU Livio_Romano_-_Per_troppa_luce__ebook_

    Livio Romano, Per troppa luce


    Per troppa luce

    Radio e TV


  • Livio Romano alla trasmissione di Canale 5 "La lettura" (30 novembre 2016)

  • Per troppa luce libro del giorno a Radio Tre Fahrenheit (20 dicembre 2016)

  • Per troppa luce Intervista a Livio Romano su Radio Salentuosi (22 gennaio 2017)

  • Livio Romano racconta il Salento e il suo romanzo nella trasmissione "Quante storie" di Rai Tre (9 marzo 2017)

  • Isbn: 9788898605545
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 13 ottobre 2016
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    «Teniamo un centinaio di ’sti alberelli per figura, per addobbo, il resto si spiana tutto...»


    Un professore universitario, il proprietario di una tv locale e un ricco medico ingaggiano l’architetto portoghese Francis Arrangiau perché progetti nel Salento un colossale parco tematico finanziato per intero da fondi pubblici. C’è da abbattere la masseria in cui vivono centinaia di immigrati e imbastire una ragnatela di carte false.
    Antonio è un ispettore del lavoro e Simona un avvocato. Si incontrano, si innamorano, si lasciano. Entrambi, però, e per vie diverse, si ritrovano coinvolti nella battaglia contro il comitato d’affari. Attorno a loro si muove una folla variopinta di personaggi: una principessa araba, un ricercatore precario gigolò per sopravvivere, l’ex consigliera del dittatore Ceaușescu, un pm geniale, uno psicologo arraffone, scrittorini oscuri quanto vanitosissimi e un gran numero di trentenni plurilaureati che accettano miseri lavori nella comunicazione pur di non emigrare.
    Sullo sfondo di una provincia italiana sfrenatamente libertina, Per troppa luce è una commedia grottesca con un colpo di scena drammatico, in cui l’impegno civile è un modo per dare un senso duraturo alla propria esistenza e lasciare una traccia di sé.
    €6,49
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    Gianluca Morozzi & Gli Avvoltoi, Confessioni di un povero imbecille (libro + CD)


    Confessioni di un povero imbecille

    Rassegna stampa


  • Anticipazione su «Panorama» (12 luglio 2016)

  • Anticipazione su «Buscadero» (settembre 2016)

  • Anticipazione su «Rolling Stone», con la possibilità di ascoltare i brani del disco (12 settembre 2016)

  • Pagine: 144
    Isbn: 9788898605460
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 29 settembre 2016
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    «Eccomi qua. Dopo ventisei anni di carriera ho raggiunto l’equilibrio fallimentare perfetto. La fusione tra pubblico e band, con il pubblico e la band riuniti nella stessa macchina…»


    A A metà degli anni Ottanta un ragazzo bolognese di nome Cristian Cabra fonda con tre compagni di scuola una band di rock demenziale: nascono i Despero. Nel 1988, acquisito il nome d’arte di Kabra, si innamora dell’inconquistabile Sarah e trasforma il suo gruppo in una seria e rigorosa rock band. Nel 2016, dopo mille traversie, cambi di formazione, quattro cantanti, tanti dischi e pochi successi, Kabra e i Despero sono ancora sui palchi.
    Come sempre, tante storie d’amore, di strade e di rock, con episodi ambientati nei vari momenti della carriera dei Despero: dai primi accordi alla rovinosa caduta dal ponte di un finto Titanic. Dall’impatto con l’antagonista Tex al nuovo incontro con Zanna e Sarah. Dalla formazione a cinque a quella a due, chitarra e batteria. Da Lisa, la sosia bassista, a Elettra, chitarrista dalla mente a sette dimensioni.
    In allegato al libro il cd audio Confessioni di un povero imbecille, il disco inedito della storica band bolognese Gli Avvoltoi, un’opera rock omaggio a Despero in cui i personaggi e le atmosfere del romanzo acquisiscono una forma musicale.
    €15,00

    Silvia Bertozzi, Il buio nel cuore


    Il buio nel cuore

    Radio e Tv


  • «Fra delitti mancati e amori non corrisposti, manieri isolati e desideri in rovina» (Il buio nel cuore recensito su Radiolibri, 11 luglio 2016)

  • Pagine: 204
    Isbn: 9788898605392
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 5 maggio 2016

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    «Uno dei migliori romanzi d’esordio che abbia mai letto» (Eraldo Baldini)



    Una ragazzina affetta da gravi problemi di salute, per i quali i medici non riescono a formulare una diagnosi. Una madre psicologicamente disturbata che nasconde un segreto. Una “colpa” alimentata da incubi, rancori e superstizioni. Nella vita dell’adolescente Gaia si alternano buio e luce, le giornate sono sempre in bilico tra sogno e realtà. Unica via di fuga sembra essere l’amicizia di Emma e Angelica – bellissime e solari, tanto diverse da lei – e il tormentato amore per Jacopo, un ragazzo sbruffone e dalla forte spinta autodistruttiva. Ma tutto ciò non le basterà, perché il carico di dolore che Gaia deve portare è troppo pesante.
    Vent’anni dopo, abbandonata ogni cosa per rifugiarsi in una villa immersa nel bosco, Gaia è ancora una ragazzina impaurita e sola, in balia di un mondo visionario che continua a tormentarla.
    Il buio nel cuore è un thriller psicologico dalle atmosfere gotiche, un romanzo sul rapporto avvelenato fra madre e figlia, sul desiderio di vendetta, sul bisogno di essere salvati.

    €14,00
    SKU Silvia_Bertozzi_-_Il_buio_nel_cuore

    Silvia Bertozzi, Il buio nel cuore


    Il buio nel cuore

    Radio e Tv


  • «Fra delitti mancati e amori non corrisposti, manieri isolati e desideri in rovina» (Il buio nel cuore recensito su Radiolibri, 11 luglio 2016)

  • Isbn: 9788898605484
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 5 maggio 2016

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    «Uno dei migliori romanzi d’esordio che abbia mai letto» (Eraldo Baldini)



    Una ragazzina affetta da gravi problemi di salute, per i quali i medici non riescono a formulare una diagnosi. Una madre psicologicamente disturbata che nasconde un segreto. Una “colpa” alimentata da incubi, rancori e superstizioni. Nella vita dell’adolescente Gaia si alternano buio e luce, le giornate sono sempre in bilico tra sogno e realtà. Unica via di fuga sembra essere l’amicizia di Emma e Angelica – bellissime e solari, tanto diverse da lei – e il tormentato amore per Jacopo, un ragazzo sbruffone e dalla forte spinta autodistruttiva. Ma tutto ciò non le basterà, perché il carico di dolore che Gaia deve portare è troppo pesante.
    Vent’anni dopo, abbandonata ogni cosa per rifugiarsi in una villa immersa nel bosco, Gaia è ancora una ragazzina impaurita e sola, in balia di un mondo visionario che continua a tormentarla.
    Il buio nel cuore è un thriller psicologico dalle atmosfere gotiche, un romanzo sul rapporto avvelenato fra madre e figlia, sul desiderio di vendetta, sul bisogno di essere salvati.

    €6,49
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    Alberto Bellini, Tutto questo tempo


    Tutto questo tempo
    Pagine: 176
    Isbn: 9788898605378
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 21 aprile 2016

    Leggi come inizia

    Irene e Daniele si sono lasciati. E adesso aspettano di incontrarsi per la prima volta.



    Irene e Daniele. Di nuovo insieme, dopo tutto questo tempo, sotto il cielo stellato d’agosto che piove su di loro col garbo di una carezza: un uomo e una donna cresciuti nella stessa città, dove hanno frequentato lo stesso liceo, la stessa cerchia di amici. E che negli ultimi quindici anni si sono persi e ritrovati (o anche solo sfiorati) un’infinità di volte. Ne hanno trentatré quando si vedono per quello che consegneranno alla storia come il loro primo vero appuntamento. Ed eccoli ancora a ventotto, unici spettatori di un cinema d’essai la notte di capodanno, poche ore prima della tragedia; e a ventisei, dall’altra parte dell’oceano, diretti in auto verso un aeroporto senza nome, perfetto per quello che sembra un addio, l’ennesimo. E così via, in un imprevedibile susseguirsi di incontri fortuiti. Risalendo il tempo come un fiume, Ire e Dani tornano così al pomeriggio di pioggia della loro adolescenza in cui, reduci da un funerale, e custodi di un segreto più grande di loro, decidono di lasciarsi. Nella speranza di incontrarsi per la prima volta.
    Una boy-meets-girl comedy a testa in giù, in cui caso e destino si contendono la sorte dei protagonisti. Un romanzo agrodolce e intimista che, nel ritratto affettuoso di due venti-trentenni, fotografa la verità di un sentimento sfuggente: il senso del tempo che passa.

    €14,00
    SKU Alberto_Bellini_-_Tutto_questo_tempo

    Alberto Bellini, Tutto questo tempo


    Tutto questo tempo
    Isbn: 9788898605453
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 21 aprile 2016

    Leggi come inizia


    Irene e Daniele si sono lasciati. E adesso aspettano di incontrarsi per la prima volta.



    Irene e Daniele. Di nuovo insieme, dopo tutto questo tempo, sotto il cielo stellato d’agosto che piove su di loro col garbo di una carezza: un uomo e una donna cresciuti nella stessa città, dove hanno frequentato lo stesso liceo, la stessa cerchia di amici. E che negli ultimi quindici anni si sono persi e ritrovati (o anche solo sfiorati) un’infinità di volte. Ne hanno trentatré quando si vedono per quello che consegneranno alla storia come il loro primo vero appuntamento. Ed eccoli ancora a ventotto, unici spettatori di un cinema d’essai la notte di capodanno, poche ore prima della tragedia; e a ventisei, dall’altra parte dell’oceano, diretti in auto verso un aeroporto senza nome, perfetto per quello che sembra un addio, l’ennesimo. E così via, in un imprevedibile susseguirsi di incontri fortuiti. Risalendo il tempo come un fiume, Ire e Dani tornano così al pomeriggio di pioggia della loro adolescenza in cui, reduci da un funerale, e custodi di un segreto più grande di loro, decidono di lasciarsi. Nella speranza di incontrarsi per la prima volta.
    Una boy-meets-girl comedy a testa in giù, in cui caso e destino si contendono la sorte dei protagonisti. Un romanzo agrodolce e intimista che, nel ritratto affettuoso di due venti-trentenni, fotografa la verità di un sentimento sfuggente: il senso del tempo che passa.

    €6,49
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    Muri

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi

    Muri
    Pagine: 168
    Isbn: 9788898605446
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: 1 aprile 2016
    Leggi le prime pagine



    Come ogni anno, l’associazione culturale Canto 31 e le librerie Feltrinelli di Bologna hanno organizzato un corso di scrittura creativa condotto da Gianluca Morozzi e articolato in tre livelli. Al termine del secondo livello, dedicato al racconto breve, gli allievi hanno scritto un racconto su un tema scelto da loro stessi, “Muri”. I diciassette testi sono raccolti in questa antologia. Non avendo avuto limiti di genere, ma solo di lunghezza, i diciassette autori in erba hanno potuto cimentarsi in ogni sorta di elaborazione dell’argomento: dalle bambine che comunicano bussando sul muro che divide le loro camere ai muri che dividono le persone, da resti umani murati nel cemento a persone con le spalle al muro.
    Diciassette interpretazioni fresche e originali, con scritture diverse e non derivative.

    Gli autori, le autrici:


    Silvia Antolini, Eleonora Bandoli, Didi Bolla, Brunella Borsari, Michela Cocchi, Angela Colapinto, Luca Garozzo, Franco Giori, Francesca Gori, Giulia Grandi, Maria Mancino, Gianluca Martino, Carmen Medolla, Michel Minghetti, Davide Paganini, Laura Gina Rindello, Erika Tugnoli.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €13,00

    Confine

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi
    Confine
    Pagine: 100
    Isbn: 9788898605439
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: marzo 2016
    Leggi le prime pagine



    II confine tra la vita e la morte. Il confine tra due luoghi geografici. Il confine tra il dentro e il fuori di una clinica, o tra le persone che vivono in una casa e il presunto ladro appostato all’esterno. Il confine tra la stanza della figlia e quella dei genitori.
    “Confine” è il tema scelto dai sei allievi del laboratorio di scrittura condotto a Cesena da Gianluca Morozzi, sotto l’egida dell’associazione culturale Canto 31 e della Dinamo Coworking. Ogni allievo si è cimentato in un racconto sull’argomento senza limite di genere.
    Completa la raccolta un lungo racconto dello stesso Morozzi, ambientato in un’osteria che fa da luogo di passaggio per strani personaggi sputati fuori dal tempo e in attesa del ritorno alla loro epoca.

    Gli autori, le autrici:

    Matteo Bernardini, Alessandro Cicognani, Alessandra Fabiani, Barbara Foschi, Francesca Gasperoni, Gianluca Morozzi, Alessandro Sandini.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €10,00

    Giovanni Pannacci, L'ultima menzogna


    L’ultima menzogna

    Radio e Tv


  • «Il modo in cui vediamo il mondo dipende dai libri che abbiamo letto e che ci hanno influenzato» (L'ultima menzogna è libro del giorno a Radiolibri.it, 23 marzo 2016)

  • «Vivere ai confini, ai margini» (Sergio Rotino intervista Giovanni Pannacci a Radio Città del Capo, 24 marzo 2016)

  • Giovanni Pannacci a Radio Tre Fahrenheit (17 agosto 2016)

  • Giovanni Pannacci alla rubrica del TG5 "La lettura" (26 settembre 2016)

  • Pagine: 164
    Isbn: 9788898605316
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 18 febbraio 2016

    Leggi come inizia
    Ascolta un assaggio di audiolibro

    «Le menzogne a cui crediamo con maggior convinzione sono quelle che raccontiamo a noi stessi. Non ero stato ingannato da altri che da me»




    Il booktrailer realizzato dall'autore


    Nikel ha trent’anni, è originario dell’est ma vive in Italia da quando era bambino. La sua vita è spartana e solitaria, nessun amico e nessuna relazione stabile. L’unica persona che frequenta è Attilio, un anziano bibliotecario che gli dà lezioni di italiano e gli consiglia i libri da leggere.
    La vita di Nikel cambia radicalmente quando conosce Olga Kersten, un’affascinante scrittrice con un passato oscuro e doloroso molto simile al suo. I due iniziano a frequentarsi ma la relazione è turbata dalla presenza di Lyubim, l’ex compagno di Olga, un uzbeko che lavora come guardia del corpo, che non intende rinunciare a quella che considera la sua donna.
    Attraverso minacce e provocazioni Lyubim si insinua nella vita della coppia, finché fra i tre si instaura un rapporto erotico molto forte e ambiguo, che s’interrompe solo quando l’uzbeko viene ritrovato morto sugli scogli.
    L’ultima menzogna è un romanzo sul potere della scrittura, sul confine invisibile che separa la realtà dall’invenzione, sul patto che lega lo scrittore al lettore; ma è anche un romanzo che ruota attorno a un desiderio ambiguo e pericoloso che finisce col portare i protagonisti lungo strade inaspettate ed estreme.
    Foto di copertina di Dorin Mihai.

    €13,00
    SKU Giovanni_Pannacci_-_L_ultima_menzogna

    Giovanni Pannacci, L'ultima menzogna


    L’ultima menzogna

    Radio e Tv


  • «Il modo in cui vediamo il mondo dipende dai libri che abbiamo letto e che ci hanno influenzato» (L'ultima menzogna è libro del giorno a Radiolibri.it, 23 marzo 2016)

  • «Vivere ai confini, ai margini» (Sergio Rotino intervista Giovanni Pannacci a Radio Città del Capo, 24 marzo 2016)

  • Giovanni Pannacci a Radio Tre Fahrenheit (17 agosto 2016)

  • Giovanni Pannacci alla rubrica del TG5 "La lettura" (26 settembre 2016)

  • Isbn: 9788898605415
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 18 febbraio 2016

    Leggi come inizia
    Ascolta un assaggio di audiolibro



    «Le menzogne a cui crediamo con maggior convinzione sono quelle che raccontiamo a noi stessi. Non ero stato ingannato da altri che da me»




    Il booktrailer realizzato dall'autore


    Nikel ha trent’anni, è originario dell’est ma vive in Italia da quando era bambino. La sua vita è spartana e solitaria, nessun amico e nessuna relazione stabile. L’unica persona che frequenta è Attilio, un anziano bibliotecario che gli dà lezioni di italiano e gli consiglia i libri da leggere.
    La vita di Nikel cambia radicalmente quando conosce Olga Kersten, un’affascinante scrittrice con un passato oscuro e doloroso molto simile al suo. I due iniziano a frequentarsi ma la relazione è turbata dalla presenza di Lyubim, l’ex compagno di Olga, un uzbeko che lavora come guardia del corpo, che non intende rinunciare a quella che considera la sua donna.
    Attraverso minacce e provocazioni Lyubim si insinua nella vita della coppia, finché fra i tre si instaura un rapporto erotico molto forte e ambiguo, che s’interrompe solo quando l’uzbeko viene ritrovato morto sugli scogli.
    L’ultima menzogna è un romanzo sul potere della scrittura, sul confine invisibile che separa la realtà dall’invenzione, sul patto che lega lo scrittore al lettore; ma è anche un romanzo che ruota attorno a un desiderio ambiguo e pericoloso che finisce col portare i protagonisti lungo strade inaspettate ed estreme.
    Foto di copertina di Dorin Mihai.

    €6,49
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    Eraldo Baldini, Bambine


    Bambine

    Radio e Tv


  • Recensione-presentazione a RadioLibri.it (9 febbraio 2016)

  • Pagine: 128
    Isbn: 9788898605293
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 21 gennaio 2016
    Leggi le prime pagine


    A vent’anni dalla prima edizione torna in libreria il romanzo che ha lanciato Eraldo Baldini


    Primi anni Novanta. Tre bambine, nel giro di poche settimane, spariscono come inghiottite dalla nebbia che spesso avvolge Ravenna, una città dove i paesaggi del porto, della marina e della zona industriale formano uno strano contrasto col tranquillo “salotto” del centro storico. All’improvviso una nube di paura scende a oscurare la vita di tutti i giorni, facendo serpeggiare apprensione, incredulità e senso di impotenza, che cresceranno quando la vicenda, in un incalzante susseguirsi di colpi di scena, assumerà contorni di puro orrore. Sarà Carlo Bertelli, cronista di provincia che trascina senza entusiasmi una vita in crisi, a doversi suo malgrado immergere in una storia terribile, spinto soprattutto dal bisogno di proteggere la piccola Chiara, figlia del suo migliore amico morto in mare.
    Spietato e tenero, commovente e durissimo, Bambine è un noir pieno di suspense e di lucide disamine del Male, e nel contempo – come sottolinea Carlo Lucarelli nella sua Prefazione – «uno splendido racconto sull’amicizia, sull’amore e sulle delusioni di una generazione inquieta in una terra che è stata definita “sazia e disperata”».

    €12,00
    SKU Eraldo_Baldini_-_Bambine

    Eraldo Baldini, Bambine


    Bambine

    Radio e Tv


  • Recensione-presentazione a RadioLibri.it (9 febbraio 2016)

  • Isbn: 9788898605408
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 21 gennaio 2016
    Leggi le prime pagine


    A vent’anni dalla prima edizione torna in libreria il romanzo che ha lanciato Eraldo Baldini


    Primi anni Novanta. Tre bambine, nel giro di poche settimane, spariscono come inghiottite dalla nebbia che spesso avvolge Ravenna, una città dove i paesaggi del porto, della marina e della zona industriale formano uno strano contrasto col tranquillo “salotto” del centro storico. All’improvviso una nube di paura scende a oscurare la vita di tutti i giorni, facendo serpeggiare apprensione, incredulità e senso di impotenza, che cresceranno quando la vicenda, in un incalzante susseguirsi di colpi di scena, assumerà contorni di puro orrore. Sarà Carlo Bertelli, cronista di provincia che trascina senza entusiasmi una vita in crisi, a doversi suo malgrado immergere in una storia terribile, spinto soprattutto dal bisogno di proteggere la piccola Chiara, figlia del suo migliore amico morto in mare.
    Spietato e tenero, commovente e durissimo, Bambine è un noir pieno di suspense e di lucide disamine del Male, e nel contempo – come sottolinea Carlo Lucarelli nella sua Prefazione – «uno splendido racconto sull’amicizia, sull’amore e sulle delusioni di una generazione inquieta in una terra che è stata definita “sazia e disperata”».

    €6,49
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    Denti

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi
    Denti
    Pagine: 102
    Isbn: 9788898605385
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: dicembre 2015
    Leggi le prime pagine



    Chi ha pane non ha denti, dice un proverbio, e chi ha denti non ha pane.
    Quante storie possono nascere intorno ai denti nostri o altrui? Intorno al trapano del dentista, intorno ai proverbi, ai denti d’oro, alla fatina dei denti? La dentatura per alcuni è un’ossessione: una fila di denti bianchi e perfetti può accendere le fantasie di un serial killer. Così come potrebbe, perché no, nascere una storia d’amore tra un canino e la lingua. E se perdere i denti da latte è un’esperienza indimenticabile e magica per un bambino, può capitare che un anziano venga seppellito per sbaglio con la dentiera della moglie. O che i denti inneschino i poteri di uno strano supereroe.
    Gli undici allievi del corso di scrittura di secondo livello coordinato da Gianluca Morozzi interpretano il tema ognuno alla sua maniera. Ogni racconto è diverso e indispensabile. Proprio come i denti.

    Gli autori, le autrici:

    Silvia Antenucci, Roberto Battistini, Marco Bertelli, Lorenza De Rigo Cromaro, Antonio Koch, Giorgio Maringola, Francesca Massaroli, Paolo Panzacchi, Mercedes Pimentel, Alessandro Retini, Monica Vezzani.

    Rassegna stampa
  • «Una sfida narrativa all'interno di un corso di scrittura» (Silvia Antenucci, thecreativebrothers.com, 12 maggio 2016)


  • I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €10,00

    Lontano

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi
    Lontano
    Pagine: 92
    Isbn: 9788898605361
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: novembre 2015
    Leggi le prime pagine



    La distanza geografica, la distanza mentale, la distanza nel tempo, la distanza caratteriale. Un tema che ha ispirato canzoni struggenti e appassionati epistolari.
    Dieci racconti sul tema della lontananza, su cui si cimentano gli allievi del laboratorio di scrittura creativa organizzato a Carpi dall’associazione culturale Canto 31.
    Ogni autore interpreta il tema a suo modo: due amanti lontani, un tempo remoto, due amici di penna separati da un oceano, le riflessioni di Eva lontana dall’Eden, fino ad arrivare allo spazio interstellare, anni luce dalla Terra.
    Conclude la raccolta un racconto di Gianluca Morozzi, in cui uno scrittore di fantascienza compie un lungo e pericoloso viaggio verso la remota Arcadia, attraverso un’Europa popolata dagli zombie.

    Gli autori, le autrici:

    Alessandro Albarelli, Adriana Baraldi, Simonetta Barbieri, Cinzia Magnani, Sara Monti, Gianluca Morozzi, Luca Orlandi, Barbara Pantaleoni, Carla Righi, Elisabetta Ronchetti.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €10,00

    Gianluca Morozzi, Anche il fuoco ha paura di me


    Anche il fuoco ha paura di me

    Radio e Tv


  • «Scrittore prolifico, immaginifico, generoso, che ha pubblicato con editori grandi, medi, piccoli e piccolissimi per il divertimento di raccontare storie» (recensione su RadioLibri.it, 29 febbraio 2016)

  • Pagine: 144
    Isbn: 9788898605262
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 5 novembre 2015
    Leggi come inizia
    Ascolta un assaggio di audiolibro

    Un uomo di cui conosciamo solo il nome, Theo, è legato a una sedia. Di fronte a lui, con una pistola in mano, Metello gli spiega perché sta per ucciderlo. E gli racconta la sua storia.
    Metello è nato e cresciuto a Lemuria, un singolare paese della Bassa emiliana reso celebre da un famosissimo poeta e da un cantante rock di successo. Metello è cresciuto deciso a diventare famoso a sua volta, per arricchirsi e conquistare Alice, fidanzata con Ulisse fin dal primo giorno delle elementari. C’è solo un problema: non ha nessun talento artistico. Ma la fortuna gli sorride quando scopre di essere il sosia di un attore hollywoodiano emergente, il volto nuovo del cinema mondiale, il grande Lando Krol.
    Metello inizia così una carriera come sosia di Lando Krol: ospitate televisive, una parte in una fiction, incontri con le sosia ufficiali di Rihanna ed Emma Stone. Fino a un’imprevista svolta del destino.


    La mano felice di Morozzi reinventa miti e archetipi della narrativa padana in un romanzo che ha la struttura di un thriller

    €12,00
    SKU Gianluca_Morozzi_-_Anche_il_fuoco_ha_paura_di_me

    €6,49
    SKU Gianluca_Morozzi_-_Anche_il_fuoco_ha_paura_di_me__versione_ebook_

    Il nostro amore è un tappo rosso nello stomaco di un gabbiano (Coop for words 2015)


    Il nostro amore è un tappo rosso nello stomaco di un gabbiano
    Pagine: 128
    Isbn: 9788898605323
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: ottobre 2015


    Immaginiamo una fucina di giovani autori. Immaginiamo che gli ingredienti per amalgamare fantasia e creatività siano un brevissimo pensiero scritto sul retro di uno scontrino, o un fumetto ispirato a un’opera letteraria contemporanea, o ancora i versi di una poesia. Ma immaginazione e vena creativa possono mescolarsi anche nel testo di una canzone, da comporre sulla base musicale firmata dal cantautore Paolo Benvegnù, e in una “ricetta bastarda”: una ricetta-storia che fotografa la nuova realtà delle famiglie miste, di culture diverse e quindi di tradizioni culinarie “contaminate”.
    Tutto questo è Coop for words, il premio letterario promosso da Coop Adriatica, Estense, Liguria, Lombardia, Nordest e Reno, giunto quest’anno alla sua tredicesima edizione. Gli autori in erba sono stati valutati da una giuria e un comitato d’onore d’eccezione – con, tra gli altri, il giallista Carlo Lucarelli, il linguista Antonio Faeti, il libraio di Librerie Coop Romano Montroni, lo scrittore e giornalista Michele Serra – ma anche, per la prima volta, da giovani coetanei, che li hanno seguiti, letti e votati online.
    €10,00

    Anna Spinelli, L'amore incantato

    L'amore incantato
    Pagine: 332
    Isbn: 9788898605156
    Formato: cm 17 × 24
    Collana: Fernandel Scientifica
    Data di pubblicazione: settembre 2015
    Euro 20,00


    Il libro può anche essere richiesto direttamente all'autrice scrivendo all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


    Ho cominciato a raccontare storie perché le storie sono l’unica lingua davvero universale, la lingua perduta che permette agli dei e agli uomini di parlarsi, e magari di capirsi. Dopo una vita trascorsa a cercar di capire e comunicare, e tanti anni passati a insegnare, dopo pedagogia e psicologia, linguaggi architettonici e arti minori, dopo teatro e canzonette, mi sono accorta che l’unica lingua viva che ancora rimane è quella delle storie; oltre l’iPod, la carta o i pennelli. Confezionate coi ricami di tante fantasie belle, con i colori indelebili dei sogni, con le briciole di sapere e saggezza custoditi nei cuori di chissà quanti prima del nostro presente, con gli incantesimi di chissà quanta temperanza sperimentata. Ma soprattutto, confezionate con una magia inestinguibile, quella dell’amore, che ciascun narratore vi ha infuso, per adattarle al proprio uditorio, per mostrarle agli occhi dei lettori, per permettere di godere dell’abbraccio amorevole di tutti coloro che ci sono stati una volta. In attesa di passarle agli esseri che vivono anche nella fantastica-scienza di un futuro come sempre ignoto ed elusivo. Non diverso dal cammino tra i sentimenti da scoprire o da capire, da quello che c’era una volta.


     Anna Spinelli

    Anna Spinelli, nata nel 1954, è orientalista e scrittrice. Laureata in Lingue e letterature orientali a Venezia, si occupa di storia delle comunicazioni. Ha insegnato Storia dell’arte islamica all’Università di Bologna.


    I libri di Anna Spinelli pubblicati da Fernandel:
    €20,00
    SKU Anna_Spinelli_-_L_amore_incantato

    Massimo Padua, L’ipotetica assenza delle ombre


    L’ipotetica assenza delle ombre
    Pagine: 256
    Isbn: 9788898605231
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: settembre 2015

    Leggi come inizia

    Marco, giovane scrittore in piena crisi creativa, riceve in lascito una casa da un uomo misterioso, il vecchio signor Newman. Ben presto questa donazione si rivelerà uno scrigno di confessioni celate per anni. Infatti in tutte le stanze compaiono dei ritratti appesi alle pareti, volti inquietanti che sembrano voler comunicare con il nuovo proprietario. Ma che cosa lega la vita di Marco a quella del signor Newman? E perché la casa era destinata proprio a lui? Insieme alla bella e malinconica Bea, Marco porterà lentamente a galla una verità inaspettata, fino a scoprire l’ultimo, terribile segreto.
    Un romanzo dalle atmosfere mystery e gotiche, con una trama ricca di suspense, che costringe il lettore a proseguire fino all’angoscioso e inaspettato epilogo.

    €15,00
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    €6,49
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    Eva Taylor, Carta da zucchero


    Carta da zucchero

    L'audiolibro


    Ascolta un capitolo del romanzo letto dall'autrice e da Anna Dimitri.
    Se ti interessa l'intero audiolibro scrivi a Eva Taylor, all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Pagine: 122
    Isbn: 9788898605286
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: maggio 2015
    Leggi le prime pagine

    Di qua e di là dal muro, Carta da zucchero racconta la storia di una famiglia e della sua fuga dalla Germania Est poco prima della costruzione del muro di Berlino, nel 1961. Testimone di questo e di altri episodi è la figlia, che raccoglie i ricordi dei familiari, abituati a ritrovarsi intorno a un tavolo per ricostruire il proprio passato, per cercare di superare mentalmente sia “il muro” sia quel senso di smarrimento causato dall’esperienza di essere profughi nel proprio paese.
    Così una piccola nave d’argento, l’automobile dell’infanzia nella Repubblica Democratica Tedesca, ma anche le buste color carta da zucchero che il nonno portava a casa dal mercato, non sono più semplici oggetti: su di loro si sono sedimentate esperienze ed emozioni che nel racconto riaffiorano.
    Il romanzo ha vinto la XIII edizione di InediTO - Premio Colline di Torino 2014

    Vincitore del premio speciale della giuria della VII edizione del premio letterario "Francesco Gelmi di Caporiacco", Fondazione Museo Storico del Trentino
    €12,00
    SKU Eva_Taylor_-_Carta_da_zucchero

    €6,49
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    Matteo Ferrario, Il mostro dell’hinterland


    Il mostro dell'hinterland
    Pagine: 176
    Isbn: 9788898605194
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: maggio 2015
    Leggi le prime pagine


    «La vita mi fa paura, le persone mi fanno paura, da sempre. Non è una cosa buffa, detta da uno come me?»

    Riccardo Berio sta scontando un ergastolo per l’omicidio brutale degli zii, con cui divideva una villetta bifamiliare nell’hinterland milanese. All’epoca dei fatti, la movimentata vita sessuale delle due anziane vittime rendeva per contrasto ancora più ridicola e compromettente l’esistenza da fantasma di Riccardo, un quarantenne studente fuoricorso dalle molte passioni intellettuali, ma inabile al lavoro e ai rapporti umani, e in grado di mantenersi solo grazie all’eredità lasciatagli dal padre. Il movente del duplice omicidio del “mostro dell’hinterland”, come subito lo ribattezzano i media, viene individuato nella frustrazione e nell’invidia per la felicità sfacciata di una coppia di pensionati ben più vitali e socialmente inseriti di lui.
    Anni dopo la conclusione del processo, quando l’intera vicenda è ormai sprofondata nell’oblio, la casa dove Riccardo è cresciuto viene messa all’asta. Perso così anche l’ultimo pezzo della propria identità, sente che è arrivato il momento di raccontare come sono andate davvero le cose, e al chiuso della sua cella comincia a scrivere. Lo fa col tono caustico e l’umorismo nerissimo di chi non ha mai sperato di salvarsi, perché fin dall’inizio sapeva di essere condannato.

    €14,00
    SKU Matteo_Ferrario_-_Il_mostro_dell_hinterland

    €6,49
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    Mani

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi
    Mani
    Pagine: 136
    Isbn: 9788898605255
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: marzo 2015
    Leggi le prime pagine



    «Dalla mano di Maradona alle mani sulla città...»

    Noi italiani, dicono all’estero, parliamo con le mani. Il nostro modo di gesticolare è una forma di comunicazione che ci ha resi famosi nel mondo, quasi quanto l’arte o la cucina. Non a caso, con le mani si dipinge, si scolpisce, si scrive, si cucina e si suonano strumenti musicali. Volendo si spara, per parlare di altre cose per cui siamo famosi all’estero. E l’espressione «avere le mani in pasta» non si riferisce esattamente agli ingredienti di una ricetta.
    Il corso di secondo livello di scrittura creativa organizzato da Canto 31 e condotto da Gianluca Morozzi ha prodotto questa antologia, in cui ogni racconto verte sul tema delle mani. Dalla mano di Maradona alle mani sulla città, dalle mani che accarezzano alle mani che fanno male, dalle mani che scrivono alle strette di mano che siglano accordi.
    Forza ora, prendete in mano questo libro e iniziate a sfogliarlo...

    Gli autori, le autrici:

    Arianna Castellani, Renzo Semprini Cesari, Michele Cristofori, Francesco Fois, Maria Elena Friggione, Andrea Furlanetto, Geo&Ignis, Marica Giannotta, Alberto Giusti, Francesca Kershaw, Alessandra Malaspina, Cristina Mariani, Silvana Miano, Maria Antonietta Potente, Susanna Sangiorgi, S.D.D., Raffaele Valle, Filippo Vignali.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €12,00

    Lettere

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi
    Lettere
    Pagine: 96
    Isbn: 9788898605248
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: marzo 2015
    Leggi le prime pagine



    «Caro Morozzi, maledetto Morozzi...»

    Per secoli, mani che tenevano penne d’oca, matite o penne a sfera hanno vergato lettere su lettere. Curvi sullo scrittoio, uomini e donne hanno scritto ai loro innamorati, alle madri lontane, o magari ai loro editori. Quanti epistolari di famosi scrittori ci hanno rivelato il loro vissuto? E quanti celebri romanzi sono stati scritti proprio in forma di epistolario?
    Questa antologia raccoglie dieci racconti che interpretano il significato del termine “Lettere”. Lettere spedite per posta, lettere dell’alfabeto, lettere intese come lapidari titoli di racconti.
    I nove allievi del corso di scrittura di secondo livello tenuto da Gianluca Morozzi alla libreria Feltrinelli di Ravenna interpretano il tema in assoluta libertà, secondo ispirazione. Si aggiunge a loro un racconto dello stesso Morozzi, una serie di lettere a un personaggio misterioso scritte da un uomo che forse sta perdendo la ragione, o forse è diventato il ponte per un’invasione aliena.
    Dieci lettere d’amore alla nobile arte della scrittura, in tutte le sue forme.

    Gli autori, le autrici:

    Elisa Alici, Enrico Brunelli, Sandra Dirani, Matteo Lamargese, Rita Massarenti, Tiziana Palmese, Tommaso Raffoni, Francesca Rivalta, Mirta Sintini.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €10,00

    Eraldo Baldini, Fra l'Adriatico e il West. 77 racconti "fuori campo"


    Fra l'Adriatico e il West
     Eraldo Baldini protagonista della rubrica "Grezz Anatomy"
    Pagine: 240
    Isbn: 9788898605200
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: aprile 2015
    Leggi le prime pagine


    Settantasette racconti comici, brillanti e surreali, a volte dissacranti, a volte iperbolici, scritti dal maestro del “gotico rurale”

    Settantasette racconti comici, brillanti e surreali, a volte dissacranti, a volte iperbolici, scritti dal maestro del gotico rurale. Storie venate di suggestioni del grande schermo e di chiacchiere da bar, di cultura pop e di ricordi paesani e d’infanzia. Racconti brevi e spiazzanti che restituiscono un profilo letterario inedito dell’autore di Nevicava sangue.
    Ma perché proprio settantasette? Perché negli Stati Uniti, oltre alla famosissima Route 66, c’è anche una meno famosa Route 77, che per la cronaca collega Bronsville, nel Texas, a Sioux City, nello Iowa. Luoghi che richiamano i miti del West, del cinema, del sogno americano vissuto da una terra ai confini con l’Adriatico che nel bene e nel male non ha niente da invidiare al Far West, a saperla guardare e leggere nella prospettiva epica e coinvolgente di Eraldo Baldini.
    Questi settantasette racconti commentano fatti di cronaca, trasmissioni televisive, eventi sportivi, vicende vere o fantasiose; a volte sono rivisitazioni sui generis della storia, della scienza e della medicina; brani quasi sempre conditi di ironia, scritti con uno humor intelligente e caustico, un po’ di cinismo e uno sguardo interrogativo, scanzonato ma attento sulla realtà. Un divertissement che non mancherà di irretire e di far sorridere ogni tipo di lettore.

     Eraldo Baldini durante la guerra del Vietnam

    Eraldo Baldini è nato a Russi (Ra) e vive a Ravenna. Nei suoi romanzi ha saputo coniugare “gotico rurale”, noir e horror in una vena originale. Fra i suoi libri più recenti ricordiamo: Nebbia e cenere (2004), L’uomo nero e la bicicletta blu (2011), Gotico rurale (2012), Nevicava sangue (2013), tutti pubblicati da Einaudi e tradotti in diverse lingue. Il suo sito è eraldobaldini.it

    Una lettera dalla Svizzera

    Stamattina mi è arrivata una lettera dalla Svizzera. Sigillata, di carta spessa e di pregio. Bello persino il francobollo, elegante la calligrafia con cui è stato scritto il mio indirizzo. Nessun mittente, timbro sbiadito da cui non riesco a capire la città di partenza.
    Io sono un abitudinario, un vecchio orso che se nella sua tana vede infilarsi anche solo una farfalletta o un refolo di vento va in agitazione. La mia quiete e il mio tran-tran non vanno turbati. Quindi quella lettera mi ha messo in ansia.
    Di chi sarà? Cosa ci sarà scritto? Cosa vogliono da me? L’ho posata sulla scrivania e mi sono messo a pensarci.
    Ho avuto una morosa svizzera, tanti anni fa. Una bella ragazza, insegnate elementare, alta e dai capelli chiari. Molto dolce. Ho vissuto con lei per un po’, ma non la sento da anni. Sarà sua, la missiva? Avrà avuto un ritorno di fiamma? Mi comunicherà forse che, per un inusitato caso biologico, sta vivendo una gravidanza maturata con vent’anni di ritardo e io sto per diventare papà del bambino più lento e posticipato del mondo?
    Oppure a mia insaputa (una condizione che oggi va di moda) sono titolare di un ricco conto svizzero e mi dicono che sono maturati interessi principeschi? O che la Finanza e l’Interpol stanno indagando su quel conto e si preparano a mandarmi una cartella esattoriale capace di annientarmi?
     23 aprile 2015: Eraldo Baldini e Giorgio Pozzi durante la presentazione alla libreria Feltrinelli di Ravenna
    Ancora: potrei forse avere ereditato la quota maggioritaria di una prestigiosa fabbrica di cioccolato, e mi si sta prospettando la possibilità di andare in quegli stabilimenti per assaggiare a mio piacimento tutta la produzione, ingurgitando fondente, praline e robe simili, con grande sprezzo per il mio fegato e proteste di piazza delle mie emorroidi?
    Vogliono per caso intitolarmi una strada a Berna? La preferirei a Zurigo, è una città che amo di più. O magari, conoscendo lo stato del mercato librario italiano, mi propongono un posto come assaggiatore di formaggi o come malgaro in un pascolo alpino. Oppure è il Cern di Ginevra che mi vuole come cavia per qualche pericolosissimo esperimento nell’acceleratore di particelle, senza sapere che io sono non solo contrario, ma addirittura impossibilitato ad ogni tipo di accelerazione. Boh.
    Ci ho pensato, pensato, pensato e mi sono angosciato. Perché non me la sentirei di accollarmi un figlio inatteso, né voglio un ricco conto bancario (sono solo complicazioni, inoltre io sono abituato a vivere di poco). Non posso mangiare cioccolato, visto che sono in faticosa dieta perenne, e non mi interessa avere una strada in Svizzera col mio nome. E non posso mangiare formaggio, per via del colesterolo.
    Quindi, niente. La lettera l’ho bruciata senza neppure aprirla, e adesso mi sento molto meglio, anche se da una batosta psicologica e nervosa come questa mi ci vorranno almeno due settimane per riprendermi.

    Rassegna stampa

  • «Brevi, ironici, surreali: 77 racconti di Baldini» (Anteprima su «Ravenna & Dintorni», 2 aprile 2015)

  • «Sono naturalmente portato all’ironia e al sarcasmo, anche a un leggero cinismo...» (Federico Savini, «Settesere Qui», 8 aprile 2015)

  • «Umorismo romagnolo fra l'Adriatico e il West» (Carmelo Domini, «Corriere Romagna», 6 maggio 2015)

  • «Contadini testardi, camionisti spacconi, frequentatori di bar, vecchiette indomabili, bambini pestiferi» (Annamaria Trevale, Sul Romanzo, 26 giugno 2015)

  • Intervista ad Eraldo Baldini (Matteo Bianchi, «La Nuova Ferrara», 26 giugno 2015)

  • «Un libro estremamente piacevole» (Sandro Monti, «Corriere del Ticino», 17 luglio 2015)

  • «Una Route 77 adriatica dal sapore gucciniano» (Raffaello Ferrante, mangialibri.com, agosto 2015)


  • I libri di Eraldo Baldini pubblicati da Fernandel:
    €15,00
    SKU Eraldo_Baldini_-_Fra_l_Adriatico_e_il_West

    €6,49
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    Gianluca Morozzi, L’amore ai tempi del telefono fisso


    L’amore ai tempi del telefono fisso

    Radio e Tv


  • Intervista a Radio Onda d'Urto (26 gennaio 2015)

  • Intervista a Radio Città del Capo (29 gennaio 2015)

  • Intervista a Rai Letteratura (5 febbraio 2015)

  • L'intervista definitiva a Gianluca Morozzi (Giorgio Maringola, 27 marzo 2015)

  • Pagine: 160
    Isbn: 9788898605170
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 28 gennaio 2015
    Leggi come inizia

    Contiene racconti indimenticabili come Morte a La Spezia e Little Tony contro gli alieni

    Qual era la cosa più difficile da fare per un adolescente degli anni Ottanta? Sopravvivere alle spalline e ai paninari? Non farsi pestare dal teppista della scuola durante l’ora di educazione fisica? No: negli anni drammatici del telefono fisso la cosa più difficile del mondo era telefonare a una ragazza. All’altro capo della cornetta avrebbe potuto rispondere chiunque, la nonna sorda, il padre severo, il fratellino scemo, o peggio ancora la madre giovanile dalla voce molto simile a quella della figlia. Il suono degli scatti della rotella che girava componendo il numero era la colonna sonora dell’angoscia, della confusione mentale, della secchezza delle fauci.
    Partendo da questa drammatica prima fase del corteggiamento, seguiamo tutte le tappe della sua evoluzione negli anni: dai tempi degli sms ai tempi dei blog e di linguasvelta.splinder.it, dall’amore ai tempi di Facebook e dell’iPhone a quello del prossimo futuro.
    Dopo Niente fiori per gli scrittori e Spargere il sale, il terzo volume dedicato all’introvabile narrativa breve di Gianluca Morozzi.

     Morozzi nel suo ambiente naturale, fra birre e panini

    Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Autore prolifico e estremamente generoso, per Fernandel ha pubblicato la sfilza di titoli che trovate più sotto. Di libri ne ha pubblicati quasi altrettanti per l'editore Guanda, a partire da Blackout (2004) e L'era del porco (2005).
    Anche se si considera il peggior chitarrista del mondo, suona e ha suonato in diverse cover band locali.
    Wikipedia gli dedica una voce piuttosto dettagliata.

    Un brano che rende l'atmosfera del libro

    Chi cazzo è che mi telefona da un numero sconosciuto il lunedì mattina?
    Io sono qui che analizzo Facebook come se fossi la Sibilla Cumana per capire cosa sta combinando Emily, che ha cambiato il suo status sentimentale da Single a Impegnata (impegnata con chiii?), e la gente, anziché lasciarmi lavorare, mi telefona per farmi presentare un libro. Ma dai. Che gente. Mi chiama per cose serie, insomma, mentre analizzo gli aspetti più reconditi di Facebook come fossero viscere fumanti di animali, o il volo degli uccelli.
    Perché io sono un uomo che è stato lasciato dalla sua adorata fidanzata, ma sono anche uno scrittore di non disprezzabile successo. E allora ascolto al telefono quel che mi dice il bibliotecario di Frazione di Paese del Cazzo di Sopra, sì, sì, dico, sì, ventidue marzo, sì, ore diciotto, sì, sì, porto la chitarra per accompagnare le letture, sì, no, io non leggo, non leggo mai ad alta voce le mie cose, no, sì, va benissimo far leggere la figlia della sua collega che ha fatto teatro, perfetto, no, se non avete una lira va benissimo il rimborso spese, straccioni del cazzo, scusi, ho detto straccioni del cazzo?, no, non parlavo mica con voi, mi rivolgevo ad alcuni passanti, scusi, sono un po’ nervoso ultimamente, sì, la cena, grazie, no, il pernottamento, figurati se ho voglia di passare una notte a Frazione di Paese del Cazzo di Sopra, oh, scusi, l’ho detto ad alta voce?, insomma, no, vengo in macchina e torno indietro in nottata.
    Emily, dicevamo. Che è impegnata, secondo Facebook. Quale sarà il ruolo del mio amico Claudio in questo cambio di status? Il mio amico Claudio, negli ultimi tempi, andava particolarmente d’accordo con Emily. Mi faceva piacere, eh? La mia ragazza e il mio migliore amico. Migliore amico, peraltro, sposatissimo e innocuo, eh, era bello che andassero d’accordo. Come quando io ed Emily dovevamo andare a vedere Damien Rice a Milano, e a un certo punto le ho detto Guarda, mi son sbagliato a consultare l’agenda, il giorno che c’è Damien Rice io ho una presentazione a Borgo Di Staminchia sull’Oglio, come facciamo?, e Claudio che ha casualmente intercettato la conversazione ha detto A me piace Damien Rice!, e così li ho mandati a Milano insieme, felice di essermi perso quella tristezzona mondiale di Damien Rice. E in effetti Claudio ultimamente è reticente, risponde a stento ai messaggi, è sempre impegnato…
    La mia ragazza e il mio migliore amico. Nooo, dai. Troppo scontato. Va bene che la mia vita non è sempre brillante e originale, ma insomma…
    Chi è al telefono, adesso? Il bibliotecario di Vaffanculo sull’Arno? Sì, sì, ci vengo a Vaffanculo sull’Arno, ci vengo, no, niente pernottamento, sì, la pizza va benissimo, grazie.
    Accendo la radio per distrarmi un po’. C’è Grignani, canta Un amico lo perdono mentre a te ti amo, e mi sorprendo a fare di sì con la testa.
    Ecco. Avere come consigliere spirituale Grignani, mi sa che sia il segno inequivocabile della mia montante pazzia.

    Rassegna stampa

    «Allegria, leggerezza, intelligenza: che si può volere di più?» (Piersandro Pallavicini, «Tuttolibri», 7 marzo 2015)

    «Un nome amatissimo dal pubblico ravennate» («Ravenna & Dintorni», 12 febbraio 2015)

    «Non ha chiamato perché ha troppa paura, ha perso il mio numero, il messaggio non gli è arrivato, non ha il coraggio, non ha linea, non ha credito, forse è stato rapito dagli alieni...» (Margi de Filpo, «Satisfiction», 27 aprile 2015)

    «Dagli squilli sul telefono alle doppie spunte blu e ai social network dei nostri tempi, ricchi di insidie e alimentatori di ansie giovanili» (Carlo D'Alonzo, Rivista una specie, 5 giugno 2015)

    end faq


    I libri di Gianluca Morozzi pubblicati da Fernandel:

    I fumetti di Gianluca Morozzi pubblicati da Fernandel:
    €13,00
    SKU Gianluca_Morozzi_-_L___amore_ai_tempi_del_telefono_fisso

    €6,49
    SKU Gianluca_Morozzi_-_L___amore_ai_tempi_del_telefono_fisso__versione_ebook_

    Cadute

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi
    Cadute
    Pagine: 136
    Isbn: 9788898605187
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: dicembre 2014
    Leggi le prime pagine



    «Solo chi cade può rialzarsi»

    C i sono cadute e cadute, c’è modo e modo di cadere. Ci sono stelle cadute e città decadute, così come ci sono foglie cadute e si può cadere nel dramma. C’è il momento in cui stai cadendo e aspetti la botta, e c’è la volta in cui cadi per rialzarti. Innamorarsi, in inglese, si dice “Cadere in amore”.
    Questi nove racconti, nati al corso di scrittura creativa di secondo livello condotto da Gianluca Morozzi, con diverse forme e stili esplorano il tema della caduta. Come nel racconto conclusivo dello stesso Morozzi (I Despero contro i Genesis), in cui il chitarrista dei Despero, Kabra, durante una festa in stile anni Novanta cade dal ponte del Titanic. Racconto che è preceduto dall’interpretazione del tema da parte degli otto partecipanti al corso. Evitando, ovviamente, le cadute di stile…

    Gli autori, le autrici:

    Antonio Bendini, Federico Del Prete, Silvia Di Giacomo, Carla Marino, Gianluca Morozzi, Emanuela Nardo, Daniela Saccomandi, Lorenzo Soggiu, Laura Ziosi.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €12,00

    Paola Rondini, Il salto della rana


    Il salto della rana

    Radio e TV


  • Paola Rondini alla trasmissione del Tg5 "La lettura" (10 ottobre 2014)

  • Pagine: 144
    Isbn: 9788898605149
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: settembre 2014
    Leggi come inizia

    «Strinsi i pugni e sfogliai quel poco che era rimasto dei miei ricordi: scelsi il pericolo, scelsi di continuare la capriola, il salto nel labirinto, la morte persino»



    Booktrailer realizzato da Claudia Del Fiacco e Stella Segatori sulle musiche dei Virginiana Miller

    A Milano è mattina presto quando, in prossimità di un incrocio, l’attenzione di Emma viene catturata da un’auto che parte a tutta velocità, sbanda e si dilegua.
    Da questa scena, che si svolge nel silenzio surreale e cinematografico di una città deserta, ha inizio il viaggio di Emma, un’avventura che porterà lei e i lettori in scenari geograficamente lontani e profondamente interiori, tra elementi reali e suggestioni, tensioni erotiche e solitudini, amore materno e abbandono, passato e futuro.
    L’agenzia pubblicitaria per cui lavora la vuole in Arizona per il lancio di un nuovo marchio. Lì, in un’ambigua struttura altamente tecnologica, “il Cubo”, sono riuniti i creativi, tra cui Nikandros, responsabile del progetto. Fra i due nasce una pericolosa attrazione, che risucchia Emma in un limbo magnetico e straniante.
    Intanto in Italia la madre di Emma, affetta da un raro disturbo chiamato Joking disease, è ricoverata in una clinica, dove trascorre le sue giornate in un’apparente indifferenza, mangiando Zigulì ed esprimendosi con rime e giochi di parole.
    Personaggi uniti da moderne alienazioni e da eroiche piccole battaglie quotidiane si troveranno ad agire insieme in un luogo ai confini con la morte, affinché Emma, dopo aver volato e nuotato, respirato in aria e in acqua come una rana, «il più bello, il più perfetto degli anfibi», faccia quel salto e torni a casa.
    O forse è solo un riverbero dell’anima, forse nulla di tutto questo è mai accaduto.

     Paola Rondini

    Paola Rondini è nata a Città di Castello. Ha pubblicato il romanzo Miniature (Fanucci, 2007), tradotto in Germania e Spagna, e I fiori di Hong Kong (Fanucci, 2010). Con Il salto della rana ha iniziato un nuovo percorso, tutto da scoprire.

    Come inizia

    Volare di notte era un ritorno all’infanzia. Chiusi gli occhi e pensai a una gincana tra le stelle, grosse stelle spigolose e luccicanti che l’aereo dribblava nel suo procedere roboante. Come tutti i sognatori, come i bambini lasciati troppo soli, come gli adolescenti tappezzeria alle feste, io amavo la fantascienza, il silenzio ferroso dello spazio, gli sbuffi di decompressione delle astronavi, l’ordine asettico dei moduli lunari, i pianeti desertici abitati da un’umanità bizzarra, più bizzarra di me e della mia famiglia.
    In fondo ero nata il 25 maggio 1977, cioè giorno, mese e anno della prima proiezione di Guerre stellari al Mann’s Chinese Theatre di Los Angeles. Me l’aveva detto un amico di mia madre, durante una gita domenicale in campagna. Che anno sarà stato?, mi chiesi perlustrando il cielo nero fuori dall’oblò. Conclusi che poteva essere il 1983 o giù di lì.
    Quel tipo era simpatico, ogni tanto ci portava tutte e due a pranzo fuori.
    Rita, mia madre, per l’occasione indossava pantaloni di cotone e magliette aderenti, e sciarpe che svolazzando lasciavano una traccia di colore quando lei, annoiata, scompariva all’orizzonte.

    Rassegna stampa
  • Su Vibrisse il percorso di formazione di Paola Rondini: come si diventa prima lettori, e più tardi (inevitabilmente?) scrittori (6 ottobre 2014)

  • «Rondini riesce nello scopo con mestiere e professionalità» (Marco Zanette, Rivista Fra le righe, 28 ottobre 2014)

  • «Colpi di scena, tensioni, emozioni senza fine» (Alessandra Peluso, Affari italiani.it, 28 ottobre 2014)

  • «Un libro davvero convincente» (Giovanni Pannacci, mangialibri.com, 31 ottobre 2014)

  • «Paola Rondini si spinge al confine tra il concreto e l’immaginario, tra la vita e la morte. Un’autrice perfetta per le edizioni Fernandel» (Felice Laudadio, Sololibri.net, 3 novembre 2014)

  • «In quest’ultima prova l’autrice ci regala una storia difficile da classificare in un genere, particolare che per me è un valore aggiunto» (Barbara Garlaschelli, sdiario.com, 25 novembre 2014)

  • «Ogni libro ha una meta. E, come la sua protagonista, "Il salto della rana" di Paola Rondini arriva alla sua spiccando una serie di proverbiali voli pindarici» (Sara Minervini, sulromanzo.it, 3 dicembre 2014)

  • «Una narrazione piena di punti di luce» (Famiglia Cristiana, 7 dicembre 2014)


  • «Uno stile visionario che richiama le atmosfere del cyberpunk» (Paolo Calabrò, PaginaTre, 19 dicembre 2014)

  • Intervista al «Giornale dell'Umbria» (24 dicembre 2014)

  • «Un libro davvero sorprendente» (Ilaria Barbi, Rivista!unaspecie.com, 2 gennaio 2015)

  • «Il salto, la chiave di volta» (Paolo Bianchi, «Libero», 8 gennaio 2015)

  • Intervista a Paola Rondini (Max Keefe, Lundici.it, 11 gennaio 2015)

  • Recensione su «Stop» (16 gennaio 2015)

  • «Un viaggio estremo, pericoloso e pieno di seduzione» (Marta Elena Casanova, mondorosashokking.com, 29 gennaio 2015)

  • «Una sorprendente struttura a incastro che smembra, polverizza la storia in una struttura vorticante» (Angela Ambrosini, Literary.it, gennaio 2015)

  • «Il tempo si ferma, inverte e confonde. Il viaggio si arresta, prende una nuova strada» (Giulia Siena, Chronicalibri.it, 6 marzo 2015)

  • «Originale e travolgente» («Gioia», aprile 2015)


  • €12,00
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    Vincenzo Di Michele, Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota

    senza riconoscere un sostegno economico all’ex coniuge



    Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota

    Radio e TV


  • Il video della presentazione al circolo Due Ponti di Roma (giugno 2014)

  • Pagine: 192
    Isbn: 9788898605118
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: giugno 2014
    Leggi come inizia




    Guida pratica all'utilizzo della Sacra Rota


    Perché molte coppie unite in matrimonio con rito religioso, al momento della separazione scelgono il tribunale ecclesiastico anziché quello civile? È una scelta di carattere religioso, per avere la possibilità di risposarsi in chiesa, oppure si mira a un beneficio economico, dato che le sentenze di nullità ecclesiastica, a differenza del divorzio civile, non comportano l’obbligo di un riconoscimento economico nei confronti dell’ex coniuge?
    In questo libro si analizzano: i motivi di nullità del matrimonio, le modalità processuali e i costi che si devono affrontare, inclusi gli eventuali oneri aggiuntivi al tribunale della Rota Romana, smentendo l’opinione comune secondo la quale il procedimento di nullità del matrimonio religioso sarebbe una procedura riservata a pochi benestanti.
    Infine vengono riportati più di trenta casi pratici di invalidità matrimoniale, dall’immaturità alla simulazione, dall’infedeltà alla gelosia, dall’egoismo al maschilismo, dall’infertilità all’esclusione della prole, dall’impotenza ai comportamenti sessuali trasgressivi.

     Vincenzo Di Michele
    Vincenzo Di Michele (1962) già autore di La famiglia di fatto (un’analisi sulle temati­che della convivenza more uxorio); Io prigioniero in Russia (oltre 50.000 copie vendute, vincitore di premi alla memoria storica); Guidare oggi (un manuale di guida per le insolite problematiche stradali); Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso (una revisione dei fatti storici sulla prigionia del Duce a Campo Imperatore nel settembre 1943).

    Rassegna stampa
  • «C'era una volta il matrimonio» (Speciale di «Panorama» dedicato al tema, 26 settembre 2015)

  • «Un buon motivo per divorziare con la Sacra Rota...» (lucidamente.com, 5 giugno 2014)

  • «Matrimoni: tutto quello che c'è da sapere sull'annullamento religioso» (Anna Impedovo su «Italiaglobale.it», 25 giugno 2014)

  • «Legale gratis e niente mantenimento» (Grazia Longo, «La Stampa», 26 giugno 2014)

  • «L'approccio al matrimonio è superficiale» (Intervista a Vincenzo Di Michele, «L'Ortica», 20 giugno 2014)

  • «Ecco come annullare i matrimoni» («Italoamericano», Italian Section, 10 luglio 2014)

  • «Alla Sacra Rota per vari motivi dopo quel "sì"» («Il Tempo», 29 luglio 2014)

  • Recensione su «La Provincia» di Cremona (8 settembre 2014)

  • Intervista a Vincenzo Di Michele su «La Discussione» (20 settembre 2014)

  • «Ecco come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota» («La città», Quotidiano della provincia di Teramo, 10 dicembre 2014)

  • «Via libera al divorzio breve. Finora era più rapido farlo coi tribunali ecclesiastici» (Gianpaolo Iacobini, «Il Giornale», 19 marzo 2015)

  • «Cavilli e documenti per sciogliere un matrimonio cattolico» (AdnKronos, 3 gennaio 2017)


  • I libri di Vincenzo Di Michele pubblicati da Fernandel

    €12,00

    Femminismi musulmani. Un incontro sul Gender Jihād

    a cura di Ada Assirelli, Marisa Iannucci, Marina Mannucci, Maria Paola Patuelli



    Femminismi musulmani
    Pagine: 148
    Isbn: 9788898605132
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: maggio 2014


    È possibile che donne fra loro diverse – italiane e marocchine – di diversa fede religiosa – musulmana e cattolica – oppure laiche e non credenti, si incontrino in un comune percorso di ricerca e di reciproco riconoscimento? È possibile, in un contesto che spesso ancora vede nelle differenze culturali un dato naturale, indiscutibile e immutabile? È difficile ma possibile, ed è accaduto a Ravenna, quando la relazione fra donne diverse si è fatta paziente, quando si è scoperta l’esistenza di un elemento comune e arcaico, il patriarcato, che con radici profonde attraversa epoche, culture e continenti fra loro lontani. Una scoperta che ci ha dato forza, perché ha consolidato in ognuna di noi la speranza che la libertà sia possibile e singolare. Ognuna con la sua storia. Un percorso comune di ricerca e di riconoscimento è dunque possibile quando la relazione fra donne tra loro diverse viene mostrata nella sfera pubblica e assume così il carattere dell’azione politica, che segnala la dimensione civile e non solo culturale e interiore dell’incontrarsi. Di questo incontro, fatto di ricerche personali messe poi in comune, e di riflessioni scambiate, questo libro è archivio di memoria e testimonianza.

    Indice del volume

    Marisa Iannucci, Genere e Islām, percorsi di liberazione
    Aycha Al Hajjāmi, Il femminismo islamico: la ricerca della parità nei testi sacri dell’Islām
    Abdennur Prado, La formazione del patriarcato come processo storico
    Latifa Al Bouhsīni, L’evoluzione delle posizioni del movimento femminista marocchino nella difesa della riforma del Codice di Famiglia
    Maria Luisa Boccia, Per una libertà singolare
    Renata Bedendo, Femminismi a confronto. Dialogo - donne - teologia
    Ada Assirelli, Una piazza bella come un fiore
    Marina Mannucci, Geografia dei femminismi tra Oriente e Occidente
    Maria Paola Patuelli, Donne occidentali e donne musulmane. Analogie in storie differenti

    Rassegna stampa

    I libri pubblicati in collaborazione con l'associazione FMP (Femminile Maschile Plurale):
    €12,00

    Massimo Padua, A un passo dalla luna piena


    A un passo dalla luna piena

    Radio e Tv


  • Intervista a Massimo Padua su "Ultima sigaretta" (23 ottobre 2014)

  • Pagine: 192
    Isbn: 9788898605064
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: maggio 2014
    Leggi come inizia

    «Forse è tutta colpa mia», pensa il bambino. «Dev’essere per forza così, perché i grandi hanno sempre ragione».


    L’ipocrisia del mondo degli adulti vista con gli occhi di un bambino di otto anni, Simone, che riconosce nel misterioso Michael, il nuovo amico della mamma, un pericolo per la stabilità della famiglia nella quale sta crescendo.
    Mentre i suoi compagni di scuola si apprestano ad affrontare con entusiasmo l’arrivo delle vacanze di Natale, Simone si aggrappa come può ai brandelli di una vita che cambia in fretta e che lo costringe a guardare in faccia la realtà. Una realtà dove sua madre sembra mettere al primo posto le proprie esigenze e dove suo padre si rivela troppo spesso insensibile e cocciuto. Quando la madre lascia il marito e porta il figlio a vivere con Michael, Simone si ritrova in una dimensione ambigua, inadatta a un bambino, perfino pericolosa. Poi l’arrivo del fratello di Michael innesca una serie di eventi che fanno precipitare le cose...

    Massimo Padua

    Massimo Padua è nato a Ravenna nel 1972. Ha pubblicato i romanzi La luce blu delle margherite (Fernandel, 2005 - Premio Opera Prima Città di Ravenna), L’eco delle conchiglie di vetro (Bacchilega, 2008 - Premio Tammorra d’argento), L’ipotetica assenza delle ombre (Voras, 2009 - Premio Perelà), A un passo dalla luna piena (Fernandel, 2014), e la raccolta di racconti Si sta facendo buio (Voras, 2009). È presente in diverse antologie, tra le quali Racconti nella rete (Nottetempo, 2008) e Io mi ricordo (Einaudi, 2009).


    Rassegna stampa
  • «Dare voce a chi non ne ha, al più piccolo, al bambino, ad un figlio» (Stefania De Angelis, «Bio», giugno 2014)

  • «Ricordi e paure di un bambino». Intervista a Massimo Padua (Egidio Checcoli, «Gentes», luglio 2014)

  • «Crisi familiari e illusioni nello sguardo di un bambino» (Vania Rivalta, «Il Corriere di Romagna», 27 agosto 2014)

  • «Un racconto delicato e profondo tanto da sembrare autobiografico (Federica Ferruzzi, «SetteSere Qui», 5 settembre 2014)

  • Massimo Padua legge il suo romanzo durante la presentazione alla Festa dell'Unità di Ravenna, 6 settembre 2014
  • «Padua è bravo, delinea e poi sfuma. Decidere di tornare bambino deve essergli costato, chissà. Noi gli rendiamo atto del risultato, e vi invitiamo a seguirlo» (Marina Bisogno, «Satisfiction», 9 settembre 2014)

  • Marilù Oliva lo recensisce su libroguerriero.com (9 ottobre 2014)

  • Recensione e intervista a Massimo Padua (Michela Leggeri, «La Piazza», 9 ottobre 2014)

  • «Libro perfetto per un adolescente, ma adatto a tutte le età, con il suo linguaggio scabro ed essenziale» (Stefano Fornaro, Sulromanzo.it, 16 ottobre 2014)

  • «Una storia di rara grazia e leggiadria» (Gabriele Ottaviani, mangialibri.com, 4 novembre 2014)

  • «Massimo Padua apre la seconda edizione di Librando al Tribeca Lounge Cafè» (Ravenna Notizie, 12 novembre 2014)

  • «Se una storia tanto comune riesce a tener viva l'attenzione per duecento pagine, significa che è ben scritta» (Margi de Filpo, «Leggere:tutti», gennaio 2015)

  • «Una sensibilità fuori dal comune per raccontare la perdita dell'innocenza» (Gianluigi Bodi, senzaudio.it, 30 aprile 2015)


  • I libri di Massimo Padua pubblicati da Fernandel
    €14,00
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    Vittorio Morelli, Repubblicani a Classe Fuori (1944-1956)

    Dal contributo al salvataggio della basilica di Sant’Apollinare alle iniziative sociali dell’immediato dopoguerra



    Repubblicani a Classe Fuori
    Pagine: 80
    Isbn: 9788898605095
    Formato: cm 14 × 20
    Collana: Fernandel Scientifica
    Data di pubblicazione: aprile 2014



    A settant’anni dalla liberazione di Ravenna la memoria della guerra non cessa di suscitare interesse, suggestioni e riflessioni, spesso riferibili a quelle ricerche che svelano drammi, esperienze e vissuti inediti delle popolazioni locali. È il caso di questo libro che aggiunge contributi originali ai fatti già noti che riguardano il salvataggio della basilica di Sant’Apollinare in Classe, sottolineando l’apporto rilevante fornito da patrioti di fede repubblicana di matrice mazziniana. Sono quegli stessi patrioti che nell’immediato dopoguerra si attiveranno per la rinascita politica, sociale e culturale del paese, e per garantire la messa in opera di istituzioni democratiche dopo la dolorosa vicenda del fascismo. Venne infatti in primo luogo ricostituita, il 9 febbraio 1945, la sezione del Partito Repubblicano di Classe, quindi la costituzione di cooperative di Cultura e Lavoro, a mostrare, nella crescente partecipazione, momenti di impegno materiale e sociale comunitario. Vi emerge, in particolare, il ruolo della Cooperativa Antonio Fratti di Classe, ancor oggi attiva, che ha costituito uno spazio di riferimento importante per la comunità locale.
    Presentazione di Sauro Mattarelli



     La casa della Cooperativa Antonio Fratti e della sezione Antonio Fratti del Partito Repubblicano al tempo dell'inaugurazione, 1956

    Vittorio Morelli, nato a Ravenna nel 1937, è vissuto a Classe fino al 1963. Ha lavorato in qualità di tecnico di impianti petrolchimici a Ravenna, Ferrara e Porto Torres. A Sassari, dove ora risiede, nel 1978 si è laureato in Scienze politiche e ha coltivato nel tempo impegno, interessi e studi in ambito politico sociale.

    €10,00

    Andrea Malabaila, La parte sbagliata del paradiso


    La parte sbagliata del paradiso

    Radio e TV


  • Andrea Malabaila a Radio Popolare Roma (26 aprile 2014)

  • Pagine: 176
    Isbn: 9788898605040
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: marzo 2014
    Leggi come inizia

    La strada del paradiso è lastricata di sogni e di false illusioni


    Quando Ivan conosce Valentina, la splendida e viziata figlia del suo capo, è soltanto un giovane operaio che lavora in un’azienda metalmeccanica. Lui, che nella vita si è sempre accontentato, decide di darsi da fare per conquistarla e trova un’idea commerciale che presto si rivelerà vincente. Ma Valentina è impegnata, lontana e soprattutto piena di blocchi emotivi.
    Dopo un lungo tira e molla i due iniziano una relazione, e per Ivan (che Valentina ribattezza “Ivano”, un nome meno politicizzato e che per lei significa possesso e appartenenza al gruppo) comincia una nuova vita, in cui l’entusiasmo della ragazza lo trascina in un’esistenza fatta di eccessi. Mentre tutti si sacrificano per far fronte alla crisi, loro continuano a vivere una festa che sembra senza fine, anche se alla lunga i problemi economici si faranno insostenibili... Sono trascorsi dieci anni dal loro primo incontro, e Ivano sta per essere scacciato dal paradiso che si era illuso di conquistare.

     Andrea Malabaila sfoggia orgoglioso la maglia Fernandel alla fiera del libro di Torino

    Andrea Malabaila è nato a Torino nel 1977. Ha pubblicato i romanzi Quelli di Goldrake (Di Salvo, 2000), Bambole cattive a Green Park (Marsilio, 2003), L’amore ci farà a pezzi (Azimut, 2009), Revolver (BookSalad, 2013), la raccolta Chi ha ucciso Bambi (Historica, 2011), i racconti lunghi Torino è un riccio (Historica, 2012) e Latte chimico (Il Foglio, 2013). Ha fondato e dirige la casa editrice Las Vegas.

    Come inizia

    Tutte le storie sono storie di amori infelici. Ivan Costamagna non aveva un amore né una storia da raccontare, e a suo modo poteva dire di essere felice.
    Erano le quattro e trenta spaccate quando premette i due pulsanti e tirò la leva dell’interruttore per spegnere il tornio a controllo numerico. Era un rito che ripeteva ogni giorno e sempre alla stessa ora, senza sgarrare di un minuto. Ma dire che Ivan era un abitudinario sarebbe fargli un torto: semplicemente era uno che andava di fretta. Non aveva tempo da sperperare, perché non era nato ricco e aveva imparato presto il senso del sacrificio: il suo si compiva dal lunedì al venerdì in un capannone industriale. Ivan si alzava alle sette, alle otto era al lavoro, alla mezza si fermava per la pausa pranzo e all’una ricominciava. Non capiva quei suoi colleghi che cincischiavano davanti alla macchinetta del caffè o si perdevano in interminabili straordinari. La vita era là fuori.
    Si avviò verso lo spogliatoio e sfilò davanti agli operai più anziani che non lo degnarono di uno sguardo. A nessuno di loro era chiaro cosa gli passasse nella testa. Non era una questione di età: alla Regis Metallia si entrava a lavorare da ragazzini, e tutti erano stati più giovani di lui. Piuttosto era una questione di mentalità: per loro la Regis Metallia era diventata la vera casa e tutto ciò che c’era fuori da lì aveva una forma indefinita e poco affascinante. Si viveva per l’azienda più che per una famiglia che si conosceva appena. Le serate erano sempre troppo lunghe. I sabati e le domeniche facevano paura. Poi per fortuna arrivava il lunedì mattina, e quel cartello all’uscita 8 della tangenziale – REGIS METALLIA – regalava un senso di sollievo. Ecco che la respirazione poteva tornare regolare, come dopo un incubo troppo vivido.
    Ivan era il loro esatto opposto. Per lui lo spogliatoio era il limbo prima del paradiso che ritrovava ogni giorno uscito di lì. Un paradiso povero, forse, ma che profumava di aria fresca e libertà.
    Senza neanche sedersi si tolse le scarpe antinfortunistiche e la tuta macchiata di grasso, e pensò che sarebbe andato a farsi una corsa al Valentino. Aveva bisogno di ripulire i polmoni che ormai sospettava sapessero di ferro e olio industriale. Si diede una spazzolata veloce per togliere quei pezzi di truciolo che poi a casa trovava ovunque, fino nelle mutande. Si guardò un attimo allo specchio e fu felice di constatare che quantomeno l’aspetto esteriore non era stato ancora intaccato. Quello che vedeva – o intravedeva, dal momento che lo specchio era piuttosto sporco – era un ragazzo di venticinque anni, atletico, pieno di vita e ricco di potenzialità.

    Rassegna stampa



     Andrea Malabaila firma copie del suo libro dopo la presentazione alla Feltrinelli di Torino
  • «Magnifica fotografia dell’Italia, del sentimento giovanile e della società instabile che tutti noi conosciamo» (Carlo D'Alonzo, "Rivista!una specie", 4 aprile 2014)

  • «Il paradiso è questa fregatura che dura quanto un orgasmo?» (Andrea Borla, "Kult Underground", 22 maggio 2014)

  • «Cosa c'è di male nel desiderare che la vita sia un party che non finisce mai?» (Francesca Fimiani, «ExtraTorino», maggio 2014)

  • Recensione di Fabio Striani su «Rumore» (giugno 2014)


  • «L’amore, la fabbrica e la società del giovane Ivan» (Dario De Vecchis, Resoconto della presentazione al circolo Letture Corsare di Borgaro Torinese, 30 maggio 2014)

  • «Storia di un amore impossibile sbocciato nella provincia meccanica torinese» (Recensione di Lorenzo Coppolino su Mangialibri.com, 14 luglio 2014)

  • «Crescere, maturare, fare i conti con i sogni che non si realizzano» (Recensione di Sara Minervini in "Sul romanzo", 19 luglio 2014)

  • «Un racconto scorrevole, delicato e profondo come solo le storie più semplici riescono ad essere» (Recensione di Margi De Filpo su «Leggere:tutti», settembre 2014)

  • «Uno scrittore che non dimentica mai il garbo, che non rinuncia alla buona educazione. Questa scelta colora di composta malinconia anche i momenti più aspri, e tiene il romanzo lontano dal rischio dell’enfasi» (Recensione di Claudio Morandini su ombrelarve.blogspot.it, 10 ottobre 2014)

  • «Una lotta di classe nascosta tra le pieghe dell’amore» (Recensione di Gianluigi Bodi su senzaudio.it, 28 ottobre 2014)

  • «Una storia lineare, semplice, ma allo stesso tempo accattivante» (Antonino Genovese, cultureggiando.it, 7 giugno 2017)

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    Strade

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi
    Strade
    Pagine: 156
    Isbn: 9788898605071
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: marzo 2014
    Leggi le prime pagine



    «Quante strade deve percorrere un uomo prima di essere chiamato uomo?»

    Q uesta è la domanda che si faceva Bob Dylan più di cinquant’anni fa. Prima che i Rolling Stones mandassero un povero ragazzo a combattere in strada, o che la cultura hip-hop attribuisse alla strada il senso di un territorio da difendere e al quale richiamarsi come garanzia di autenticità. La strada, il percorso che collega due luoghi, ha suggestionato un numero enorme di scrittori: dai viaggi da una costa all’altra di Kerouac all’agghiacciante percorso di padre e figlio descritto da Cormac McCarthy, passando per tutte le strade magiche e fatate dei romanzi fantasy, da attraversare per giungere alla meta. Ma anche la strada intesa come percorso di vita, con decisioni da prendere a ogni crocevia.
    Sul tema delle strade si sono cimentati ventuno esordienti, che hanno partecipato al corso di scrittura creativa di secondo livello organizzato dall’associazione culturale bolognese Canto 31 e condotto da Gianluca Morozzi presso la storica libreria Feltrinelli di piazza Ravegnana.

    Gli autori, le autrici:

    Flavio Alfieri, Elena Bitelli, Francesca Bruschi, Sara Bugli, Paolo Capponi, Damiano Cavalieri, Angelica De Palo, Gianluca Fortini, Carlo Gnolfi, Claudia Grande, Elisabetta Groppo, Nicola Longhi, Andrea Lucarini, Luca Malaguti, Alfonso Posillipo, Rossella Romeo, Silvia Rossi, Federica Rubini, Virginia Salomoni, Daniele Schvili, Andrea Simone.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €13,00

    Un buon motivo per restare

    Laboratorio di scrittura Raccontare Ravenna

    Un buon motivo per restare
    Pagine: 120
    Isbn: 9788898605033
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: marzo 2014
    Leggi come inizia



    Le vite di due giovani donne si intrecciano fra i banchi di scuola. Costanza, insegnante di lettere, si è trasferita da Procida per inseguire un posto di lavoro meno precario, mentre Marta è una ragazza un po’ snob, allergica a tutto quello che c’è oltre le mura del centro storico.
    Fra compiti e interrogazioni, un amore inconsapevole per il suo miglior amico e la sorella fidanzata con un ragazzo di campagna che proprio non le piace, Marta si troverà coinvolta in un equivoco che avrà conseguenze inaspettate.
    Costanza invece affronta ogni giornata lottando contro la nostalgia della sua isola, talmente forte da non permetterle di vedere tutte le opportunità che Ravenna può offrire. Ma alla fine scoprirà che c’è comunque un buon motivo per restare...
    Il romanzo collettivo Un buon motivo per restare è il frutto dell'edizione 2013 del laboratorio di scrittura Raccontare Ravenna.
    Illustrazione di copertina di Carlotta Santini. Elaborazione grafica di Gaspare De Pascali.

    Gli autori: Filippo Caroli, Elisa Ghizzardi, Virginia Irali e Carlotta Santini.


    Rassegna stampa

    «Storia di integrazione e accoglienza nel libro scritto a otto mani» (Stefano Pece, «Il Resto del Carlino», 14 giugno 2014)

    end faq

     I sei romanzi collettivi pubblicati dal 2008 al 2014 grazie al laboratorio di scrittura "Raccontare Ravenna"

    €12,00

    Matteo Ferrario, Buia


    Buia
    Pagine: 128
    Isbn: 9788895865997
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: gennaio 2014
    Leggi le prime pagine


    «Il caso nasconde spesso il volto del destino...»

    Buia è nata per errore, al punto che il suo stesso nome è il frutto di uno scambio accidentale di consonanti compiuto il giorno della registrazione all’ufficio anagrafe, in un piccolo comune dell’hinterland milanese. Il narratore, un timido coetaneo che a differenza di Buia è stato fortemente voluto e deve confrontarsi con le grandi aspettative dei genitori, la incontra sui banchi di scuola e subito se ne innamora. Le loro strade si separano quando la famiglia di lui decide di mandarlo in un collegio privato. Da allora, le uniche notizie che gli arrivano su Buia sono le voci di paese dopo una notte drammatica, i cui fatti finiscono sulle pagine della cronaca locale: diventata una ribelle, la ragazzina viene addirittura indicata come la principale responsabile di un incidente in cui il padre rischia di perdere la vita. I due protagonisti si ritrovano, ancora una volta in modo fortuito, alle soglie dei trent’anni. Lui ha un futuro già tracciato nell’azienda di famiglia e una relazione destinata a breve a sfociare in un matrimonio. Lei è una guardia giurata che conduce una vita indipendente e solitaria, senza legami, con un segreto che non è ancora riuscita a condividere con nessuno...

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    Franco Poggiali - Luigi Barone, Rotta verso l'ignoto



    Rotta verso l'ignoto

    Radio e TV


  • Il momento della premiazione al concorso "Città di Cattolica" (12 aprile 2014)

  • Pagine: 168
    Isbn: 9788898605019
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: gennaio 2014




    Premio speciale della giuria all’edizione 2014 del concorso letterario "Città di Cattolica"


    Siamo alla fine degli anni Settanta: la motonave “Milady” è in partenza dal porto di Ravenna alla volta di Dakar con un carico di riso in sacchi. La nave, dopo uno scalo tecnico a Brindisi, naviga verso il porto di destinazione, ma in mare aperto si trova inaspettatamente ad affrontare un evento inspiegabile che coinvolge un marinaio e che metterà in dubbio le convinzioni di tutti i membri dell’equipaggio...

     Luigi Barone e Franco Poggiali con la targa ricevuta al premio Cattolica
    Franco Poggiali è nato a Ravenna nel 1956. Da oltre trent’anni è amministratore di un’agenzia marittima. Da sempre grande collezionista e appassionato d’arte e d’antiquariato nelle sue più svariate forme – dalla pittura alla scultura, dai documenti antichi alle cartoline – con speciale indirizzo per i documenti e i libri a tematica ravennate. Nel 2002 esce il suo primo libro fotografico, in collaborazione con Gianantonio Tassinari, Porte e portoni, finestre e finestrini fra Ravenna e Forlì (Walberti) sui casali della campagna ravennate. Nel 2006 pubblica in collaborazione con Bianca Rosa Bellomo Una cartolina una storia (Nuova S1).
    Luigi Barone è nato a Milano nel 1963 e lavora in polizia locale. Da sempre vicino al mondo dello sport e dell’infanzia, ha collaborato con la protezione civile e come corrispondente giornalistico. Fin da giovane si è avvicinato alla ricerca ufologica, entrando nel 1998 nel Centro Ufologico Nazionale, dove ha ricoperto diverse cariche. Appassionato di mare e di marineria, nel 2007 incontra Franco Poggiali, con il quale instaura un rapporto di profonda amicizia, che si concretizza nell’idea di scrivere un romanzo a quattro mani ambientato su una nave. Nasce così Rotta verso l’ignoto.

    Rassegna stampa
  • «Un libro che si lascia leggere con piacere e attenzione, sempre in attesa del colpo di scena che non si farà attendere» (Flavio Malaspina, orasenzombra.com, gennaio 2014)

  • Segnalazione sulla rivista «Porto di Ravenna» (febbraio 2014)

  • Segnalazione del premio sulla rivista «Porto di Ravenna» (aprile 2014)

  • Intervista a Franco Poggiali e segnalazione del libro su «Settesere Qui» (8 agosto 2014)

  • «L'incertezza della navigazione diventa metafora del vivere» (Fabio Fiori, «Corriere di Romagna», 15 dicembre 2014)

  • I libri di Franco Poggiali pubblicati da Fernandel:
    • Rotta verso l'ignoto
    • La sedia nell'acqua
    • €15,00

    Insonnia

    a cura dell'Associazione culturale
    in collaborazione con Gianluca Morozzi
    Insonnia
    Pagine: 132
    Isbn: 9788898605026
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: dicembre 2013
    Leggi le prime pagine



    «La notte è il momento migliore per scrivere…»

    L’insonnia: un fastidio passeggero per alcuni, un dramma per altri. La privazione forzata del sonno può essere fonte di angoscia e di tormento, ma anche una condizione abituale con cui bisogna imparare a convivere. Starsene stesi nel proprio letto con gli occhi sbarrati può portare a uno stato vicino al delirio, o può stimolare in modi insospettabili la creatività.
    Con il demone dell’insonnia si sono cimentati gli undici allievi del corso di scrittura creativa di secondo livello, organizzato dall’associazione culturale bolognese Canto 31 e tenuto dallo scrittore Gianluca Morozzi presso la libreria Ubik di Bologna. Ognuno degli autori si è cimentato col tema in assoluta libertà: in quest’antologia troverete racconti orrorifici e altri più leggeri, strane creature della notte e scherzi telefonici antelucani, conversazioni inconcludenti e uomini nati senza il dono del sonno, incubi a occhi aperti e allucinazioni forzate, reality show in cui non dormire è obbligatorio e lavori che ti tengono sveglio la notte a studiare la più strana umanità.

    Gli autori, le autrici:

    Elvira Antinozzi, Simona Betti, Charlie, Catia Cicchetti, Maria Antonietta Fuiano, Massimiliano Govoni, Enrico Losso, Lorenza Malaguti, Leonardo Milintenda, Elisabetta Rizzo, Nicola Scacchetti.

    I libri di Canto 31 pubblicati da Fernandel:
    €12,00

    Luca Saltini, Il demolitore di camper


    Il demolitore di camper

    Radio e TV


  • Intervista a Radio Lab di Catania (17 gennaio 2014)

  • Pagine: 192
    Isbn: 9788895865959
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 13 novembre 2013
    Leggi come inizia



    Non esistono cure efficaci contro il divorzio, soltanto lenitivi. Quando i rapporti con la moglie diventano impossibili, Dino Bardi trova sollievo nel distruggere un camper a suon di mazzate, dato che ci sono di mezzo anche due bambini piccoli. Per lui, padre non affidatario, dopo la separazione riuscire a vederli diventa difficilissimo, oltre la selva di ostacoli di legge che si frappongono quando la relazione tra gli adulti si interrompe. Dino poi è un personaggio sopra le righe, che agisce sempre di pancia, e che si caccia in avventure assurde per aggirare divieti e norme che gli impediscono di stare coi figli. Mette in piedi sotterfugi, si infiltra, si traveste. Per questo gli serve un complice, Michele, uno scrittore per l’infanzia che vive con la nonna di novantasette anni. I due finiscono quasi sempre in situazioni da cui non sanno uscire. Per fortuna su di loro vigila la vecchietta, in grado di tenere testa a chiunque, alla furia di Dino, agli argomenti dei giudici e alle accuse della polizia. Sarà lei a condurre il demolitore di camper su una strada sicura, che gli consentirà di mantenere un bel rapporto coi figli.
    Una storia quasi vera, e che, nonostante tutto, finisce bene.

    Vincitore della Terza edizione del Premio Letterario Grotte della Gurfa – autori di Narrativa Under 40 – Alia (Palermo)


     Luca Saltini vincitore della terza edizione del premio letterario Grotte della Gurfa

    Luca Saltini vive a Lugano, in Svizzera, dove si occupa di ricerca storica. Per quasi un decennio ha lavorato nell’università, pubblicando come autore o curatore molti volumi e articoli scientifici dedicati alla storia o alla cultura del Novecento. Il suo libro Il viaggiatore della parola (Le Ricerche, 2007) ha vinto il premio letterario internazionale Cesare Angelini. Come autore per l’infanzia ha pubblicato in rivista oltre duecentocinquanta racconti.

    Come inizia

    La vita è come una tavola apparecchiata e noi siamo i commensali; qualcuno sorseggia del vino, assapora poche portate, altri affondano le mani in ogni vassoio con il terrore di non riuscire ad assaggiare tutto prima dell’arrivo dei camerieri. Fanno un gran fracasso e sono i più infelici.
    Pensavo a queste cose in piedi davanti alla finestra, con un barattolo di yogurt al lampone tra le dita e un cucchiaino ricolmo che non mi decidevo ad infilare in bocca. Dino Bardi, il mio vicino di casa, era sceso in giardino e si stava dirigendo verso una coppia di turisti francesi che avevano parcheggiato il loro furgone Volkswagen adattato a camper nel terreno adiacente alle nostre proprietà. Il comune aveva messo un divieto di sosta, ma ai campeggiatori piaceva quel punto e noi li tolleravamo. In fondo, perché non essere ospitali con gente di passaggio? Quei francesi però ci stavano ammorbando da due giorni con una musica zen al limite della sopportazione e con soffocanti volute di incenso. La donna poi aveva l’abitudine di girare nuda; fosse stata una bella ragazza, Dino mi avrebbe staccato un braccio se avessi osato ostacolarla, ma questa era davvero brutta: un magma indefinito di cellulite ostentata con la spudoratezza di una vecchia figlia dei fiori. Mia nonna di novantasette anni, ormai corta di vista, pensava che indossasse una tunica, tanto erano confuse le sue forme. Mi aveva già mandato a parlamentare con loro almeno tre volte, ma non avevo ottenuto molta attenzione, anzi, non ne avevo ottenuta per niente. Li avevo invitati ad abbassare la musica e loro avevano finto di non sentirmi, o forse non mi avevano sentito davvero, sdraiati sopra le stuoie e persi nel nirvana del fumo che aspiravano da uno sgangherato narghilè. La donna, mostrando le sue tette ombelicali, mi aveva 6 allungato il bocchino per invitarmi a restare con loro e io ero fuggito, non so se respinto dal puzzo dell’erba o dalla nudità della francese.
    Mi chiedevo cosa sperasse di ottenere Dino da gente del genere, ma quando notai cosa teneva tra le mani, fui certo che sarebbe riuscito dove io avevo fallito.
    Raggiunse il prato con passo tranquillo, puntando il furgone dei turisti. I due lo osservavano languidamente dalle stuoie, divertiti all’idea di prendersi gioco della sua rabbia con la loro indifferenza. I volti si incresparono in un’espressione strafottente, forse riecheggiando il passato glorioso del ’68; erano ancora due giovani che manifestavano contro il potere ostile, due rivoluzionari che lottavano contro l’egoismo della borghesia; il nostro prato si era trasformato in un’aula universitaria da occupare, uno spazio in cui rivendicare la libertà con la resistenza passiva, senza riconoscere l’autorità di nessuno. Venisse pure l’ennesimo fascista a chiedere di abbassare la radio! Avrebbero saputo come accoglierlo!
    La loro sicumera divenne stupore quando Dino li sfiorò senza degnarli di uno sguardo, calpestando malamente le stuoie. In un istante persero la flemma che li contraddistingueva e si misero a seguire i movimenti dell’intruso. Poi il narghilè rotolò su un fianco gorgogliando, mentre un urlo stridulo rompeva l’aria.
    Sussultai per lo spavento, facendo cadere il cucchiaino nello yogurt. Contemporaneamente mia nonna sollevò il busto dallo schienale della poltrona per cercare di cogliere ciò che stava accadendo. Il suo volto si contrasse in una smorfia indignata: «Quei cafoni alzano ancora il volume!»
    Poi si girò verso di me, incenerendomi con lo sguardo: «E tu non hai un po’ di dignità? Cosa aspetti a difendere tua nonna da questi strapazzi?»
    Smise di parlare e si lasciò cadere sulla poltrona come se dovesse morire sul palcoscenico. In effetti, morire era una cosa di cui andava pazza; lo faceva sempre quando secondo lei non ero all’altezza della situazione, cioè almeno cinque o sei volte al giorno. Di solito aveva degli attacchi di cuore, o dei semplici mancamenti. Mi avvicinai prendendole una mano, ma senza staccare gli occhi dalla finestra.
    «Non preoccuparti nonna, presto spegneranno la radio».

    Rassegna stampa
    «Una sorta di genio della truffa che mescola carisma, faccia tosta e presenza di spirito» Gilberto Isella su «Giornale del Popolo» (8 marzo 2014)


    I libri di Luca Saltini pubblicati da Fernandel:
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    Francesco Savio, Il silenzio della felicità


    Il silenzio della felicità

    Radio e TV


  • Intervista a Radio 3 Fahrenheit (2 ottobre 2013)

  • Intervista a Radio Onda d'Urto di Brescia (28 ottobre 2013)

  • Pagine: 120
    Isbn: 9788895865898
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 15 settembre 2013
    Leggi come inizia


    «Da quanto tempo avevo cominciato ad accorgermi più di frequente della mia infelicità che della mia felicità?»


    Questa è la storia del viaggio disincantato e solitario di un giovane sognatore alla ricerca del silenzio. Amante delle lunghe passeggiate, ispirato da Robert Walser e Jean-Jacques Rousseau, Martino trascorre il suo tempo camminando sulle colline intorno alla città in cui vive e cercando di sfuggire al suo inesorabile nemico, il rumore. Trova parziale sollievo nel buio di un cinema, guardando i film dell’amato Truffaut. Ma il rumore è ovunque e, nel tentativo di contrastare i suoni disturbanti della nostra vita quotidiana, Martino comincia a catalogarli in tabelle.
    È l’incontro con Blanca, una ragazza catalana che da tempo sta classificando le nuvole in base al variare delle loro forme, a donargli un po’ di leggerezza. I due intraprendono un rapporto costante e frammentario, che porta Martino a credere che si celi un messaggio di speranza nel loro moderno vagabondare lungo le strade di una città molto reale e allo stesso tempo immaginaria. Forse il cammino non è sempre inutile. Forse l’incanto non è poi così lontano.

     Francesco Savio

    Francesco Savio è nato a Brescia il 25 dicembre del 1974 e vive a Milano. Lavora per le Librerie Feltrinelli e collabora come lettore della narrativa italiana per Giangiacomo Feltrinelli editore. Il suo primo romanzo, Mio padre era bellissimo (Italic peQuod, 2009), è stato tradotto in Francia (Mon père était très beau, Le dilettante 2012). Con Antonio Gurrado ha inoltre pubblicato Anticipi, posticipi (Italic peQuod, 2011).

    Come inizia

    Da tempo ero poco felice della mia vita, anche se a dire il vero non era sempre così. A volte anzi riflettevo che questa storia della felicità e dell’infelicità era solamente una questione di sottolineature. E a me, quando ci pensavo con esattezza, accadeva di soffermarmi sull’infelicità più di quanto non facessi con la felicità, e di ritenermi a torto un uomo infelice solo perché dell’infelicità mi ricordavo sempre con rammarico, mentre la felicità la facevo scorrere via come se fosse una cosa normale. Diciamo che ero un uomo in bilico sul cornicione del proprio stato d’animo, che guarda il meno possibile giù di sotto.
    Era uno dei sogni che facevo più spesso, quello del cornicione. Un sogno banale, che un bravo psicologo avrebbe scomposto e ricostruito seguendo simboli e transfert probabilmente già al primo colpo, o al massimo al secondo, se quel pomeriggio per caso non fosse stato in gran forma, magari annebbiato da un pranzo troppo lungo al ristorante scelto con accortezza dagli psicologi per le loro pause di lavoro. E anch’io mi sentivo un uomo banale in fondo, in grado di generare solamente sogni banali. Un giorno però, mi capitava qualche volta di pensare, avrei voluto sorprendere il mio psicoterapeuta con un sogno totalmente inventato e a dir poco stupefacente. Un sogno contorto, con ripetuti e sofisticati richiami artistici e letterari. Un sogno che avrebbe spiazzato lo strizzacervelli a corto di cultura generale, costringendolo, per conservare intatta la propria indiscutibile professionalità, a un ridicolo e disperato arrampicarsi sugli specchi, o a qualche orribile menzogna, pur di non ammettere che, almeno quella volta, non l’aveva capito.
    Il sogno che facevo era questo. Io sul cornicione, sentendomi il protagonista di un film americano degli anni quaranta, senza sapere come c’ero finito, forse per guardare meglio le nuvole. Uno di quei film registrati in una sola settimana, come Detour di Edgar G. Ulmer ad esempio, dove il principale talento del regista è quello di inventarsi con mezzi di fortuna soluzioni inaspettate per riuscire a catturare l’attenzione dello spettatore che, altrimenti, se ne sarebbe uscito dal cinema annoiato senza attendere la fine. Mi sentivo il protagonista di uno di questi film, che veniva ancora visto, più di sessant’anni dopo, in una di quelle notti in cui il sonno non era stato capace di convincere fino in fondo gli spettatori, facendosi battere dalla programmazione televisiva di una rete che, come al solito, forniva le cose migliori nel momento in cui la maggioranza degli individui aveva l’invidiabile abitudine di dormire.

    Rassegna stampa
    «Un romanzo che fa il suo dovere». Recensione di Giorgio Caruso su «Repubblica Sera» (31 ottobre 2013)


  • Anticipazione su «BresciaOggi» (31 agosto 2013)

  • «La felicità e il suo silenzio» (Recensione su «Internazionale», 25 ottobre 2013)

  • «Un delicato e intimo romanzo esistenzialista» (Recensione di Raffaello Ferrante su Mangialibri.com, 28 ottobre 2013)

  • Il fumetto di Marco Rufus Petrella dedicato al Silenzio della felicità («L'Unità», 31 ottobre 2013)

  • «Un ragazzo triste che aspira alla santità ed è ossessionato dai rumori» (Recensione su «Il Fatto Quotidiano», 9 novembre 2013)

  • «Una storia sospesa, labirintica, dolce senza essere sdolcinata» (Carlo Martinelli, «Trentino», 11 novembre 2013)

  • «Che rumore fa la felicità?» (Marco Combi, Finzioni Magazine.it, 2 dicembre 2013)

  • «Il prototipo del sognatore» (Valentina Pitzanti, "Rivista! una specie", 18 aprile 2014)

  • €12,00
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    Spigolando ad arte, a cura di Serena Simoni

    Ricerche di storia dell’arte nel territorio ravennate

    Spigolando ad arte
    Pagine: 162
    Formato: cm 15 × 21
    Isbn: 9788895865980
    Collana: Fernandel Scientifica
    Data di pubblicazione: 1 luglio 2013

    Clicca per scaricare gratuitamente il volume in formato pdf




    Il progetto di questo libro è nato dall’idea di divulgare studi e notizie del tutto inedite su dipinti, sculture e architetture di Ravenna e della sua provincia, comprese fra il Medioevo e il Novecento. Già usciti sotto forma di articoli brevi sul periodico locale «Ravenna&Dintorni» fra il 2009 e il 2010, vengono raccolti in questo libro con l’integrazione di note, apparati e un numero più ampio di immagini. Alla realizzazione del testo hanno partecipato Daniele Carnoli, Fulvia Fabbi, Elisa Garavini, Giovanni Gardini, Daniele Leoni, Fabio Massaccesi, Paola Novara, Simonetta Nicolini, Serena Simoni e Filippo Trerè, storici e storiche dell’arte legati per vita, studi e interessi al territorio romagnolo.



    €12,00

    Andrea Fiorenza, L'elefante nel salotto


    L'elefante nel salotto

    Radio e TV


  • Intervista al TG5, nella rubrica "La lettura" (9 luglio 2013)

  • Pagine: 128
    Isbn: 9788895865850
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 17 aprile 2013
    Leggi come inizia


    «La felicità non si costruisce in coppia, l'infelicità forse sì»


    È una vita in bilico quella di Tommi, diciassettenne bolognese, e dei suoi amici: cinque piccoli Bukowski dediti a uno stile di vita orgogliosamente irregolare. Spaventati dalle responsabilità, vivono sospesi tra l’insofferenza nei confronti della vita scolastica e la fantasia sfrenata dei sogni tossici, dove tutto sembra a portata di mano. Mai sazi di emozioni forti, il loro tempo scivola lento e vuoto fra scorribande alcoliche e piani improbabili di spaccio, alla ricerca della prossima vittima.
    Ma un giorno a rompere l’equilibrio del gruppo arriva Francesca. Tommi la vede sul telefonino di Giò Giò, una foto che la sorprende nuda, scattata dal suo ex. Un ingresso non certo da signora. Lui però non è da meno perché, con la sua solita delicatezza da elefante, la prima volta che la incontra vomita come una fontana. Nonostante tutto, per una ragione che Tommi non comprende, Francesca sembra conoscerlo, è sicura che sia diverso dagli altri del gruppo, ed è decisa a non lasciarlo solo... Un romanzo mesto e solido, d’impianto realistico, in cui adolescenza e autodistruzione danzano insieme.

    Secondo classificato al premio letterario "Giovane Holden" 2014


     Andrea Fiorenza

    Andrea Fiorenza ha pubblicato: Bambini e ragazzi difficili (Ponte alle Grazie, 2000); Come rovinare la vita ai propri genitori (Pendragon, 2004); Ansia. 99 stratagemmi per liberarsene rapidamente (Rizzoli, 2006); Quando l’amore non basta (Rizzoli, 2008).
    L'elefante nel salotto è il suo primo romanzo.

    Come inizia

    La felicità non la costruisci in coppia, l’infelicità forse sì.
    Mio padre e mia madre ne avrebbero di cose da dire su questo, hai voglia. Tutti e due scontenti, ma per ragioni diverse; di riuscire a consolarsi l’un l’altro non se ne parla più da un bel pezzo.
    Ieri sera ne hanno tirata fuori un’altra. Ero seduto sulla poltrona quando mia madre ha detto a mio padre che voleva la separazione. Stava finendo di mettere la cena in tavola e aveva buttato lì la cosa forzando il volume della voce, come se tutti i suoi pensieri fino ad allora avessero a che fare con quell’idea.
    «Oh!» Aveva esclamato alla fine.
    Poi si era avvicinata alla finestra, attaccando il naso al vetro, e si era messa a guardare fuori stringendosi tra le braccia. Era già buio da un pezzo, a novembre le giornate sono veramente corte. Manco te ne accorgi.
    Mio padre mi aveva guardato con la testa piegata da un lato e aveva storto la bocca da una parte e dall’altra. Al mattino era stato dal dentista per mettersi a posto i denti, era un po’ che rimandava.
    «Perché?» Aveva chiesto.
    Perché fa questa domanda?, avevo pensato, mica ha tanto senso. Se stai camminando per strada e una macchina ti viene addosso, non vai certo a chiedere perché. Io almeno non lo farei, magari cercherei di capire se sono vivo o se sto morendo. Questo sì, caspita, magari muoverei le labbra per sentire se esce un suono. Mio padre però aveva chiesto perché, vallo a capire. E visto che mia madre non gli aveva risposto, forse anche lei aveva pensato che quella domanda era priva di senso. Allora lui aveva preso il telecomando e aveva cambiato canale. A lui piace confrontare le notizie dei telegiornali. Per un po’ ne è venuto fuori un mix di 6 roba, prima c’era uno che parlava di economia, non ho capito se le cose che diceva erano buone o cattive, e poi un altro raccontava di un industriale che era sparito, e la moglie e i figli chiedevano notizie in giro. Nessuno della famiglia piangeva o si disperava, come se parlassero di un dipendente scappato con la cassa. Il giornalista aveva fatto vedere una foto dello scomparso, un uomo con i capelli bianchi e il viso tondo, e un famigliare aveva detto che la foto era stata scattata a Santo Domingo l’inverno precedente, quando erano tutti lì per festeggiare il suo compleanno. C’era bisogno? Non saprei, ma mi viene da dire di no.


    Rassegna stampa
    «I nostri figli? Solo l'amore può salvarli» Intervista di Camilla Ghedini su «Il Resto del Carlino» (4 agosto 2013)


  • «Se qualcuno cerca la felicità nella coppia, o nella famiglia, è completamente fuori strada e rischia di finire al manicomio» (Intervista di Luigi Carrozzo su tornogiovedi.it, 13 giugno 2013. Il sito non è più online)

  • «Non sottovalutate la capacità di un elefante di nascondersi» (Recensione di Ramona Granato, 21 giugno 2013)

  • «Un libro che racconta il declino dell’istituzione della famiglia, o forse una nuova consapevolezza della stessa?» (Intervista all'autore su Psicologia Radio.it, 27 giugno 2013)

  • «Tommi, che uscì a riveder le stelle» (Recensione di Barbara Benini su Imagazine.it, 15 luglio 2013)

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    Vincenzo Di Michele, Pino Wilson. Vero capitano d'altri tempi

    La biografia ufficiale



    Pino Wilson. Vero capitano d'altri tempi
    Pagine: 176
    Isbn: 9788895865874
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: aprile 2013
    Leggi come inizia



    Dopo oltre trent’anni, Giuseppe Wilson racconta la sua storia


    La trafila nell’Internapoli con l’allenatore Vinicio; l’esordio in serie A con la Lazio di Lorenzo e le sue scaramanzie; il periodo della Nazionale italiana e alcuni aneddoti sui campionati del mondo del 1974 in Germania; lo scudetto conquistato con la Lazio nella gestione Maestrelli e le vittorie sul campo con quella squadra di scalmanati garibaldini; il ricordo del grande amico Giorgio Chinaglia; la morte di Tommaso Maestrelli; il dramma di Luciano Re Cecconi e l’uccisione all’Olimpico del tifoso laziale Vincenzo Paparelli nel derby Lazio-Roma del 28 ottobre 1979; il conseguimento della laurea in giurisprudenza; l’esperienza in America nel Cosmos, insieme a Pelé, Beckenbauer e Carlos Alberto. Giuseppe Wilson uscì di scena nel 1980 per via del calcio scommesse. Si autopunì: declinò l’incarico a direttore generale della Lazio e si allontanò dal mondo calcistico. Dopo un lungo silenzio, lo storico capitano della Lazio è ritornato in argomento rivedendo alcuni aspetti di quella triste vicenda che lo vide coinvolto. Infine la ripresa del suo feeling con il mondo biancoceleste grazie all’emittente RadioSei.

     Vincenzo Di Michele
    Vincenzo Di Michele (1962) già autore di La famiglia di fatto (un’analisi sulle temati­che della convivenza more uxorio); Io prigioniero in Russia (oltre 50.000 copie vendute, vincitore di premi alla memoria storica); Guidare oggi (un manuale di guida per le insolite problematiche stradali); Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso (una revisione dei fatti storici sulla prigionia del Duce a Campo Imperatore nel settembre 1943).

    Rassegna stampa
  • «Pino Wilson, quasi 400 presenze con la maglia della Lazio» (Recensione di Paolo Chichierchia su mondopallone.it (24 aprile 2013)

  • «Tu chiamale se vuoi, emozioni» (Recensione sul sito "La Lazio siamo noi.it", 7 maggio 2013)

  • «Wilson, un libro per raccontare gli anni d’oro» (Segnalazione sul sito Lazio.net, 7 maggio 2013)

  • «Una squadra che rimarrà per sempre negli annali del calcio italiano» (Recensione di Alessandro Staiti su MPNews.it, 10 maggio 2013)

  • Recensione di Vera Viselli su «IlmuroMag.it» (maggio 2013)

  • «Facevamo paura anche alla Juve» (Intervista a Pino Wilson su «Lazialità», giugno 2013)

  • Recensione di Lorenzo Costantini su «Il Periodico» (giugno 2013)

  • «The unlikely Italian hero» (due pagine di Chris Lloyd dedicate a Pino Wilson su «The Northern Echo», 14 giugno 2014)

  • La pagina di Televideo dedicata al libro (24 maggio 2016)


  • I libri di Vincenzo Di Michele pubblicati da Fernandel
    €12,00

    Gianluca Morozzi, Niente fiori per gli scrittori


    Niente fiori per gli scrittori

    Radio e TV


  • intervista a Radiophonica Perugia (8 aprile 2013)

  • Intervista di Flavia Piccinni a "Frequenze Corsare" (Rai Web Radio) (16 aprile 2013)

  • Pagine: 312
    Isbn: 9788895865867
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 20 marzo 2013
    Leggi come inizia



    «Quando sei mezzo balbuziente, con le gambe storte e un cazzetto che non supera i quattordici centimetri neanche a spingere il righello fin dentro la carne, puoi già scordarti di recitare Shakespeare, di giocare in serie A e di sfondare nel mondo del porno»


    L’esordio demenziale dei Despero quindicenni. Una strega mutante dei fumetti appassionata di giovani scrittori bolognesi. Un musicista che compone canzoni per Mina e per Mietta all’insaputa di Mina e di Mietta. Le investigazioni di nonno Graziani. La Monica di Monza. Il dramma di Willy il Coyote. Un immortale in autogrill. La Sposa Celeste e tante altre storie ancora.
    «Nel costruire la scaletta di Niente fiori per gli scrittori, il dj Morozzi ha pensato a un viaggio ricco di tappe e di suggestioni, per farsi conoscere meglio dal lettore, tra storie comiche, surreali, fantastiche, o con venature noir, in cui si inseriscono provocatoriamente cliché, stereotipi e un immaginario pop vastissimo, il tutto narrato sotto la luce malinconica dell’ironia». (Alberto Sebastiani, curatore del volume) Gianluca Morozzi

    Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Autore prolifico e estremamente generoso, per Fernandel ha pubblicato la sfilza di titoli che trovate più sotto. Di libri ne ha pubblicati quasi altrettanti per l'editore Guanda, a partire da Blackout (2004) e L'era del porco (2005).
    Anche se si considera il peggior chitarrista del mondo, suona e ha suonato in diverse cover band locali.
    Wikipedia gli dedica una voce piuttosto dettagliata.

    Un brano che rende l'atmosfera del libro

    «Scusa?» disse lei mordendosi il labbro.
    «Sì?» disse lui fumando una sigaretta.
    «Sei sicuro che…?» mormorò lei. «Sei uscito in tempo, vero?»
    «Uh?» bofonchiò lui mascherando il dubbio. «Certo, bimba, certo. Ora però devo scappare».
    E ancora una volta l’umanità scongiurò il rischio estinzione.

    Rassegna stampa
  • Dieci buoni motivi per NON leggere Niente fiori per gli scrittori. Anticipazione dello stesso Morozzi sul blog Tempoxme.it (13-03-2013)

  • «Lo scrittore bolognese pubblica con Fernandel i racconti degli esordi, ormai introvabili» Piero Di Domenico, «Corriere di Bologna» (19-03-2013)

  • «È l'anarchia il mio credo letterario» (Cesare Sughi, «Il Resto del Carlino», 02-04-2013)

  • Intervista-segnalazione sulla «Nuova Ferrara» (Samuele Govoni, 15 aprile 2013)

  • «Morozzi tira le somme della sua sterminata produzione letteraria» (Gianluca Mercadante, «La Stampa», 24-04-2013)

  • «Un viaggio indietro nel tempo per riscoprire il Morozzi che fu» (Elena Ferraris, «La Sesia», 26-04-2013)

  • Segnalazione su «Tutto Milano» (1-05-2013)

  • «Uno dei pochi scrittori italiani contemporanei fieramente pop. Per me il libro dell'anno» (Anita Magnani, osservatoriesterni.it)


  • I libri di Gianluca Morozzi pubblicati da Fernandel:

    I fumetti di Gianluca Morozzi pubblicati da Fernandel:
    €16,00
    SKU Gianluca_Morozzi_-_Niente_fiori_per_gli_scrittori

    €6,49
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    Andrea Pomella, La misura del danno


    La misura del danno

    Radio e TV


  • Video intervista al Fatto Quotidiano.it (19 gennaio 2013)

  • Intervista a Radio Città Futura (30 gennaio 2013)

  • Recensione a Rai Radio 2 Days (10 febbraio 2013)

  • Recensione di Mariano Sabatini a Idea Radio (27 marzo 2013)

  • Pagine: 144
    Isbn: 9788895865768
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 20 gennaio 2013
    Leggi come inizia



    Nella parabola del romanzo di Andrea Pomella il racconto di un ventennio cruciale per il nostro paese


    A trentacinque anni, la carriera dell’attore Alessandro Mantovani registra un’impennata improvvisa. Le vecchie fiction, in cui compariva invariabilmente nella parte del bravo ragazzo che indossa felpe col cappuccio e fa innamorare le adolescenti, lasciano il posto a pellicole d’autore, film che lo consacrano come il testimonial del nuovo cinema italiano. Per uno come lui, cresciuto in una borgata romana, figlio di una casalinga e di un operaio dell’Autovox, è l’occasione che aspettava per entrare nelle grazie di quella borghesia liberal-progressista che da sempre orienta i gusti culturali della nazione. Un matrimonio con la rampolla di una famiglia dell’aristocrazia intellettuale di sinistra, un attico in un quartiere esclusivo di Roma, salotti buoni e party selezionati. Questo è il suo nuovo mondo.
    Un ordine che è fatalmente destinato a sgretolarsi il giorno in cui Alessandro perde la testa per una minorenne con cui ha una breve relazione. Lo scandalo sessuale, venuto presto allo scoperto, esplode sui media, riportando la “questione morale” all’attenzione della sinistra progressista. Intorno al caso si scatena una bagarre. Da una parte si solleva un’ondata di solidarietà proveniente dal mondo intellettuale, dall’altra i giudizi spietati di indignati e censori che chiedono per Mantovani una pena severa. La vicenda diventa così il terreno per uno scontro politico e ideologico in cui la cronaca viene deformata dallo spettacolo, e in cui tutto conta fuorché la sorte dei protagonisti.

     Andrea Pomella

    Andrea Pomella è nato a Roma nel 1973. Scrive su IlFattoQuotidiano.it e sulle pagine culturali dell’«Unione Sarda». Ha pubblicato il romanzo breve Il soldato bianco (Aracne, 2008) e il saggio sulla povertà 10 modi per imparare a essere poveri ma felici (Laurana, 2012).

    Come inizia

    Verso la fine dell’inverno, alle due del pomeriggio di un sabato di pioggia, Alessandro Mantovani lanciò un’ultima occhiata al viso di Beatrice Belfiore, prima di scoppiare a ridere come un adolescente eccitato al suo primo appuntamento. La ragazzina di quindici anni gli sedeva accanto giocherellando col portachiavi Hello Kitty, mentre lui spingeva la grossa Audi A3 nera oltre il limite di velocità consentito sulla Pontina, allontanandosi da Roma. L’espressione della ragazza, in quel momento, gli sembrò un buon compromesso fra un’obbedienza controllata e un’imminente insurrezione.
    Da quando erano partiti non si erano ancora scambiati una parola. Il silenzio si era intromesso fra loro nell’istante in cui erano saltati a bordo dell’Audi che Carlo Lattanzi, l’amico di gioventù di Alessandro, si era convinto a prestargli senza nemmeno avere il tempo di capire, e in un minuto Alessandro aveva dovuto digerire il pensiero di quella creatura immacolata che non sembrava già più tanto immacolata, il senso di nausea che gli provocava il fatto che lei fosse l’amica del cuore di sua figlia, e il sapore torbato e autocommiserevole del Glengoyne 17 anni che aveva tracannato nella roulotte, seduto su un cesso di plastica, mentre si trovava sul set del suo ultimo film, quando ormai era già tutto deciso. Ma la cosa più irritante era la sensazione che avvertiva in quel momento, e che gli riportava alla mente un ricordo di ginocchia sbucciate dopo una partita di pallone sulla quale pendeva il divieto di sua madre.
    Aveva fretta di arrivare a Sabaudia e non faceva niente per nasconderlo. Sebbene si rendesse conto che sarebbe bastato poco per avere un incidente, una lieve sbandata sull’asfalto reso viscido dalla pioggia, una disattenzione sulla strada che occupava stabilmente il secondo posto nelle speciali classifiche 10 delle statali più pericolose d’Italia. Il pensiero che quella sua intenzione venisse scoperta in un modo tanto fragoroso, per un istante lo convinse ad alleggerire la pressione del piede sul pedale dell’acceleratore. [...]

    Rassegna stampa
  • «Il racconto di un ventennio cruciale nelle vicende di un attore pronto a tutto» (La cifra dei giorni.it, 14 gennaio 2013

  • «Un giovane attore bello e di successo, che all’apice della sua carriera commette un errore fatale che gli stravolge l’esistenza». Intervista su «L'Espresso» (Manuela Caserta, 22 gennaio 2013)

  • «Una vita di quelle talmente perfette da farti venire il vomito» (Tamara Viola, «Rivista inutile», 18 febbraio 2013)

  • «Un libro bello e necessario, una scrittura ricca e colta, un’analisi accurata di questi anni» (Gianni Montieri, «Poetarum Silva», 18 febbraio 2013)

  • «La fine è acuta e amara come la realtà italiana degli ultimi anni» (una singolare doppia recensione in stile "Le Jene" di Patrizia La Daga e Giuditta Casale, 1 marzo 2013)

  • «Pagine sferzanti su una certa borghesia illuminata che ha contribuito negli ultimi vent’anni a svuotare il paese di energia e fantasia» ("Il lunedì degli scrittori", 12 marzo 2013)

  • Il "persistere dell'ideologia" in un paese «che ci sta morendo fra le mani» (Francesca Fichera, scenecontemporanee.it, 20 marzo 2013)

  • «Una macchina mediatica che deforma la cronaca, schiaccia le personalità dei soggetti coinvolti al puro fine di sacrificarle all’altare profano dello spettacolarismo a tutti i costi» (Salvatore Iorio, effettonapoli.it, 25 marzo 2013)

  • «Una realtà fotografata così bene che arrivati alla fine si pensa: ma questa storia non è accaduta davvero?» (Fernando Coratelli, Tornogiovedì.it, 4 aprile 2013)

  • «Un romanzo dove il protagonista stesso dà la misura dell'uomo contemporaneo» (Simone Colombo, argonline.it, 16 aprile 2013)

  • «Un delitto senza castigo» (Alessandra Menesini, «L'Unione Sarda», 23 aprile 2013)

  • Ragionando sul ruolo della donna e su vent'anni di declino: intervista ad Andrea Pomella (Patrizia La Daga, Leultime20.it, 6 maggio 2013)

  • Un ritratto di Andrea Pomella scritto da Gabriele Dadati per «Glamour» (Nella rubrica "Ho un libro in testa" di Chicca Gagliardo, 3 giugno 2013)

  • «Una scrittura lucida, netta, senza barocchismi» (Giuseppe Barreca, «Poesia e scrittura», 8 giugno 2013)

  • «L'ascesa e la caduta di un novello Mephisto italiano» (Sabrina Campolongo, «PaginaUno», giugno-settembre 2013)

  • «Uno dei migliori libri italiani scritti e pubblicati nell’ultimo decennio» (Francesca Fichera, Scene contemporanee.it, 17 luglio 2013)

  • €12,00
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    Il cielo sopra Ravenna

    Laboratorio di scrittura Raccontare Ravenna

    Il cielo sopra Ravenna

    Radio e Tv


  • Intervista di Ravenna Web Tv in occasione della premiazione del laboratorio (10 dicembre 2012)

  • Pagine: 132
    Isbn: 9788895865775
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: ottobre 2012
    Leggi come inizia



    Sei nato qui, forse vivi qui. Conosci questa città o l’hai solo sfiorata durante uno dei tuoi viaggi?

    Fra i temi che incontrerai in questo libro ci sono quelli della diversità e dell’accoglienza: un adolescente in crisi di identità discriminato dai compagni di scuola, un regista giapponese che riscrive la storia della città in un manga, un’agenzia di volantinaggio multietnica che diventa un luogo di integrazione per un gruppo di lavoranti che provengono da ogni parte del pianeta...
    In un mosaico di culture diverse, di persone silenziose che raccontano la loro storia, emerge una Ravenna inedita, una città che sfugge e da cui si fugge, impegnata nella sua sfida più difficile: imparare dagli altri a conoscere se stessa.
    Il romanzo collettivo Il cielo sopra Ravenna è il frutto del laboratorio di scrittura Raccontare Ravenna.
    Illustrazione di copertina di Mirko Dadich.

     Foto di gruppo durante la premiazione del 10 dicembre 2012. Da sinistra: l'assessore Alberto Cassani, Giorgio Pozzi, l'assessore Ouidad Bakkali, Licia Fiorentini, Giulia Di Lauro, Martina Evangelisti, Luca Cassarini.

    Gli autori: Luca Cassarini, Mirko Dadich, Giulia Di Lauro, Martina Evangelisti, Licia Fiorentini.


    Rassegna stampa

  • Segnalazione su «Ravenna & Dintorni» (11 dicembre 2012)

  • Segnalazione su «Ravennanotizie.it» (11 dicembre 2012)

  • Recensione su «La Piazza» (febbraio 2013)

  •  I sei romanzi collettivi pubblicati dal 2008 al 2014 grazie al laboratorio di scrittura "Raccontare Ravenna"

    €12,00

    Pagine: 176
    Isbn: 9788895865744
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 17 ottobre 2012
    Leggi come inizia


    Un legame fatale, un codice segreto che unisce due persone


    Alberto, giovane sposo e padre, prova l’inquietudine di sentirsi rinchiuso in una vita che non gli appartiene più. Quando incontra Irene, una ragazza che gioca con la sua bellezza e ostenta una rosa tatuata sulla pancia, comincia con lei una relazione ambigua e contraddittoria che Alberto decide di suggellare facendosi un tatuaggio. Nel circolo vizioso che si viene a creare, più la relazione con Irene si approfondisce, più sul corpo di Alberto aumentano i tatuaggi, più la sua vita si disgrega.
    Per festeggiare la decisione di abbandonare la famiglia, Irene spinge Alberto a sottoporsi a un nuovo tatuaggio, molto grande e invasivo, ma quando l’uomo comprende di essere stato preso in giro, e che in realtà l’obiettivo della ragazza è quello di umiliarlo e di allontanarlo da sé, decide di punirla con una vendetta fantastica e feroce.
    Inizia così un folle viaggio verso un finale inatteso, in cui i personaggi vengono lentamente risucchiati in una spirale vertiginosa alla quale il lettore non riesce a sfuggire, agganciato da una prosa che sceglie l’indagine del dettaglio in un’intensità quasi intollerabile.

     Luca Saltini

    Luca Saltini vive a Lugano, in Svizzera, dove si occupa di ricerca storica. Per quasi un decennio ha lavorato nell’università, pubblicando come autore o curatore molti volumi e articoli scientifici dedicati alla storia o alla cultura del Novecento. Il suo libro Il viaggiatore della parola (Le Ricerche, 2007) ha vinto il premio letterario internazionale Cesare Angelini. Come autore per l’infanzia ha pubblicato in rivista oltre duecentocinquanta racconti.

    Come inizia

    Tra i capelli sentiva le dita pesanti della donna. Tentavano di compiere un movimento simile a una carezza, ma erano rigide, ansiose di ritrarsi. Alberto avvertiva lo sfregare degli anelli sulla pelle e il ticchettio del metallo quando si toccavano fra loro. Dovevano essere piuttosto grossi, roba di bigiotteria, con pietre oblunghe e colorate, che strozzavano le nocche. Ne immaginò uno con un finto rubino di forma sferica, e un altro nero, che sosteneva un rettangolo sottile sopra l’indice. Fu sorpreso di perdersi in questi pensieri. Il suo corpo era ancora percorso da un fremito, come attraversato da dolorose scosse di corrente. Gli occhi bruciavano in un calore rossastro che avvolgeva tutto il bulbo, da cui uscivano gocce salate.
    Sollevò la testa dal grembo della sconosciuta. Notò sul pavimento i piedi della donna fermi uno accanto all’altro, stretti con forza dai lacci dei sandali, i pantaloni neri che avvolgevano la gamba da sopra la caviglia, macchiati dove lui si era appoggiato. Guardò allora la sua camicia e la scoprì piena di infiorescenze rossastre, ormai tendenti al bruno, concentrate sul petto e sugli avambracci. Anche le mani erano coperte dagli schizzi e imbrattate di fango. La testa sembrava terribilmente pesante, bruciava come se tra il cervello e il cranio qualcuno avesse infilato un foglio di carta vetrata e lo muovesse avanti e indietro per levigare i suoi pensieri. Sul pavimento, le pagine della rivista caduta poco prima si mossero all’improvviso al rapido passaggio di un treno. Lo stridio delle ruote metalliche gli penetrò nelle orecchie frantumando il fragile muro di consapevolezza che aveva cominciato a coagularsi nella sua mente. Si ricordò degli anelli.
    Prese le mani della donna per guardarli, ma le dita erano completamente libere. Soltanto all’anulare sinistro era stretto il cerchio d’oro della fede. Toccò le nocche, carezzandole una a 6 una, come se potessero nascondere qualcosa, celare quei grossi pezzi di bigiotteria. Sollevò lo sguardo. Lei lo osservava col suo viso grasso, le guance piene, le labbra rosse, gli occhi velati di lacrime e di spavento. Si era soltanto immaginato gli anelli.

    Rassegna stampa
    «L'angelo azzurro è una bella barista che attrae l'uomo per distruggerlo» (Ermanno Paccagnini, «Corriere della Sera - La lettura», 30 dicembre 2012)


  • «Un romanzo attualissimo sul senso di inadeguatezza» (Désirée Paola Capozzo, Elle.it, 26 ottobre 2012)

  • «Un romanzo che scava con un linguaggio preciso, chirurgico, i personaggi» (Fulvio Caporale, «La Voce», 4 novembre 2012)

  • «Il tatuaggio della libertà» (Stefano Biolchini, «Domenica, Il Sole 24 Ore», 11 novembre 2012)

  • «L'arte di valorizzare il sensibile» (Gilberto Isella, «Il Giornale del Popolo», 1 dicembre 2012)

  • «L'idea affascinante e insidiosa di qualcosa che non si può cancellare» («La Regione Ticino», 7 dicembre 2012)

  • Segnalazione ne "I libri della settimana" di Sky Arte (13 dicembre 2012)

  • «Saltini inizia dalla trama a raccontare il suo gioco perverso» (Cesare Cavalleri, avvenire.it, 19 dicembre 2012)

  • «Uno scrittore di ottima levatura» (Ruggero D'Alessandro, «La Nuova Antologia», gennaio 2013)

  • Recensione sul periodico «La Voce di Castagnola» (Marco Tonacini-Tami, gennaio 2013)

  • «È la storia di un tradimento, dell’abbrutimento di un uomo. Un’esperienza vera che mi ha arricchito e turbato» Recensione su riquadro.com (marzo 2013)

  • «Momenti di eccellente scrittura» Recensione su «Terza Età». Rivista periodica ticinese (aprile 2013)


  • I libri di Luca Saltini pubblicati da Fernandel:
    €13,00
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    Paola Novara, Fulvia Fabbi, Filippo Trerè, Atti della prima giornata di studi dedicata alla memoria di Luigi Maria Malkowski

    Pdf gratuito

    Atti della prima giornata di studi dedicata alla memoria di Luigi Maria Malkowski. Pdf gratuito
    Pagine: 158
    Formato: pdf
    Isbn: 9788895865836
    Collana: Fernandel Scientifica
    Data di pubblicazione: 10 ottobre 2012

    Clicca per scaricare il volume (in formato zip)
    (una volta scompattato, il file pesa 82 mega ed è in formato pdf)


    Luigi Maria Malkowski - Memorial Day 2012

    Atti della prima giornata di studi dedicata alla memoria di Luigi Maria Malkowski (Ravenna, 4 dicembre 2010)

    Incontro di studio sul tema "Studiare Ravenna a Ravenna" a cura di Paola Novara, Fulvia Fabbi, Filippo Trerè

    Con la collaborazione dell’Istituzione Biblioteca Classense



    La giornata di studi organizzata nell’aula magna della Casa Matha di Ravenna il 4 dicembre 2010 in memoria di Luigi Malkowski, è stata molto ricca e complessa, e ha visto affiancarsi un gruppo di interventi più propriamente finalizzati al ricordo della figura del vicedirettore della Classense e una sezione di studi dedicati alla sua memoria. Vista l’articolazione dell’incontro e la quantità di materiale raccolto, si è deciso di pubblicare gli atti della giornata in due tempi, dividendo i testi in Atti del Convegno Studiare Ravenna a Ravenna e Atti del LMM memorial (volume che conterrà anche una sezione di testi dedicati da studiosi non presenti all’evento).
    La giornata non ha voluto essere semplicemente una nostalgica rievocazione, ma nell’affrontare i temi dell’incontro intitolato Studiare Ravenna a Ravenna si sono ricercati e - si ritiene - centrati tre obiettivi fondamentali. Si è innanzitutto evidenziato, come per studiare “Ravenna”, sia necessario frequentare assiduamente i suoi archivi, biblioteche e musei, vale a dire non avere un approccio compilativo o meramente bibliografico, ma profondamente conoscitivo e di studio, dimostrando di possedere una vera e propria capacità di “ricerca sul campo”. Tale intento è pienamente riassunto dal titolo scelto per il convegno: Studiare Ravenna a Ravenna. Coerentemente con quanto proposto, pertanto, le relazioni di studio hanno riguardato quasi solo ed esclusivamente materiale conservato negli archivi e nei fondi ravennati. Si è così dimostrato come è possibile far finalmente dialogare - secondo una metodologia dichiaratamente multidisciplinare - vari studiosi su un tema comune di indagine: Ravenna. Pertanto si può affermare che «L’officina culturale» che Malkowski stesso auspicava per la sua Biblioteca Classense, ha pervaso questa giornata ed ha avuto una evidente concretizzazione. Questi obiettivi non erano altro che le aspirazioni dell’acuto e sensibile intellettuale ravennate, un uomo buono, gentile, disponibile al dialogo, aperto al confronto. Un uomo che, nelle testimonianze di chi l’ha conosciuto e frequentato, ha rappresentato un raro e significativo esempio non solo di sapere e rigore scientifico, ma di umiltà e umanità.
    Ricordarlo significa semplicemente continuare a percorrere la sua stessa strada per definire e plasmare più compiutamente la coscienza culturale di Ravenna.
    (Dalla Presentazione)



    €5,00

    Livio Romano, Diario elementare


    Diario elementare

    Radio e Tv


  • "Il primo giorno di scuola": Livio Romano e altri a Fahrenheit, Radio 3 (12 settembre 2012)

  • Livio Romano a Radio Veronica One (15 settembre 2012)

  • Livio Romano ospite di "Unomattina", su Rai Uno (19 settembre 2012)

  • Livio Romano ospite di "Un libro tira l’altro" a Radio24 (30 settembre 2012)

  • Livio Romano al Tg5 nella rubrica "La lettura" (13 dicembre 2012)

  • Pagine: 184
    Isbn: 9788895865706
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 19 settembre 2012
    Leggi le prime pagine



    La contraddittoria e grottesca quotidianità scolastica di un maestro elementare



    Un maestro elementare, ultimo discendente di una stirpe di insegnanti, racconta giorno dopo giorno il suo anno scolastico. Fra tagli alla spesa e bizzarre direttive ministeriali, colleghe pittoresche e genitori bisognosi di supporto psicologico, procedendo faticosamente nelle secche dell’ideologia aziendalistica e del vuoto dei valori di riferimento della moderna società occidentale. Con verve umoristica, impeto satirico e un gusto ininterrotto tanto per l’annotazione di costume quanto per il tocco di puro mémoire, in questo piccolo pamphlet l’autore racconta quel che è rimasto della «scuola elementare migliore del mondo» – che è come dire della società italiana in generale, descritta da quel particolarissimo punto di vista che è la provincia profonda del Sud della penisola. Nonostante il caos quotidiano, affiora quasi a sorpresa l’antico incanto del far scuola che ha riempito gli annali dei maestri-scrittori del passato, la poesia del veder crescere davanti ai propri occhi giovani coscienze che con il loro candore hanno ancora la forza di riscattare gli insegnanti del Duemila dalla condizione degradata cui son condannati da decenni.

     Livio Romano con la maglietta Fernandel

    Livio Romano è nato nel 1968 a Nardò, in provincia di Lecce, dove vive. Insegna inglese in una scuola elementare. Ha esordito con un racconto in Disertori (Einaudi), a cui sono seguiti i romanzi Mistandivò (Einaudi, 2001), Porto di mare (Sironi, 2002) e Niente da ridere (Marsilio, 2007), il saggio Da dove vengono le storie (Lindau, 2000) e il lungo reportage dalla Bosnia Dove non suonano più i fucili (Big sur, 2005).
    Wikipedia gli dedica una pagina.



    Rassegna stampa
  • «Il libro. Cronache surreali in classe». Anticipazione su «Myself» (settembre 2012)

  • «Facciamo i compiti a casa». Anticipazione su «Marie Claire Enfants» (settembre 2012)

  • «Come insegnare che è bello imparare». Anticipazione su «Class» (settembre 2012)

  • «Yes, we can». Insegnare l'inglese ai bambini (Barbara Corradi e Silvia Orlandini, «Gioia Bambino», settembre 2012)

  • «Nelle viscere della contraddittoria e grottesca quotidianità scolastica di un maestro elementare» (Giuseppe Roncioni, «Pulp», settembre 2012)

  • «Diario elementare di un maestro d'inglese» (Pubblicazione di un estratto del romanzo sul «Corriere del Mezzogiorno», 19 settembre 2012)

  • Segnalazione su «TuStyle»(Carlotta Vissani, 25 settembre 2012)

  • «La scuola salvata dai maestri» (Intervista a Livio Romano di Ilaria Falconieri, «Quotidiano di Puglia», 3 ottobre 2012) 

  • «Per la felicità di scrittura, la scuola primaria ha trovato in Salento il suo Tondelli» (Michele Trecca, «La Gazzetta del Mezzogiorno», 14 ottobre 2012)

  • «Un po’ racconto e un po’ inchiesta, un po’ confessione e un po’ mémoire» («Il Piccolo», 2 novembre 2012) 

  • «La scuola è come una grande commedia dell’arte con il più vago tra i canovacci» (Anna Rita Longo, «Cultura salentina», 5 dicembre 2012) 

  • «La pubblicazione di questo libro mi è costata un mobbing spietato e parecchia malevolenza» (Luca Bernasconi, «Corriere degli Italiani», 6 novembre 2013) 

  • I libri di Livio Romano pubblicati da Fernandel:
    • Il mare perché corre
    • Diario elementare
    • Per troppa luce
    • €13,00
      SKU Livio_Romano_-_Diario_elementare

    Gabriel Maria Guastuzzi, Notizie storiche della vita e del martirio di S. Apollinare

    primo vescovo e principal protettore di Ravenna, dell’invenzione e traslazioni del di Lui Sacro Corpo e dell’antichissima Basilica di Classe

    Cura editoriale e scientifica di Paola Novara e Giorgio Orioli

    Notizie storiche della vita e del martirio di S. Apollinare
    Pagine: 100
    Formato: cm 17 × 24
    Collana: Fernandel Scientifica
    Data di pubblicazione: settembre 2012



    Il libro ripubblica un testo originariamente dato alle stampe nella seconda metà del Settecento in forma anonima. Oggi però sappiamo che l'autore era l'abate di Classe Gabriel Maria Guastuzzi, che con quella pubblicazione voleva celebrare la conclusione dei lavori di ripristino dell'antica basilica di Sant'Apollinare in Classe, lavori che furono talmente consistenti da occupare quasi per intero tutto il XVIII secolo.
    Il testo del Guastuzzi è preceduto dalle prefazioni dei curatori.

    €12,00

    €6,49
    SKU Livio_Romano_-_Diario_elementare__versione_ebook_

    Pagine: 208
    Isbn: 9788895865652
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 5 giugno 2012
    Leggi come inizia


    La storia di una donna che non c'è più, nelle parole di chi resta



    Giulia non c’è più, ma la vita, quella degli altri, continua. Dicono che sembrava felice, che non era depressa, che non ne aveva motivo. Dicono che non le mancava niente. E allora perché? Forse è tardi per chiederselo, o forse c’è ancora qualcosa che si può comprendere.
    Attraverso le vicende di chi resta – del marito che scopre che le altre donne sembravano più attraenti quando era sposato, dei figli ormai grandi che scendono a patti con la loro identità, dello psicoterapeuta che non l’ha capita abbastanza e del maresciallo che non crede al suo suicidio – emerge in filigrana la storia della protagonista, la grande assente, e delle ragioni che l’hanno portata a commettere un atto che potrebbe sembrare di disperazione, o forse di follia, o addirittura di assoluta libertà.

    «Una bella conferma» (MarieClaire)


     Michela Tilli

    Michela Tilli è nata a Savona nel 1974 e vive a Monza. La vita sospesa è il suo primo romanzo, a cui è seguito Tutti tranne Giulia. Nel 2015 ha pubblicato per Garzanti il romanzo Ogni giorno come fossi bambina.

    Come inizia

    Come ogni altra mattina il dottor Da Col si alzò alle sette, andò in bagno per liberarsi la vescica, radersi e lavarsi, si vestì, fu sorpreso dal consueto piacere nel sentire il segnale acustico della caffettiera elettrica che annunciava che il caffè era pronto, si chiese se fosse lecito provare una piccola gioia in un giorno triste come quello, se ne dimenticò bevendo il caffè, se ne ricordò nel momento in cui cambiava l’acqua al gatto e gli versava il cibo nella ciotola, salutò la bestiola, chiuse la porta a chiave e alle otto meno venti si diresse a piedi verso il suo studio.
    La mattina era fredda e il dottor Da Col, poggiata la valigetta tra i piedi, chiuse la lampo del giaccone fin sotto al mento, osservando il fiato formare dense nuvolette nell’aria. Di fronte a lui il sole nascente infuocava il cielo. Interdetto, controllò l’orologio, si rammentò che l’ora legale avrebbe ingannato le giornate ancora fino a sabato, e riprese a camminare. Nei giorni successivi avrebbe dovuto tirar fuori il cappotto dalla custodia e fargli prendere aria, spostare i maglioni più pesanti al ripiano di sotto dell’armadio, quello più facile da raggiungere, lavare, stirare e imbustare i vestiti leggeri ormai inservibili, in altre parole mettere in atto quello che sua madre chiamava cambio di stagione, e che due volte all’anno dava alla casa della sua infanzia a Genova un’allegra aria di trasloco e rivoluzione, tra piume che svolazzavano e pagine di quaderno che frusciavano nella corrente delle finestre spalancate. Più volte si era detto che, possedendo ormai un armadio a due ante e vivendo da solo, sarebbe stato inutile perdere due intere giornate all’anno in quell’attività, ma a ogni cambiamento climatico bastava una telefonata della mamma perché in lui scattasse la voglia di arieggiare la camera, salire sulla scala, piegare, impilare e passare in rassegna il suo guardaroba, piuttosto scarso e monocolore a dir la verità, assaporando il piacere di un’azione antica e familiare. Con un piccolo salto baldanzoso superò uno spazzino che soffiava le foglie secche verso un grosso mucchio che andava crescendo nei pressi di un furgoncino bianco, attraversò la piazza rotonda del re di sasso seguendo la lunga traccia delle strisce pedonali e approdò con sollievo nella zona a traffico limitato. Da lontano il dottor Da Col squadrò con soddisfazione l’elegante palazzina gialla che ospitava il suo studio; tuttavia, entrando, provò un certo disagio per il proprio compiacimento, cercò di cancellare ogni sorriso che gli si fosse disegnato sulla faccia contro la sua volontà, salutò in fretta la portinaia e salì le scale fino al primo piano, entrò, accese le luci, appoggiò la valigetta e la giacca, aprì le imposte nella sala d’attesa, tornò nella sua stanza e si sedette alla scrivania, e a quel punto si chiese con quale stato d’animo avrebbe accolto gli altri pazienti ora che Giulia, che per due anni era entrata in quello studio tutti i martedì alle dieci, si era tolta la vita.

    Rassegna stampa
  • «Riuscitissima seconda prova d'autrice. Da leggere o rileggere, per ritrovare il piacere di un libro ben scritto» (Anticipazione su Elle.it di Désirée Paola Capozzo, 6 giugno 2012)

  • «Un romanzo ben scritto che indaga il tema del suicidio senza giudicare» (Rosella Redaelli, «Il Cittadino», 21 giugno 2012)

  • «Un romanzo sulla potenza delle parole» (Vincenzo Aiello, Il sole di stagno, 27 giugno 2012)

  • «Un'eredità difficile da gestire» (Alessandro Beretta, «Corriere della Sera. La lettura», 15 luglio 2012)

  • «Una delle migliori autrici della narrativa italiana emergente» (Pietro Spirito, «Il Piccolo», 13 luglio 2012)

  • Segnalazione su «Il Venerdì di Repubblica» (Paola Legnaro, 3 agosto 2012)

  • «Un romanzo intenso e coinvolgente» (Paolo Petroni, Ansa.it, 1 ottobre 2012)

  • «L’assenza di Giulia è una fortissima presenza» (Chiara Mezzalama, ClubDante.net, novembre 2012)


  • I libri di Michela Tilli pubblicati da Fernandel:
    €14,00
    SKU Michela_Tilli_-_Tutti_tranne_Giulia

    €6,49
    SKU Michela_Tilli_-_Tutti_tranne_Giulia__versione_ebook_

    Paolo Ganz, Armonicomio. Elogio dell'armonica Blues


    Armonicomio. Elogio dell'armonica Blues

    Radio e Tv


  • Guarda la puntata di "Chiacchiere e caffè" su TeleChiara (16 aprile 2012)

  • Guarda l'intervista a Paolo Ganz durante il festival "Fermenti" (11 maggio 2012)

  • Pagine: 128
    Isbn: 9788895865645
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: aprile 2012
    Leggi come inizia


    «Ganz svela l’anima nascosta dello strumento più allegro, diffuso e democratico che ci sia»

    Ogni anno si vendono migliaia di armoniche a bocca ad altrettanti aspiranti musicisti, che trovano in questo strumento un modo semplice e divertente per avvicinarsi alla musica. Ma cosa sanno, queste persone, della loro armonica, della sua storia, dei suoi segreti?
    Armonicomio è un elogio dello strumento più semplice, diffuso, pazzo e giramondo che esista. Con un’armonica si può fare sia un po’ di rumore sia dell’ottima musica, e siccome nell’arte il segreto spesso è quello di togliere, questo libro può insegnarvi a riconoscere le note giuste, quelle che servono e arriveranno al cuore di chi le ascolta. Un libro avventuroso che vi guiderà tra le secche dell’altrui suonare, verso quell’isola magica di poesia e mito che si nasconde dietro al suono di ogni ancia.
    Perché l’armonica è ovunque: nei cassetti dimenticati, nei musei, tra le cose trovate addosso ai poveri soldati morti cent’anni fa, sui palchi nobili e meno nobili di città e provincia, nelle tasche degli emigranti, in attesa dentro una vetrina polverosa, nel secchio dei giocattoli di un bambino, nascosta in mezzo alla biancheria profumata della vostra amante.

     Paolo Ganz. Foto di Alex Ruffini

    Paolo Ganz è nato nel 1957 a Venezia, dove vive nel popolare sestiere di Cannaregio. È stato uno dei primi maestri riconosciuti di armonica Blues in Italia, dedicandosi all’armonica, alla chitarra e al canto. Ha partecipato a concerti, festival, trasmissioni televisive e sessions, sviluppando un suo stile particolare, semplice, diretto e immediato. Ha suonato in colonne sonore di film di successo e inciso una decina di dischi. Nel 1986 ha pubblicato per le Edizioni Bèrben di Ancona il primo metodo per armonica Blues mai apparso in Italia, che ha riscosso un apprezzabile successo e al quale hanno fatto seguito altri cinque volumi didattici, due dei quali dedicati alla chitarra Country Blues. Nel campo della narrativa ha pubblicato Nel nome del Blues (Agorà Factory, 2006), Calle dei Bombardieri (Agorà Factory, 2009), Venice rock'n'roll (Fernandel, 2011).


    Rassegna stampa

  • «Il suono dell'armonica lo senti solo se il fiato viene dal cuore» (Gianluca Prestigiacomo, «Il Gazzettino», 4 aprile 2012)

  • «Pazzo da finire all'armonicomio»(Lieta Zanatta, «La Tribuna», 7 aprile 2012)

  • «Lo zen e l'arte di suonare l'armonica» (Il blog della libreria Marco Polo di Venezia, 21 aprile 2012)

  • «Un amore incondizionato per la magia dei suoni prodotti da ogni ancia» («Il Gazzettino», 17 maggio 2012)

  • «Un percorso a metà fra il romanzo e il saggio» (Rossana Morriello, distorsioni.net, 20 giugno 2012)

  • «The Armonica Years. Recensione di Armonicomio e lunga intervista all'autore (Marco Denti, lettera.com, giugno 2012)


  • I libri di Paolo Ganz pubblicati da Fernandel
    €12,00
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    Valeria Campana, Comprami


    Comprami

    Radio e Tv


  • Intervista al programma "La notte", Rai 1 (22 maggio 2012)

  • Intervista a Radio Popolare Roma (23 maggio 2012)

  • "Un libro in tre minuti": recensione di Gabriella D'Ina (24 maggio 2012)

  • Intervista a "Terrazza Kursaal" di San Marino RTV (11 giugno 2012)

  • Recensione di Giovanni Pacchiano a "Carta vetrata", Radio Città Futura (22 luglio 2012)

  • Pagine: 256
    Isbn: 9788895865690
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 9 maggio 2012
    Leggi come inizia



    «Grande romanzo d'esordio che a confronto straccia i 12 selezionati del premio Strega di quest'anno» (Giovanni Pacchiano)

    Bella, giovane, apparentemente sicura di sé e ben attenta a valorizzare il proprio corpo, Iris spende denaro – che spesso non ha – in vestiti di qualunque marca e prezzo, in stivali cinte e borsette, ma anche in gadget della Roma per il fidanzato e soprammobili per la casa in cui vive con i genitori. Iris acquista qualsiasi oggetto le possa restituire un’immagine migliore di sé, farla sentire qualcuno e gratificarla.
    La madre le ha insegnato che la bellezza è una dote che non bisogna sprecare, e che anzi deve essere messa a frutto per farsi strada nella vita. Così per ripianare i debiti e continuare a pagare quello che compra, Iris non trova che una soluzione: prendere l’insegnamento della madre alla lettera e valorizzare il dono che la natura le ha fatto.
    Ma questa spirale di acquisti, debiti e appuntamenti la trascina verso gli abissi di un mondo ingovernabile. Finché l’incontro con un uomo che sembra sinceramente interessato a lei le fa sperare di poter uscire dai guai e cambiare vita. Un uomo ricco e generoso, ma molto, forse troppo simile a lei.

     Valeria Campana

    Valeria Campana è nata a Milano nel 1970 ma vive a Roma dal 1985. Partecipa e anima gruppi di lettura sorti attorno al sito aNobii. Comprami è il suo primo romanzo.

    Come inizia

    Roma, è mattina, ha piovuto. La città non ha ancora finito di schiudersi, di rigirarsi su se stessa come un meccanismo inarrestabile. I palazzi si aprono, si animano, i quartieri si affollano, le strade fremono, ogni parte si muove, e lo fa con fatica e rabbia. Il rumore cresce, la merce viene buttata fuori a luccicare sugli espositori, per mostrarsi, allettare, sbiadirsi, avvizzire. Ogni pezzo dell’ingranaggio vorrebbe andare più veloce, ma non può, perché la città è una cosa unica e si muove tutta insieme. Chi ha un’ambizione o un programma si dovrà piegare alla città, se non la conosce bene. La pioggia ha nascosto i luoghi delle vacanze, dell’incanto, della storia, e ha scoperto la metropoli che romba, scivola, ostacola, sfugge agli sguardi e vive nelle strade degli anni sessanta che portano nomi di antichi tribuni e senatori.
    In una di queste strade, Iris guida con una mano sola, con l’altra regge una sigaretta spenta e un accendino di strass che è la copia piuttosto fedele di un accendino da ventimila dollari. Iris ignora a quanti euro equivalga questa somma, ma sa che sono tantissimi soldi. Il suo accendino non vale più di sette euro, quanto le è costato nella tabaccheria dietro casa, e ha già perso qualche perlina che lei ha prontamente incollato. Ma solo per il fatto che rievoca un oggetto così esclusivo le piace tenerlo stretto, farlo ruotare di tanto in tanto fra le dita.
    Rimanda a più tardi la decisione di fumare, e guida senza pensare alla strada. Conosce perfettamente il tragitto, il traffico, le svolte e le cadenze dei semafori. Di farsi ingabbiare in metropolitana non se ne parla. Puzza. Ed è anonima, buia e deprimente.
    È valsa la pena di comprare la macchina, anche se l’unica alla sua portata è stata una Seicento di seconda mano che sulla carrozzeria riverniciata porta ancora l’ombra di estese ammaccature. Sempre meglio che pigiare contro una folla sciatta e trafelata per conquistare un sedile di plastica.
    Attraverso il parabrezza appena lavato da uno zingaro, Iris osserva il manifesto incollato sull’autobus davanti a lei: una ragazza gigante è semisdraiata nel nulla, ben salda sui gomiti in uno sfondo color nocciola, e ondeggia con un sorriso dai denti bianchi. Pelle abbronzata, calze trasparenti e scarpe nere con tacco a spillo, scollatura vertiginosa, ginocchia sottili ed esili caviglie, brillanti alle dita, una fossetta sul mento e occhi decisi e vaghi puntati su chi le sta di fronte. La fila lotta nervosamente nelle strade intasate. [...]

    Rassegna stampa

  • Segnalazione sul sito Elle.it (15 maggio 2012)

  • Segnalazione fra i "Libri della settimana" di «A» (Andrea Greco, maggio 2012)

  • Shopping a rischio ossessione. Una storia travolgente (affaritaliani.it, 22 maggio 2012)

  • Shopping compulsivo? Niente da ridere. Intervista a Valeria Campana (Massimo Rota, leiweb.it, 24 maggio 2012)

  • Grande romanzo d'esordio che a confronto straccia i 12 selezionati del premio Strega di quest'anno (Giovanni Pacchiano, «Gioia», 24 maggio 2012)

  • Un romanzo d'esordio che stupisce (Gianluca Mercadante, «Pulp», giugno 2012)

  • Rabbia e spreco di energie per corrispondere a un modello consumistico (Segnalazione su «Tu Style», giugno 2012)

  • L'ammiccante messaggio delle merci al quale la protagonista non sa resistere (Raffaello Russo, «Rockerilla», luglio 2012)

  • Iris la bella e il demone del comprare(Stefano Biolchini, «Domenica. Il Sole 24 Ore», 15 luglio 2012)

  • Un libro che mi ha conquistato scavando a fondo dentro di me (Micaela, dal blog tempoxme.it, 20 ottobre 2012)

  • Una storia coraggiosa, senza censure e lieto fine (Benedetta Aloisi, Fashion News Magazine.com, gennaio 2013)

  • €15,00
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    Anna Spinelli, La cantina dei pirati

    Liquori, spezie, bevande, ricette

    La cantina dei pirati

    Radio e Tv


  • Intervista al Gr2 Giornale Radio Rai (29 febbraio 2012)

  • Segnalazione sulla rubrica del TG2 "Eat Parade" (11 maggio 2012)

  • Pagine: 144
    Isbn: 9788895865621
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: marzo 2012


    La via dell’avventura passa anche attraverso la gola


    Dalla birra al tè, dalla vodka al rum, in questo ricettario si gira più volte intorno al mondo all’inseguimento dei gusti e degli aromi della pirateria.
    Centinaia di ricette per preparare cocktail e cucinare piatti che provengono dalla tradizione piratesca di ogni angolo della terra: dai classici sandwich al caviale annaffiati di vodka, alla zuppa di pesce di fiume della Louisiana; dall’insalata di frutta al rum alla carne di manzo marinata nella birra. Ricette antiche ricostruite con cura e facilmente realizzabili anche a casa propria, lontano dal mar dei Sargassi.
    Il libro è corredato da foto a colori e da brevi testi introduttivi che offrono un semplice inquadramento storico e geografico dei liquori e delle pietanze.
     Anna Spinelli

    Anna Spinelli, nata nel 1954, è orientalista e scrittrice. Laureata in Lingue e letterature orientali a Venezia, si occupa di storia delle comunicazioni. Ha insegnato Storia dell’arte islamica all’Università di Bologna.


    Rassegna stampa
  • «Un ricettario tutto da leggere» (Desirée Capozzo, Elle.it, 29 febbraio 2012)

  • «Le avventure culinarie dei pirati» (Fulvio Caporale, «La voce», 3 marzo 2012)

  • «Lo “storicettario” dei pirati» (Roberto Russo, Gustoblog.it, 15 marzo 2012)

  • «Un salto in cambusa: ecco le ricette dei cocktail corsari» (Isa Grassano, «Il Venerdì di Repubblica», 16 marzo 2012)

  • «Avventure nei sapori e nella storia» (Rossana Verdier, «Italia a tavola», marzo 2012)

  • «Piatti e vini dei sette mari» («In tavola», aprile 2012)

  • «I pirati: assalto a tavola» («Diva e Donna», maggio 2012)

  • «Un forziere di ricette» («Gioia», numero 31, 26 luglio 2012)


  • I libri di Anna Spinelli pubblicati da Fernandel:
    €13,00
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    Federico Platania, Bambini esclusi


    Bambini esclusi

    Radio e Tv


  • Intervista a Radio Città Futura (9 febbraio 2012)

  • Intervista su Iris tv "Ti presento un libro" (con Marta Perego, 5 marzo 2012)

  • Intervista a "Twilight", Radio 2 (con John Vignola, 21 marzo 2012)

  • Intervista a BooksWeb.tv (con Alessandra Casella, aprile 2012) (Il sito non è più online)

  • Pagine: 160
    Isbn: 9788895865614
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: febbraio 2012
    Leggi le prime pagine


    «La vita, a volte, ti dà esattamente quello che vuoi. Solo che lo fa a modo suo»


    Alvise ha un solo desiderio. Contemplare dal vivo, in una visione privata e segreta, Dafne Delirio, una giovane popstar italiana nei confronti della quale prova un’adorazione che sconfina nel mistico.
    Gabriele invece ha un solo terrore. Diventare padre. Ha stretto un misterioso voto con se stesso. Nel suo continuo rimuginare, nella sua allucinata interpretazione della realtà circostante, Gabriele fa coincidere la prospettiva della paternità con la fine della propria esistenza.
    Ma il corso degli eventi prende direzioni impreviste. Dafne Delirio abbandona all’improvviso il music business per ritirarsi a vita privata, protetta da un rigoroso anonimato. Impossibile per Alvise rintracciare l’oggetto della sua passione, godere della sua vista come aveva sempre sognato. Gabriele, invece, nonostante le ossessive attenzioni mette incinta la sua ragazza. Il voto è spezzato. La sua esistenza in pericolo.
    Disperati e impauriti i due personaggi cercheranno di rimettere le proprie vite in carreggiata. Sarà un hotel vietato ai bambini a far loro capire che la vita, a volte, ti dà esattamente quello che vuoi. Solo che lo fa a modo suo.

    Federico Platania

    Federico Platania è nato nel 1971. Vive a Roma, dove lavora come impiegato presso una grande azienda. Buon lavoro (2006) è stato il suo primo libro, a cui sempre per Fernandel sono seguiti Il primo sangue (2008) e Bambini esclusi (2012). Nel 2013 ha pubblicato per l'editore Gallucci il romanzo Il Dio che fa la mia vendetta.
    Wikipedia gli dedica una pagina.

    Come inizia

    Mi chiamo Alvise Mariani e sono il direttore marketing di una catena alberghiera. Ma è di Dafne Delirio che voglio parlarvi.
    Voi sapete chi è Dafne Delirio, vero? Ve lo chiedo perché ormai ci sono così tante celebrità in giro che è possibile che qualcuna ci sfugga. L’altro giorno, per esempio, un mio amico ha pronunciato il nome di un cantante, e io ho detto: «Chi?». E lui ha fatto: «Ma come? Non sai chi è?». E così mi ha spiegato che questo cantante è molto famoso. E nonostante ciò io non lo avevo mai sentito nominare. O magari sì, ma lo avevo dimenticato subito. Quando sono andato su internet a cercare informazioni su di lui è venuto fuori che questo cantante ha venduto, solo con il primo album, tre milioni di cd. Non so se rendo l’idea. Tre milioni. Ricordo ancora la cifra perché mi ha colpito. Ora, io non mi intendo molto di contratti discografici, ma penso che dopo aver venduto tre milioni di copie, e solo del primo album, uno possa non dico vivere di rendita ma quasi. Supponiamo anche un euro a copia, un dollaro a copia. Fa una somma non indifferente.
    Comunque. Tre milioni di copie solo del primo album, e io non lo avevo mai sentito nominare. Così non mi stupirei se ora voi mi diceste che non sapete chi diavolo è Dafne Delirio. Ma davvero non posso credere che non abbiate mai sentito una sua canzone alla radio, o che non l’abbiate mai vista in tv, o su quei meravigliosi manifesti stradali che pubblicizzano la sua linea di biancheria intima. Partiamo dai manifesti, perché in fondo è da lì che è cominciato tutto [...].

    Rassegna stampa

  • «Le manie di due adulti teneri come bambini» (Brunella Schisa, «Il venerdì di Repubblica», 3 febbraio 2012)

  • «La realtà? Migliore della fantasia» (Valeria Parrella, «Grazia, 14 febbraio 2012)

  • «È come se l'autore ci dicesse che il nostro mondo, senza passione e senza bambini, è destinato alla fine» (Lucilla Noviello, affaritaliani.it, 14 febbraio 2012)

  • «Le ossessioni come metafora della contemporaneità» (Marta Perego, «Satisfiction», 27 febbraio 2012)

  • «Quelle strane passioni» (Alessandra Casella, «Nuovo», marzo 2012)

  • «Così narro le ossessioni» (Gabriele Santoro, «Il Messaggero», 3 aprile 2012)

  • «L'ironia visionaria di un piacevole romanzo» (Florinda Fiamma, «Rolling Stones», aprile 2012)


  • I libri di Federico Platania pubblicati da Fernandel
    €13,00
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    Fabio Rizzoli, Almanacco dei giorni migliori (inverno)


    Almanacco dei giorni migliori (inverno)

    Radio e Tv


  • Servizio a "Buongiorno Regione" di Rai Tre (14 marzo 2012)

  • Servizio di Carlo Gallucci al Tg5 "La lettura" (19 marzo 2012)

  • Servizio a San Marino RTV nel programma "Terrazza Kursaal" (21 marzo 2012)

  • Intervista a Radio Capital (21 gennaio 2012)

  • Intervista a Radio Popolare Roma (23 gennaio 2012)

  • Intervista a Radio Città Futura (24 gennaio 2012)

  • Intervista a Rai Radio Uno "Libri per la notte" (24 gennaio 2012)

  • John Vignola legge l'Almanacco a "Twilight" Rai Radio Due (25 gennaio 2012)

  • Matteo Caccia legge il racconto del 10 gennaio a Radio 24 (10 febbraio 2012)

  • Intervista a Radio Toscana (15 febbraio 2012)

  • Intervista a Radio Kiss Kiss (6 marzo 2012)

  • Intervista a Radio Città del Capo (7 marzo 2012)

  • Intervista di Tamara Cantelli a Radio Gamma (28 marzo 2012)

  • Pagine: 192
    Isbn: 9788895865577
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: gennaio 2012
    Leggi come inizia


    «Una fantasia iperbolica, una creatività debordante»

    Dopo il successo di critica e di pubblico della Primavera, ecco la seconda stagione del lunario postmoderno di Fabio Rizzoli. Altri 91 racconti, dal 21 dicembre al 20 marzo, caratterizzati dalla consueta leggerezza e impertinente ironia. Anche in questo volume ogni brano è preceduto da consigli di visione, ascolto e lettura ed è seguito da un’esortazione ad agire.
    Cosa attende il lettore? Il giornalista Bruno Gambarotta (proprio lui, nessuna omonimia) che commette un omicidio, le aberranti conseguenze del telelavoro, il monologo di Amleto visto dalla parte del teschio, un immobiliarista specializzato nella compravendita di case in cui sono avvenuti efferati delitti, un caso di corruzione tra i fenici, le fantasie sessuali di un uomo alla cyclette... Novantun modi per mettere a dura prova il senso della realtà – e per sconfiggerla regolarmente.
    Copertina: Zeronove di Andrea Mattei.

    22 dicembre

    All’art director a cui affidarono il compito di fare un restyling dell’inverno vennero subito in mente molte idee. Chiese quale fosse il budget destinato all’operazione e gli fu risposto che avrebbe avuto fondi illimitati. Questa risposta lo mise istantaneamente di ottimo umore, visto che, appunto, le cose da fare sarebbero state tante.
     Fabio Rizzoli è nato a Bologna nel 1974
    Il suo intervento doveva consistere in un riammodernamento, non nello stravolgere completamente il senso stesso della stagione. Alcune caratteristiche fondamentali andavano mantenute. La temperatura, ad esempio, avrebbe dovuto essere bassa; la neve, certo quella non la si poteva omettere; le festività principali, come Natale, Capodanno e Befana, neppure. Fatto è, comunque, che una stagione che resta più o meno la stessa per migliaia di anni ha sicuramente bisogno di un’aggiustatina.
    L’art director si mise a lavorare giorno e notte al progetto, pensando sia a migliorare l’esistente, sia a introdurre significative novità. Al termine di una full immersion di due settimane, diede un’ultima scorsa alle slide della sua presentazione e si sentì davvero soddisfatto: era convinto che sarebbe stato un successo.
    La mattina del meeting con i suoi committenti non riusciva a trattenere un certo nervosismo. D’altronde, quello che stava per esporre era un vero e proprio cambiamento epocale, per cui era difficile non avvertire un po’ di pressione. Quando tutti si furono seduti, si schiarì la voce con un colpetto di tosse e cominciò a esporre le sue proposte.
    In primo luogo la durata: un inverno leggermente più corto, diciamo di una ventina di giorni, con un conseguente allungamento della primavera, avrebbe accontentato le persone che non amano il freddo. E, comunque, una ritoccatina generale alle temperature non avrebbe guastato. Si poteva ad esempio stabilire che le minime non scendessero mai sotto i 4°. Freddo, sì, ma leggermente mitigato.
    La neve non poteva mancare, ma perché non renderla colorata – blu? rosa? verde? – e con un buon sapore? E le festività: il Natale, per esempio, che piace a tutti, non potrebbe essere più lungo, e durare tre giorni?
    L’art director passò quindi in rassegna una serie di possibilità per il cielo, che, spiegava, era da sempre sottovalutato in termini di comunicazione. D’inverno il sole tramonta presto, mettendo così a disposizione uno schermo gigantesco utilizzabile in diversi modi: rassegne cinematografiche, proiezione delle trasmissioni televisive di maggior ascolto (con tanto di inserzioni pubblicitarie), oppure semplicemente slide show di fotografie particolarmente suggestive, magari provenienti da tutte le parti del mondo… Insomma, le possibilità erano davvero tante.
    E poi, alla spicciolata, una caterva di altre idee: settimana bianca obbligatoria per tutti, radiodiffusione di musica ambient di prima mattina, scrivere con le nuvole frasi motivanti e citazioni di grandi pensatori, abolizione della grandine e della nebbia, possibilità di rinominare i mesi invernali con il marchio degli sponsor, aprire piste da sci anche in città, scaldare la pioggia per renderla più piacevole, garantire almeno due giornate di sole alla settimana, far circolare per le strade animali ammaestrati come orsi bruni, volpi e pinguini, e così via.
    Quando l’art director terminò la sua presentazione con la chiusa ad effetto «Insomma, grazie a voi l’inverno non sarà mai più lo stesso. La storia è nelle vostre mani, e il mondo ne sarà testimone», intorno al tavolo scoppiò un vero e proprio boato di applausi, urla, fischi. L’art director quasi svenne per l’emozione. Già, l’inverno non sarebbe stato mai più lo stesso.


    Rassegna stampa

  • «Un racconto al giorno per trovare gioia e imprevedibilità nelle 24 ore» (Pietro Cheli, «Amica», gennaio 2012)

  • «Novantuno racconti per passare l'inverno, fuori dalla realtà» (Sabrina Camonchia, «Il Domani - L'Informazione», 11 gennaio 2012)

  • «Nell'almanacco di un gioco di specchi» (due pagine di anticipazione in esclusiva su «Class», gennaio 2012)

  • «Il gioco della vita, giorno per giorno» («Il piccolo», 20 gennaio 2012)

  • «Un almanacco per affrontare l'inverno» (leiweb.it, 25 gennaio 2012)

  • «L'inverno sembra un po' meno freddo» (Désirée Paola Capozzo, Elle, 31 gennaio 2012)

  • «Un novello Vivaldi letterario» (Francesco Orlandini, «Il Giornale dell'Umbria», 10 febbraio 2012)

  • «Un inverno tutto da ridere» (Achille Scalabrin, «QN», 11 febbraio 2012)

  • «Fra i libri della settimana di A» (Andrea Greco, 16 febbraio 2012)

  • «Un racconto al giorno contro il cattivo umore» (Luca Sancini, «Repubblica», 5 marzo 2012)

  • «Storie per i giorni freddi» (Gabriele Dossi, «il manifesto», 7 marzo 2012)

  • «Storie da leggere una al giorno, per non perdere il gusto della varietà» (Alberto Sebastiani, «Repubblica», 13 marzo 2012)

  • «Ce n'è davvero per tutti i gusti» (Giovanni Ricciardi, «Il Venerdì di Repubblica», 16 marzo 2012)

  • «Inverno quasi addio» (Bruno Quaranta, «La Stampa - Tuttolibri», 17 marzo 2012)

  • «Professione ghost writer» (Pietro Spirito, «Il Piccolo», 30 marzo 2012)

  • «Un genio armato di tanta sregolatezza inventiva» (Sergio Rotino, «Stilos», 24 maggio 2012)

  • Recensione sul blog "Ultima sigaretta" (Alfonso Righini, 3 dicembre 2012)


  • I libri di Fabio Rizzoli pubblicati da Fernandel
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    Massimo Vitali, Se son rose


    Se son rose

    Radio e Tv


  • Servizio al Tg3 regionale (21 ottobre 2011)

  • Intervista a radio 3 Fahrenheit (4 novembre 2011)

  • Intervista a Tg3 Buongiorno Regione (9 novembre 2011)

  • John Vignola legge il primo capitolo a "Radio 2 Twilight" (8 novembre 2011)

  • Intervista di Tamara Cantelli a Radio Gamma (novembre 2011)

  • Intervista a "Terrazza Kursaal" di San Marino RTV (7 dicembre 2011)

  • Intervista a Radio Studio Delta (7 dicembre 2011)

  • Intervista a Radio Emilia-Romagna Prima parte e Seconda parte

  • Intervista a "Il cacciatore di libri" di Radio 24 (21 gennaio 2012)

  • Intervista di San Valentino a "Ultima sigaretta" (14 febbraio 2012)

  • Alla trasmissione "A tambur battente" (marzo 2012)

  • Intervista a Radio Città Futura (15 giugno 2012)

  • Intervista a "Caffè scorretto" di Radio Popolare Roma (16 giugno 2012)

  • Pagine: 176
    Isbn: 9788895865560
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: ottobre 2011
    Leggi come inizia



    «Entrare di sera nella magia del grande schermo è stato facile; uscirne un po’ meno. Volendo fare un calcolo, è da più di quattro ore che sono al cinema Corallo, chiuso a chiave nel bagno delle donne»


    Prendete la pancia di un uomo, Roversi. Aggiungete una moglie, un lavoro e centodieci chili di abitudini. Ora siate rudi: togliete la moglie, il lavoro e le abitudini. I centodieci chili, invece, chiudeteli a chiave nel bagno delle donne del cinema Corallo.
    Deciso a non uscire più finché non avrà portato a termine quella pausa di riflessione che in tanti gli hanno consigliato di prendersi, sarà il resto del mondo a venirlo a cercare: preti, maniaci, fotografi, cani, travestiti, psicanalisti, fabbri, venditori porta a porta. E donne, naturalmente.
    Roversi darà udienza a tutti, ma non aprirà la porta a nessuno.
    Copertina di Lilia Migliorisi.

    Massimo Vitali è nato e vive a Bologna. Nonostante gli ottimi riscontri di critica e di pubblico ottenuti con il romanzo d’esordio L’amore non si dice continua a lavorare all’ufficio reclami di una nota multinazionale svedese.
    Il suo sito internet è https://www.massimovitali.org/

    Come inizia


     Massimo Vitali

    Mettiamo che io abbia un figlio che un bel giorno vuole sapere che lavoro fa il suo papà. Io gli direi: ma io non sono tuo papà. Mettiamo che lui dica non scherzare, lo devo scrivere in un tema per la maestra. Allora gli direi: e va bene, sono tuo papà. Però da oggi sono anche disoccupato.
    Mentre gli spiego cosa significa la parola disoccupato, per non fargli lasciare il foglio in bianco con scritto solo “disoccupato”, dico a mio figlio che fino al giorno prima suo papà era impiegato in una ditta che vendeva gnocchi, purè, crocchette e qualunque cosa, fatta di patate, che si possa masticare.
    Certo, un impiego non proprio esemplare rispetto ai vari astronauti, pompieri o equilibristi del circo che popolano i temi dei bambini, ma per un bambino immaginario che importanza potrà mai avere il lavoro del suo papà?
    A lui basterebbe avere un lavoro di cui scrivere, e al suo papà basterebbe avere un lavoro e basta, e invece da ieri non ha più neanche quello: concluso senza preavviso da un uomo cattivo che si fa chiamare capo.
    Ieri il mio capo mi ha convocato nel suo ufficio, mi ha fatto accomodare su una sedia, mi ha spiegato che c’era un problema, e il problema non era tanto la crisi del consumo di patate, come ho cercato di suggerire io a un certo punto, quanto io: il problema ero proprio io.
    «Io chi?» Ho chiesto per sicurezza.
    «Lei Roversi». Ha chiarito il capo. «Da quanto tempo lavora con noi?»
    «Ho perso il conto».
    «Se vuole glielo faccio io».
    «Dieci anni».
    «Sono tanti».
    «Me ne dava di meno?»
    Il capo non ha risposto ma si è acceso una sigaretta: «Lo sa cosa penso?»
    «Se lo sapessi sarei al suo posto, a fumare dall’altra parte della scrivania». Ho detto fingendomi spregiudicato.
    «Penso che lei dovrebbe prendersi una pausa di riflessione». Ha risposto lui, che spregiudicato lo è di natura.
    «Una pausa di riflessione…» Ho ripetuto meccanicamente, iniziando a traballare sulla sedia.
    «Proprio così». Ha confermato il capo, immobile dietro una nuvoletta di fumo.
    «E su cosa dovrei riflettere, di preciso?»
    «Questo lo deciderà lei». Ha continuato il capo impassibile. «Tempo ne avrà».
    «Sta scherzando?» Ho chiesto fissandogli quel suo grosso naso a patata, frutto di tanti anni di sacrifici nel campo delle patate.
    «Ho la faccia di uno che scherza?» Ha risposto lui, che al suo naso c’era abituato.
    «Non si starà confondendo con qualcun altro?» Ho insistito vacillando sulle ginocchia e cercando di simulare un attacco di panico neanche troppo simulato.
    «A differenza di altri, io non mi distraggo mai sul lavoro». Ha spiegato il capo diradando la nebbia fumosa e scuotendo il suo naso a patata da un lato all’altro della scrivania.
    Non capivo a cosa si riferisse. Io i miei errori sul lavoro li nascondevo sempre benissimo. Erano dieci anni che li nascondevo con cura maniacale. A volte faticavo a trovarli io stesso.
    Il mio capo invece ce li aveva tutti davanti a sé, radunati sulla scrivania, divisi per cartelle, una per ogni anno. Dieci anni di errori che così da lontano e con tutta quella nebbia non li vedevo bene neanch’io.
    Così mi sono avvicinato: «Ma lo sa che ho un figlio da mantenere?»
    «Dicono tutti così».
    Poi il capo ha preso un foglio che era in cima alla pila, lo ha girato verso il sottoscritto e ci ha appoggiato sopra una penna: «Ora dovrebbe farmi un autografo», ha detto.
    Io non sapevo che i licenziamenti funzionassero così. Li avevo visti in tanti film, ma a me non era mai capitato. D’altronde i capi non sono mica attori. I capi se sono diventati capi è perché a loro volta hanno fatto fessi altri capi. E sotto questo punto di vista il mio capo era l’ultimo dei fessi. Io il primo: questa sua decisione così inaspettata mi piombava addosso come una pioggia di patate.
    Ero talmente sconcertato che non ho fatto obiezioni. Non ho fatto obiezioni perché quando la tua unica preoccupazione è quella di schivare patate che piovono dal cielo, firmare un foglio di licenziamento e uscire dall’ufficio con la penna del capo ancora tremolante in tasca è roba da ridere. Anche se poi, cosa ci sarà mai da ridere? [...]

    Rassegna stampa

    Di un antieroe come Roversi sentivamo la mancanza (Marta Cervino, «Marie Claire», ottobre 2011)

    La "versione comica" di Caos calmo (Anticipazione su affaritaliani.it, 4 ottobre 2011)

    Se il mondo bussa alla porta del bagno delle donne di un cinema d'essai... (Anticipazione su L'Occidentale.it, 9 ottobre 2011)

    Nel bagno delle donne si riflette meglio (Brunella Schisa, «Venerdi di Repubblica», 14 ottobre 2011)

    Si può ben sperare per i nostri giovani narratori (Sergio Rotino, «L'Informazione. Il Domani», 17 ottobre 2011)

    Due pagine intere su «Class»! (ottobre 2011)

    Il novello Bartleby dice no e si chiude in bagno (Alberto Sebastiani, «Repubblica» 18 ottobre 2011)

    La scrittura ironica e surreale di un umorista genuino (Désirée Paola Capozzo, Elle.it, 21 ottobre 2011). Recensione e "Il questionario dello scrittore"


    Come sopravvivere alla perdita di lavoro e moglie (Federico Mascagni, «L'Unità», 2 novembre 2011)

    Chi non lavora non fa l’amore (Enrico Veronese, «Blow Up», novembre 2011)

    Ecco il santo che ci vuole per l’Italia (Filippo La Porta, «Repubblica XL», novembre 2011)

    Un libro che ti fa ben sperare per il futuro del libro e del romanzo in generale (Fulvio Caporale, «La Voce», 17 novembre 2011)

    Fuggire a volte è un diritto! (Francesca Magni, «Donna Moderna», 30 novembre 2011)

    Leggere questo romanzo fa alle donne l’effetto della canzone “A te” di Jovanotti: anche tu vorresti sentirti dire quelle cose lì (Raffaella Venarucci, «Vanity Fair», 30 novembre 2011)

    Vai all'articolo

    La vita non la puoi fermare, più cerchi di allontanarla e più ti viene a cercare (Carlotta Vissani, «Rolling Stones», dicembre 2011)

    Dopo cena c'è Massimo Vitali (Sabrina Camonchia, «L'Informazione - Il Domani», 11 gennaio 2012)

    Scrittura cinematografica fatta di brevi incursioni fulminanti (Fabio Striani, «Rumore», gennaio 2012)

    Massimo Vitali racconta idee. E le racconta benissimo (Gianluca Mercadante, «Pulp», gennaio-febbraio 2012)

    Il divertimento della parola (Fulvio Caporale, «Leggere Tutti», aprile 2012)

    Far ridere è una cosa seria (Piero Ferrante, «Stato Quotidiano», 14 aprile 2012)

    Recensione sul sito www.sulromanzo.it (Mirko Tondi, 13 giugno 2012)

    end faq


    I libri di Massimo Vitali pubblicati da Fernandel:

    €13,00
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    Ravenna, finalmente!

    Laboratorio di scrittura Raccontare Ravenna

    Ravenna, finalmente!

    Radio e Tv


  • Intervista di Ravenna Web Tv in occasione della premiazione del laboratorio (19 dicembre 2011)

  • Pagine: 192
    Isbn: 9788895865584
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: ottobre 2011
    Leggi come inizia



    Nel 2019 Ravenna potrebbe essere capitale europea della cultura. Stimolati da questa possibilità, sei giovani autori si sono confrontati con l'idea di raccontare un futuro non lontano. Ravenna, finalmente! raccoglie infatti dodici episodi che si intrecciano fino a disegnare una nuova città, non certo ideale e perfetta, quanto piuttosto realistica e concreta, in cui i temi del nostro presente, come il turismo, l'integrazione e la riqualificazione urbana, non possono comunque cancellare le ferite del passato.
    Una cerimonia inaugurale con un ospite d'onore prestigioso, una ravennate convertita all'Islam, un giovane talento del rugby che deve scegliere se andare o restare, un turista americano in balia della cronica inefficienza dei trasporti: da questi racconti emerge un quadro ironicamente imperfetto della nuova capitale, una città diversa per chi torna, nuova per chi arriva, già troppo lontana per chi parte. È un libro fiduciosamente critico nei confronti della città, e aperto a una riflessione concreta sulle potenzialità non solo di Ravenna, ma degli stessi ravennati, di poter costituire un punto di riferimento culturale per la comunità europea.
    Il romanzo collettivo Ravenna, finalmente! è il frutto dell'edizione 2011 del laboratorio di scrittura Raccontare Ravenna.
    Foto di copertina di Sara Ciet.

    Gli autori: Silvia Banzola, Luca Ciavatta, Sara Ciet, Enrico Cirelli, Filippo Papetti, Pierpaolo Zoffoli.


    Rassegna stampa

    «Ravenna 2019: la città che vorrei», riflessioni a metà del laboratorio di scrittura («Il Qui», 7 luglio 2011)

    Una pagina intera su «Ravenna & Dintorni» scritta dal gruppo e dedicata alla candidatura della città come capitale europea della cultura (13 ottobre 2011)

    «E se vincesse davvero Ravenna?» Intervista a Sara Ciet (Valerio Iazzi, «La Piazza», 22 ottobre 2011)

    «Entusiasmo e progetti: si sogna in grande» (Roberta Bezzi, «Il Resto del Carlino», 20 dicembre 2011)

    «I giovani autori di Fernandel raccontano il 2019» (Matteo Cavezzali, «Ravenna & Dintorni», 22 dicembre 2011)

    «Come nasce un libro collettivo» (Matteo Cavezzali, «Ravenna & Dintorni», 29 dicembre 2011)

    «Un futuro prossimo, un orizzonte plausibile. Un avvenire auspicabile» (Paolo Martini, «Gagarin», gennaio 2012)

    end faq

     I sei romanzi collettivi pubblicati dal 2008 al 2014 grazie al laboratorio di scrittura "Raccontare Ravenna"

    €14,00

    Silvia Manzani, Figli di uno stesso sesso

    Abbattere le barriere educative nei confronti delle famiglie omogenitoriali



    Figli di uno stesso sesso. Abbattere le barriere educative nei confronti delle famiglie omogenitoriali

    Radio e tv

  • Servizio su San Marino RTV (26 settembre 2011)

  • Intervista a Radio Città del Capo (1 ottobre 2011)

  • Intervista a Radio Popolare (11 ottobre 2011)

  • Intervista nella trasmissione "A tambur battente" (17 dicembre 2011)

  • Pagine: 160
    Isbn: 9788895865539
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: settembre 2011




    Siamo sicuri che celebrare la festa della mamma e del papà in un nido d’infanzia sia una scelta azzeccata? E che sia educativo trattare l’omosessualità fra i banchi di scuola come un argomento tabù? Forse no, perché di bambini che crescono con madri lesbiche e padri gay ce ne sono sempre di più. In Italia i minori sono circa centomila, una stima che fotografa un fenomeno in crescita, quello delle famiglie omogenitoriali, che a sua volta s’inserisce nella più generale trasformazione della famiglia contemporanea. I dubbi dell’opinione pubblica sono molti, anche se le più importanti ricerche, realizzate per lo più negli Stati Uniti e nei paesi del Nord Europa, li smentiscono. Sottolineando che l’ambiente famigliare in cui cresceranno quei bambini, poi adolescenti e un giorno adulti, non li porterà per forza a sviluppare identità omosessuali, a soffrire di depressione, a vivere da esclusi o da emarginati. E su questo il mondo della scuola, a partire dal nido, ha una grande responsabilità: quella di imparare ad accogliere e a spiegare senza giudicare. I pregiudizi da abbattere sono molti, e la pedagogia ha davanti a sé una sfida enorme, ma ha anche i mezzi per vincerla.

     Silvia Manzani
    Silvia Manzani è nata a Ravenna nel 1981. Laureata in Scienze internazionali e in Educatore d’infanzia, ha lavorato come giornalista per le redazioni di “La Voce di Romagna”, “Qui Magazine” e “Il Sole 24 Ore”. Con il fotoreporter Giampiero Corelli ha realizzato tra il 2009 e il 2010 il progetto “Ravenna liquida”. Questo è il suo primo libro.

    Rassegna stampa
  • Anticipazione su «Grazia» (Valentina Pigmei, 5 giugno 2011)

  • «A scuola di normalità» (Segnalazione su «Gioia bambino», settembre 2011)

  • «Non sono famiglie più infelici delle altre» («Donna Moderna», 21 settembre 2011)

  •  Silvia Manzani e Vladmir Luxuria durante la presentazione alla Feltrinelli di Roma (foto da https://www.prismanews.net/)
  • «Parole nuove» (Monica Piccini, «Elle», ottobre 2011)

  • «Essere genitori e gay: non resta che emigrare?» (Federico Mascagni, «l'Unità», 23 settembre 2011)

  • «Servirebbe un progetto pedagogico all'interno delle scuole» (Alessandro Montanari, «La Voce», 25 settembre 2011)

  • Segnalazione su «Ravenna & Dintorni» (29 settembre 2011)

  • Segnalazione su «L’Informazione» di Bologna (29 settembre 2011)

  • Segnalazione su «Il Corriere della Sera» di Bologna (29 settembre 2011)

  • «Omosessualità e genitorialità. A Roma con Silvia Manzani, Luxuria e Grillini» (Alfonso Palumbo, Prismanews.it, 16 ottobre 2011)

  • «Diciamo ai bimbi che esistono famiglie diverse» (Federica Angelini, «Ravenna & Dintorni», 17 novembre 2011)

  • Intervista a Silvia Manzani sul sito bambinizerotre.it (Sarah Key, 17 maggio 2013)

  • €13,00

    Pinocchio cuore di legno

    Testi di Pietro Spirito, disegni di Nadia Zorzin

    Pinocchio

    Radio e TV


  • Intervista agli autori su Rai Radio 3 Fahrenheit (14 settembre 2011)

  • Servizio su Telequattro (16 settembre 2011)

  • Intervista agli autori su Radio Sherwood Web TV (ottobre 2011)

  • Pagine: 128
    Isbn: 9788895865522
    Collana: Illustorie
    Formato: cm 14 × 20
    Data di pubblicazione: 5 settembre 2011
    Guarda le prime pagine

    Un Pinocchio di carne e nevrosi: e vissero tutti infelici e contenti?


    Tutti conoscono la favola di Pinocchio, il burattino dissennato e bugiardo che si trasforma in un bambino saggio e buono. Ma che succede dopo? Come va a finire la storia quando il Pinocchio uguale a tutti noi cresce, studia, diventa uomo, trova un lavoro, mette su famiglia e affronta le responsabilità di ogni giorno? Chi nasce con un cuore di legno può davvero cambiare il suo destino? Nella tradizione delle riletture dell’opera di Collodi, ecco la parabola di una caduta, una favola noir dei nostri giorni che parla del predominio dei poteri criminali, dell’avidità, dello smarrimento e della fragilità dell’uomo contemporaneo. Geppetto, il Gatto e la Volpe, Lucignolo, il Grillo parlante tornano per raccontare una morale contraria che segna i limiti del vivere in questo mondo.

    Pietro Spirito, giornalista e scrittore vive a lavora Trieste. Ha pubblicato saggi, racconti e romanzi. Tra gli ultimi Le indemoniate di Verzegnis (Guanda, 2000), Speravamo di più (Guanda, 2003, finalista al Premio Strega), Un corpo sul fondo (Guanda, 2007, dal quale il regista Fredo Valla ha tratto il film “Medusa. Storie di uomini sul fondo”), Il bene che resta (Santi Quaranta, 2009), L’antenato sotto il mare (Guanda, 2010).

    Nadia Zorzin, graphic designer e illustratrice, triestina di origine, vive e lavora nella campagna udinese. Per anni ha raccontato di sé su pagine di agenda che venivano poi scansite e inserite in un blog in cui si firmava Solo_in_linea, per il tratto continuo che caratterizzava i suoi disegni. Una serie di queste vignette è diventata il libro-diario di una maternità, ma-mma (Untitl.ed, 2008).


    Rassegna stampa

  • «Un controcanto cupo e visionario all’ottimistica storia di Collodi» (Alessandro Mezzena Lona, «Il Piccolo», 6 settembre 2011)

  • «Quando il burattino diventa un adulto fragile e nevrotico» («Il tempo», 18 settembre 2011)

  • «Pinocchio siamo noi, l'uomo contemporaneo fragile e disorientato» (Alberto Rochira, «Il Piccolo», 17 settembre 2011)

  • «Un vorticoso noir di antieroi e canaglie» (Luca Benedetti, «Pulp», settembre 2011)

  • «Pinocchio in favola nera» («Messaggero Veneto», 19 settembre 2011)

  • «Pinocchio diventa grande e racconta le nevrosi di oggi» («L'Eco di Bergamo», 26 settembre 2011)

  • «Contemporaneo e cattivo» («Ansa», 30 settembre 2011)

  • Recensione su «La voce di Trieste» (Benedetta Moro Accerboni, 11 ottobre 2011)

  • «Dalla soffitta allo studio dell'analista, un racconto amaro, spesso grottesco» (Alberto Gedda, «La Stampa - Tuttolibri», 22 ottobre 2011)

  • «Fumetto senza antidepressivo» (Francesca Dallatana, «La Gazzetta di Parma», 1 novembre 2011)

  • «Se Pinocchio fa il cattivo» (Paolo Perazzolo, «Famiglia Cristiana», 6 novembre 2011)

  • «Ottimo manuale-fumetto per un affresco che non fa appello alla compassione» (Mary Barbara Tolusso, «Il Gazzettino», 18 novembre 2011)

  • «Un Pinocchio simbolo di un'umanità che soffre» (Marina Torossi Tevini, «Trieste Arte & Cultura», luglio-ottobre 2011)

  • Segnalazione su «Leggendaria» nella rubrica di strenne "Lo scaffale della fantasia" (novembre 2011)

  • €12,00

    Il cavedio, di Francesca Bonafini, Mascia Di Marco, Patrizia Rinaldi, Nadia Terranova


    Il cavedio

    Radio e tv


  • Servizio sul TG3 Regionale (25 luglio 2011)

  • Servizio su San Marino RTV (29 luglio 2011)

  • Intervista di Pietro Spirito e Luigi Zannini su Radio 3 (15 ottobre 2011)

  • Pagine: 128
    Isbn: 9788895865478
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: giugno 2011
    Leggi le prime pagine


    «La vita è una sfida. E tu sei la resa dei conti»

    Il cavedio è un romanzo in cui quattro autrici si confrontano dando voce a quattro distinti personaggi che vanno a comporre un’unica storia fatta d’amore, tradimenti, ricchezze e miserie. Patrizio Zefi, ultrasettantenne napoletano, muore nella sua abitazione il giorno delle sue nozze d’oro. La moglie, la siciliana Floriana Terrasanta, seduta accanto al cadavere ripercorre la loro vita coniugale. Floriana è una persona determinata che ha usato il marito per uscire dalla povertà e dal marchio di pazzia che l’aveva segnata fin dalla nascita. Ma non è l’unica donna di Patrizio. Nel giorno della sua morte fanno i conti con lui anche Marta Benvenuti, colta e fragile poetessa ormai anziana che ricorda la breve vampata di una passione giovanile, e la giovane Elisa Franzin, ex attrice veneta cui Patrizio, ormai nonno, ha devastato la vita lasciandola distrutta d’amore.
    Si compone così, nella cornice della storia d’Italia dal dopoguerra ai giorni nostri, il mosaico di un uomo furbo e senza scrupoli in perenne fuga dal dolore, guidato da un cieco desiderio di riscatto sociale e da una soffocata brama d’amore che si risolve in un’irresistibile sensualità grottesca e animalesca.

     Le autrici dopo la presentazione a Napoli (28 giugno 2011)


    Le autrici

    Francesca Bonafini è nata a Verona nel 1974, vive a Bologna. Nel 2008 è uscito il suo primo romanzo, Mangiacuore (Fernandel). Ha collaborato a progetti musicali e scritto testi di canzoni, pubblicato racconti su riviste, quotidiani e varie antologie tra cui Quote rosa. Donne, politica e società nei racconti delle ragazze italiane (Fernandel, 2007); Dylan revisited (Manni, 2008); Dizionario affettivo della lingua italiana (Fandango, 2008); Fiocco rosa. Gravidanza e maternità nei racconti delle donne italiane (Fernandel, 2009); Corpi d’acqua (Voras, 2009); Fobieril-soluzione maniazina (Jar, 2009); Scrittori in cucina (Jar, 2010) della quale è anche co-curatrice. Un suo intervento di carattere saggistico è presente nel volume Sex machine. L’immaginario erotico nella musica del nostro tempo (Auditorium, 2011), in cui ha scritto di musica italiana e in particolare di Ivano Fossati.

    Mascia Di Marco è nata a Pescara e vive a Vasto, in Abruzzo. È presente nell’antologia Scrittori in cucina (Jar, 2010) e Quote rosa. Donne, politica e società nei racconti delle ragazze italiane (Fernandel, 2007). Con Fernandel ha pubblicato il suo primo romanzo, Nel cemento (2010), uno spaccato sulla società e i vizi della provincia italiana.

    Patrizia Rinaldi vive e lavora a Napoli. Si è specializzata in scrittura teatrale con Francesco Silvestri. Partecipa a progetti didattici diretti da Maria Franco presso l’istituto penale minorile di Nisida; cura incontri di lettura e scrittura per ragazzi. Ha pubblicato tra l’altro: Rock sentimentale, Edizioni EL, collana Young, 2011; Le felicità consumate, Edizione Cento Autori, 2011; Caro diario ti scrivo (insieme a Nadia Terranova), Edizioni Sonda, 2011; Piano Forte (Premio Elsa Morante Ragazzi, Premio Mariele Ventre), Sinnos Editore, 2009; Blanca, Dario Flaccovio, 2009; Ninetta Ridolfi e gli oggetti affettuosi (Premio Profondo Giallo 2007), Giallo Mondadori, 2008; Napoli-Pozzuoli. Uscita 14, Dario Flaccovio, 2007; Sono tornato a casa (Premio Pippi 2006 – inediti), Edizioni L’isola dei Ragazzi, 2007; Pidocchi ovvero la storia di alcuni bambini e di alcuni parassiti, Edizioni ETS, 2003; Il commissario Gargiulo (finalista XXII Premio Mystfest 1995 – esordienti), Stampa Alternativa 1995.

    Nadia Terranova, messinese, vive a Roma. Ha pubblicato racconti nelle riviste “Linus”, “Fernandel”, “Fili d’aquilone”, e in antologie, tra cui San Valentino dei fessi (80144 edizioni, 2011), Babbo Natale è strunz (80144 edizioni, 2010), Quote rosa. Donne, politica e società nei racconti delle ragazze italiane (Fernandel, 2007) e Fiocco rosa. Gravidanza e maternità nei racconti delle donne italiane (Fernandel, 2009). Un suo racconto compare nel progetto editoriale Lineagialla per Poste Italiane (80144 edizioni, 2011). Ha ideato e curato l’antologia-ricettario Scrittori in cucina (Jar, 2010). Scrive anche narrativa per ragazzi (Caro diario ti scrivo, con Patrizia Rinaldi, Sonda, 2011, menzione speciale Nisida-Roberto Dinacci all’interno del Premio Elsa Morante Ragazzi 2011) e testi per il teatro. Fa parte del gruppo di provocatori letterari “I libri in testa” e dell’organizzazione “Jam Session Teatrale” per dare voce alle nuove drammaturgie. Il suo blog è: https://nadiaterranova.wordpress.com.




    Rassegna stampa

  • «Tre donne, tre storie, tre passioni. E un uomo» (Francesca Giannetto, frailibri.wordpress.com, 8 giugno 2011)

  • «Un'umanità animalesca fatta di fughe e ritorni, bassezze e riscatti» (Désirée Capozzo, Elle.it, 17 giugno 2011)

  • Segnalazione su «Il denaro» (18 giugno 2011)

  • «Quattro scrittrici per raccontare lo stesso uomo» (Antonio Prudenzano, Affari Italiani, 21 giugno 2011)

  • «Storia di passioni, illusioni e sentimenti messi alla prova» (Pietro Spirito, Il Piccolo, 23 giugno 2011)

  • «Un burbero conteso tra più donne» (La Voce, 25 giugno 2011)

  • Segnalazione su Marie Claire (Marie Claire, giugno 2011)

  • Segnalazione sull'Agenzia di stampa quotidiana nazionale "Asca" (giugno 2011)

  • «Un curioso romanzo a otto mani» (Francesco Durante, Il Corriere del Mezzogiorno, 26 giugno 2011)

  • «Un racconto dialettale struggente e animalesco, asciutto e nuovo» (Alcide Pierantozzi, Rolling Stone, luglio 2011)

  • «Quattro scrittrici. Quattro sensibilità. Quattro diversi modi di concepire l’amore, la passione e il dolore» (Angela Di Maso, Il Roma, 3 luglio 2011)

  • «Tre donne, un uomo e un cavedio» (Alberto Sebastiani, Repubblica, 5 luglio 2011)

  • «L'ultima parola a lui, l'uomo» (Segnalazione su «Grazia», 5 luglio 2011)

  • «Un ritratto rapido e nitido che riguarda la nostra storia, i nostri vizi e le nostre virtù» (Sergio Rotino, L'Informazione - Il Domani, 6 luglio 2011)

  • «Staffetta rosa» (Antonio Prudenzano, D di Repubblica, 9 luglio 2011)

  • «Hai l’impressione di essere davvero nei luoghi di cui si parla e di conoscere veramente i personaggi» (Francesca Magni, Donna Moderna, 22 luglio 2011)

  • «Un quartetto d'archi per pagine e parole» (Sara Mostaccio, Blog Libri, 7 agosto 2011)

  • «Quattro voci, quattro stili diversi, ma tutti al servizio della narrazione» («Class», settembre 2011)

  • «Un romanzo a otto mani che ha l'andamento di un recitativo d'opera» (Anna Maria Crispino, «Legendaria», ottobre 2011)

  • «Le vite parallele di tre donne e dell'uomo che le accomuna in un romanzo per voci sole» (Anna Petrazzuolo, distanzelab.it, novembre 2011)

  • «Quando si ama un uomo infedele» (Chiara Gentile, «La Gazzetta del Sud», 11 dicembre 2011)

  • Intervista a Patrizia Rinaldi (Alessio Arena, alessioarena.com, febbraio 2012)

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    Claudio Guardigli, Paola Novara, Tito Menzani, I Rasponi fra Mezzano e Savarna

    Economia, insediamenti e genealogie nel territorio a nord-ovest di Ravenna (secc. XV-XIX)


    I Rasponi fra Mezzano e Savarna
    Lo stemma della famiglia Rasponi
    Pagine: 264
    Formato: cm 17 × 24
    Collana: Fernandel Scientifica
    Data di pubblicazione: 1 giugno 2011


    Nell’ambito dell’aristocrazia romagnola, la famiglia dei Rasponi è sicuramente una di quelle che ha goduto di maggior visibilità, fortuna e prestigio, tanto da rimanere per secoli al centro delle vicende politiche ed economiche del Ravennate. Seguendo i percorsi dei singoli rami di questa complessa genealogia, si intercettano le principali svolte del territorio ravennate, dalla dominazione veneziana all’influenza pontificia, dalla grande bonifica gregoriana alla redditizia coltivazione del riso, dalla comparsa dei primi borghi bracciantili alla diffusione delle idee repubblicane e socialiste. In questo volume si mettono a fuoco le dinamiche che – tra Quattrocento e Ottocento – hanno interessato una porzione del forese, e cioè l’area che oggi corrisponde alla circoscrizione di Mezzano, la quale, oltre a quest’ultima località, comprende alcuni altri insediamenti, come Savarna, il cui retroterra storico è particolarmente ricco. Qui, in età moderna, i Rasponi hanno costruito una buona parte del proprio potere politico ed economico, mediante un ampliamento dei possedimenti fondiari, la creazione di una rete di relazioni pubbliche ed istituzionali, il mantenimento di gruppi di uomini armati al proprio servizio, e la costruzione di edifici di prestigio, quasi sempre nati come roccaforti militari, poi ingentilite in residenze di campagna.
    Da una paziente e meticolosa ricerca negli archivi ravennati, emerge uno spaccato di lungo periodo con numerosi elementi di novità. I Rasponi sono analizzati alla luce di un approccio interdisciplinare, in cui la storia socio-economica si compenetra con quella dell’architettura, con l’apporto di quasi un centinaio tra mappe geografiche e illustrazioni, in massima parte inedite. Impreziosisce ulteriormente il volume una genealogia straordinariamente ricca relativa ai Rasponi, frutto di dieci anni di ricerche anagrafiche, la quale chiarisce i legami parentali fra più di mille individui in oltre cinque secoli di storia.

    Claudio Guardigli nasce nel 1970 da secolare famiglia romagnola. Dopo gli studi a Ravenna e all’università a Bologna segue dei corsi post-universitari a Bologna, Sheffield e Milano, per ritornare poi nella sua città natale come docente di scuola secondaria. Fin da piccolo appassionato di storia e genealogia, dedica a queste ricerche gran parte della sua giornata non lavorativa. Insieme ad alcuni amici ha fondato l’associazione culturale Le Cinque Stagioni, che si occupa di diffondere a un più vasto pubblico storia e letteratura.

    Tito Menzani è docente a contratto di Storia dell’impresa all’Università di Bologna, sede di Rimini. Si occupa principalmente di temi di storia economica, pur se con significativi apporti di storia sociale e istituzionale. Collabora stabilmente con varie Fondazioni e Istituti culturali, fra i quali l’Istituto storico della Resistenza di Bologna (Isrebo), di cui è vicepresidente, e con diverse riviste scientifiche, italiane e internazionali, come «Memoria e Ricerca», «Storia e Futuro», «Enterprise & Society» e «Modern Italy». Fra le sue pubblicazioni: La cooperazione in Emilia-Romagna. Dalla Resistenza alla svolta degli anni settanta, Il Mulino, 2007; Le bonifiche in Romagna. La realizzazione del Canale in destra di Reno (secc. XVIII-XX), La Mandragora, 2008; Il movimento cooperativo fra le due guerre. Il caso italiano nel contesto europeo, Carocci, 2009.

    Paola Novara è nata e vive a Ravenna. I suoi interessi sono rivolti principalmente allo studio della storia e dell’archeologia di Ravenna e della Romagna. Ha condotto ricerche sfociate nella pubblicazione di numerose monografie e di contributi editi su riviste specializzate e su studi miscellanei. Da qualche tempo ha indirizzato il suo interesse al Medioevo ravennate, tema al quale ha già dedicato la pubblicazione di uno studio riguardante i monasteri della città e del territorio e di diversi interventi dedicati agli edifici di culto esistenti in Ravenna nell’alto e nel pieno Medioevo.

    €20,00
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    Michela Tilli, La vita sospesa


    La vita sospesa

    Radio e TV


  • Michela Tilli al programma “La notte” di Radio Uno (23 maggio 2011)

  • L'audio recensione di Gabriella D'Ina su Radio Popolare (5 settembre 2011)

  • Pagine: 200
    Isbn: 9788895865461
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 15 maggio 2011
    Leggi come inizia



    «Che cosa straordinaria la vita, quando procede da sola, risoluta, superando tutti gli ostacoli: Laura ce l’aveva fatta, era riuscita a crescere, e ora immensa e di certo bellissima, dalla pagina gli puntava l’indice contro e di nuovo gli diceva: è colpa tua»



    Che effetto fa leggere un racconto e scoprire che il protagonista ci assomiglia in modo impressionante?
    Per Damiano Galaverna, medico quarantenne di successo che vive in un presente asettico senza ricordi e senza progetti, ritrovare la propria infanzia in un libro è sconvolgente. Chi si è preso la briga di mettere la sua storia nero su bianco, rievocarne i fantasmi e confessare verità che lui stesso non ha mai raccontato a nessuno?
    Non sarà difficile svelare il mistero, ma ormai il meccanismo perfetto che con tanta fatica Damiano aveva costruito si è inceppato. Mentre intorno a sé crollano le barriere che proteggevano la sua vita dalle vite degli altri, fanno irruzione nel suo spazio le persone più improbabili: un’odiatissima collega, una prostituta devota di una dea voodoo, la madre ostinata di un paziente. Persino chi credeva di conoscerlo bene comincia a guardarlo con occhi diversi, e tutto ciò lo obbliga a riflettere su se stesso.
    L’uomo che si sentiva a suo agio solo nella divisa da chirurgo, a osservare la realtà attraverso un microscopio elettronico, e a impartire ordini perentori, si sorprende a girovagare per una Milano imbiancata dalla neve, silenziosa e quasi bella sotto un cielo color perla. Camminando in quella città magica e irreale, sotto la luce aranciata dei lampioni, riscopre l’entusiasmo che aveva da bambino e all’improvviso gli sembra di avere molto tempo a disposizione, come se l’alba si potesse prolungare all’infinito: «Si sentiva come se fino a quel momento avesse vissuto la vita di un altro, e ora fosse in procinto di riprendersi la sua, ma con calma, senza furia, come se la sua giusta dimensione fosse l’eternità».
     Michela Tilli

    Michela Tilli è nata a Savona nel 1974 e vive a Monza. La vita sospesa è il suo primo romanzo, a cui è seguito Tutti tranne Giulia. Nel 2015 ha pubblicato per Garzanti il romanzo Ogni giorno come fossi bambina.

    Come inizia

    Lo schiaffo produsse un suono acuto, stridente. Ridicolo, pensò mentre guardava stupito il professore che sventolava il palmo arrossato. La guancia gli friggeva, come se lo schiocco vi fosse rimasto appiccicato sopra. Restarono uno di fronte all’altro, senza saper cosa dire, uno fermo con la bocca un po’ aperta, l’altro con la mano appesa al braccio quasi fosse una bandierina. L’aveva visto arrivare, lo schiaffo, e poteva giurare che a metà strada la mano del professore avesse tentennato, forse indecisa sulla forza da imprimere; la mano aveva tremato, come ogni mano digiuna di ceffoni, ma poi era ripartita, alla cieca; e come ogni mano nuova a questo genere di imprese aveva colpito in modo goffo e maldestro. Salvatore avrebbe potuto pararlo con facilità: nonostante i suoi quattordici anni sovrastava il professore di tutta la testa, e per di più era svelto a schivare le botte. E invece era rimasto in attesa, curioso di vedere cosa avrebbe fatto Belli Capelli, il professore che non aveva mai reagito alle provocazioni dei suoi alunni nemmeno a parole, figuriamoci con i fatti.
    Ora Belli Capelli sembrava davvero dispiaciuto; continuava a passarsi la mano nella capigliatura folta e balbettava qualche scusa. Dal canto suo Salvatore si stupì di non provare il desiderio di fargliela pagare, spaccargli il naso, o almeno minacciarlo con il coltello.
    Non poteva farci nulla. Era chiaro che il professore si era fatto molto più male di lui e se la stava facendo sotto. E poi gli schiaffi si portavano sempre appresso qualcosa di patetico. Gli ricordavano gli attacchi impotenti di zia Rosa, tutto il movimento inutile con cui accompagnava le scenate di gelosia nei confronti di suo padre quando non tornava a dormire, quei fuochi d’artificio, con il vestito che si scompigliava lasciando intravedere una coscia scura o la curva tra i seni sempre imperlata di sudore.
    Mentre il professore annaspava nel tentativo di spiegargli che non era stata sua intenzione colpirlo, Salvatore sentiva crescere dentro di sé qualcosa che destava la sua meraviglia, una bolla che si muoveva tra lo stomaco e la gola e si gonfiava e si gonfiava, una sensazione inquietante ma piacevole, come se il corpo si facesse liquido. Strinse i pugni e poi, quando si accorse che stava per mettersi a piangere come un bambino, se la diede a gambe.

    Rassegna stampa
  • «Un atto d’amore nei confronti dei libri che cambiano la vita» (AffariItaliani.it, 16 maggio 2011)

  • «Da leggere tutto d’un fiato e consigliare» (Désirée Paola Capozzo, Elle, 18 maggio 2011) e Il questionario dello scrittore

  • «Un gioco di vite sospese. Un buon avvio per una carriera letteraria» (Il secolo XIX, 24 maggio 2011)

  • «Il debutto della scrittrice monzese» (Giornale di Monza, 24 maggio 2011)

  • In primo piano sulla pagina dei libri di «Flair», giugno 2011

  • «Essere madre per capire anche i padri» (Matteo Nucci, Il Venerdi di Repubblica, 27 maggio 2011)

  • «Un percorso di formazione al rovescio, per tornare a esser bimbi» (Carlotta Vissani, Rolling Stones, giugno 2011)

  • «Un notevole romanzo d'esordio» (Marilia Piccone, wuz.it, 9 giugno 2011)

  • «Un libro che vi piacerà se amate sprofondare nell’interiorità dei personaggi» (Donna moderna, 17 giugno 2011)

  • «Intenso e tormentato» (Pietro Cheli, Gioia, 2 luglio 2011)

  • «Scrivere in Brianza: intervista a Michela Tilli» (Azzurra Scattarella, vorrei.org, 6 luglio 2011)

  • «Basta poco a Michela Tilli per creare una sceneggiatura appassionante» (Cristina De Stefano, Elle, agosto 2011)

  • «Quando gli esordienti “acchiappano”» (Flavia Piccinni, Il Riformista, 13 agosto 2011)

  • Fra i libri per l'estate di «Tu Style» (Paola Sara Battistioli, 16 agosto 2011)

  • «Uno dei migliori esordi del 2011» (Sergio Rotino, «L'Informazione», 26 settembre 2011)

  • «Bugie e segreti svelati nella nebbia di Milano» (Sabrina Penteriani, «L'Eco di Bergamo», 24 ottobre 2011)

  • «È proprio un gran bel libro!» (Desirée Capozzo, Elle.it, 5 libri per 365 giorni, 21 dicembre 2011)


  • I libri di Michela Tilli pubblicati da Fernandel:
    €14,00
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    Eugenio Sideri, Anima e carne: donne in scena


    Anima e carne: donne in scena
    Pagine: 160
    Isbn: 9788895865409
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: maggio 2011
    Leggi le prime pagine


    II copioni teatrali raccolti in questo libro hanno per protagoniste unicamente dei personaggi femminili, sviluppati in collaborazione con le attrici che li hanno interpretati. Sono dunque dei copioni scritti direttamente sul palcoscenico, con le attrici trasformate involontariamente in co-autrici: solo nelle loro bocche infatti le parole trovavano il giusto suono; solo nei loro corpi le azioni necessarie; solo nei loro sguardi il punto di vista sul mondo.
    Tre storie di donne sole, anzi, da sole, che compiono scelte spesso coraggiose; scelte che a volte le slegano da un mondo ancora troppo maschile, e che comunque le rendono esempi unici di coraggio e ferrea volontà. È il caso delle tre sorelle partigiane di 44, in cui le protagoniste, armate solo delle loro biciclette, durante gli anni della Resistenza scelgono la lotta per la libertà contro l’oppressione nazi-fascista. Sempre in bicicletta corre Alfonsina Strada, protagonista di Finisce per A, prima e unica donna a correre nel 1924 il Giro d’Italia. E in quegli anni in cui ancora non si parlava della condizione femminile, quello di Alfonsina è un viaggio «in direzione ostinata e contraria».
    Nel libro è inserita anche una «commedia da morir dal ridere», Le sorelle Misericordia, un testo in cui non compaiono eroismi, anche se le sorelle Misericordia sono una sorta di pronipoti delle staffette partigiane, tanto che ne conservano il cognome. Non ci sono gesti eclatanti, ma la commedia mette in mostra quattro ritratti della nostra quotidianità, apparentemente semplici, a volte innocui; però a ben guardare, una pagina dopo l’altra emerge un caos interiore e psicologico che dietro la maschera del sorriso nasconde una lacrima.
    Copertina di Gianluca Costantini.

     Eugenio Sideri
    Eugenio Sideri è nato a Ravenna nel 1968. È drammaturgo e regista, docente di recitazione e di storia dello spettacolo. È fondatore della compagnia Lady Godiva Teatro, con la quale ha prodotto numerosi spettacoli, tra cui Napoleone. Storie di partigiani (Fernandel, 2005). È stato docente di recitazione alla Deha Ballet Academy, diretta dal coreografo Steve La Chance. Per Fernandel nel 2011 ha pubblicato Anima e carne: donne in scena.

    Rassegna stampa
  • «Le vite impervie di donne in salita» («La Voce di Romagna», 26 maggio 2011)

  • «È necessario tornare al teatro politico» («Corriere di Romagna», 28 maggio 2011)

  • Segnalazione su «Ravenna & Dintorni» (2 giugno 2011)

  • «Raccontare la finzione» (Federica Ferruzzi, «Il Qui», 2 giugno 2011)

  • Intervista al «Corriere Romagna» (Alessandro Fogli, 3 giugno 2011)

  • «Testimonianze di vita di donne coraggiose» (dramma.it, 6 giugno 2011)

  • «Testi sospesi tra ricordo e testimonianza, tra nostalgia e invenzione» (Massimo Marino, Corriere della Sera - Bologna, 9 giugno 2011)

  • «Racconti a più voci che si intersecano fra loro» (Krapp's Last Post, 11 luglio 2011)

  • La rivista «Siparo» pubblica Finisce per 'A'

  • «Sideri scrive Finisce per 'A'» («Expression», gennaio 2012)

  • «Intervista di Ornella Fiorentini su «La Nuova Tribuna Letteraria» (n. 107, luglio 2012)


  • I libri di Eugenio Sideri pubblicati da Fernandel
    €13,00

    Livio Romano, Il mare perché corre


    Il mare perché corre

    Radio e Tv


  • Livio Romano a Radio Tre Fahrenheit (13 giugno 2011)

  • Intervista al TG5 nella rubrica "La lettura" (26 agosto 2011)

  • Intervista realizzata da radio Sherwood durante la presentazione a Padova (17 maggio 2011)

  • Intervista a Radio Onda d'Urto (6 giugno 2011)

  • Livio Romano intervistato nello spazio Baol (estate 2011)

  • Le "mode" e la coerenza: una riflessione sulla scrittura e sull'editoria nel blog di Omar Di Monopoli (maggio 2011)

  • Pagine: 208
    Isbn: 9788895865447
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 15 aprile 2011
    Leggi le prime pagine


    «Gli fece un bell’effetto, pensarla, la felicità. Gli infuse coraggio»



    È notte. Due uomini che si sono incontrati per caso viaggiano verso nord. Uno ha 46 anni, l’altro 82. Scoprono di chiamarsi entrambi Piero. Tutt’e due vanno in cerca di un grande amore ma in realtà fuggono: da un morto ammazzato, dal proprio passato, dalla loro sbiadita quotidianità paesana. In una notte e un giorno allucinati, senza sonno e senza sosta, nell’abitacolo dell’auto si incrociano, in un gioco simmetrico, la storia d’amore per Helena, giovanissimo medico bosniaco, e quella speculare per Nela, ebrea sefardita scampata ai lager nazisti e poi rifugiata nel campo di accoglienza di Santa Maria al Bagno, nel Salento, prima di partire per la Palestina. Due racconti, uno antico, l’altro recente, in cui scorrono la storia dello stato di Israele e la guerra civile in Bosnia, l’assassinio di Marco Biagi a opera delle nuove Brigate Rosse e il terrorismo di Al Qaeda, l’invasione dell’Iraq e la politica imperialistica dell’amministrazione Bush.
    Un on the road nello spazio e nel tempo, un romanzo d’amore dal sapore noir. Alcune pagine della storia dell’occidente che si incrociano all’interno di una vecchia automobile e si mescolano alle storie di due uomini qualsiasi alla ricerca di una personale redenzione terrena.

     Livio Romano

    Livio Romano è nato nel 1968 a Nardò, in provincia di Lecce, dove vive. Insegna inglese in una scuola elementare. Ha esordito con un racconto in Disertori (Einaudi), a cui sono seguiti i romanzi Mistandivò (Einaudi, 2001), Porto di mare (Sironi, 2002) e Niente da ridere (Marsilio, 2007), il saggio Da dove vengono le storie (Lindau, 2000) e il lungo reportage dalla Bosnia Dove non suonano più i fucili (Big sur, 2005).
    Wikipedia gli dedica una pagina.



    Rassegna stampa
  • Perduti amori. Poi ritrovati (Lisa Corva, «Grazia», 11 aprile 2011)

  • Quei romanzi on the road (Antonio Di Giacomo, «Repubblica», 9 aprile 2011)

  • Il libro della maturità (Enzo Mansueto, «Corriere del Mezzogiorno», 17 aprile 2011)

  • Doppia solitudine on the road (Antonio Errico, «Nuovo Quotidiano di Puglia», 27 aprile 2011)

  • Il desiderio di trovare una memoria e un’identità collettive (Sergio Rotino, «L'Informazione», 8 maggio 2011)

  • Un on the road che riserva sorprese dietro ogni curva (Roberto Duiz, «Alias. Il manifesto», 21 maggio 2011)

  • Segnalazione su «La Gazzetta di Parma» (1 giugno 2011)

  • Andare via dal Sud e poi ritornarci e poi andare via di nuovo (Dario Goffredo, CoolClub.it, 16 giugno 2011) 

  • Un’inchiesta, una ricerca di natura antropologica (Eliana Forcignanò, Paese Nuovo, 24 giugno 2011)

  • Due uomini, due donne, eppure una sola storia da raccontarsi a vicenda (Luca Benedetti, Pulp, luglio 2011) 

  • Intervista a Livio Romano (Ilaria Falconieri, Nuovo quotidiano di Puglia, 2 agosto 2011) 

  • Un meridionalista in giro per il mondo (Renato Barilli, «L'Immaginazione», giugno-luglio 2011) 

  • Una fame di vita inesauribile (Antonella Cilento, «L'Indice», maggio 2012)

    Due guerre, due donne, due uomini e, soprattutto, due tempi d’Europa paralleli e speculari: è molto più di un noir questo “Il mare perché scorre” di Livio Romano, che, con la sua ormai corposa produzione, ci ha abituato ad escursioni dal romanzo (vedi “Mistandivò”, esordio einaudiano del 2001 o “Niente da ridere”, uscito per Marsilio nel 2007) al reportage narrativo (“Porto di mare”, Sironi, 2002 o “Dove non suonano più i fucili”, Big sur, 2005, viaggio in Bosnia, premessa a questo nuovo romanzo).
    E, in effetti, lo sguardo del reportage non abbandona mai il lettore in “Il mare perché scorre”, narrazione intrecciata di luoghi, di suoni, di sapori tutti confinanti l’Italia ma che l’Italia non osserva mai, le spalle volte all’Adriatico, come se l’Est a noi prossimo non esistesse. Spalle rivolte contro luoghi percorsi dal dolore e dalla guerra ma anche contro la Storia, poiché il passato recente e il presente invisibile che ci circondano sono oggi davvero una terra straniera.
    Dunque, i due protagonisti: entrambi si chiamano Piero, ma uno ha solo quarantasei anni, l’altro ne ha quasi il doppio, ottantadue. Sono in fuga e insieme inseguono l’amore: un biondissimo medico bosniaco per il primo Piero, Helena, e Nela, ebrea sefardita scampata al nazismo e rifugiata in Salento, per il secondo Piero. Il primo Piero ha traversato il mare per approdare a Mostar (una “città fore da capu”, dove convivono religioni, stili di vita etnie diversissimi) e Dubrovnik, sulle orme di un giovane soldato italiano, ma, appunto, finisce con l’innamorarsi della sfuggente Helena. Il secondo Piero ha già compiuto il suo inseguimento ed ora insegue solo se stesso.
    S’intrecciano a questi viaggi effetti inquietanti di Storia recente, le BR, giovani morti. Sia pure con la sua lingua lineare e leggera, Romano racconta di tempi incrociati, di irrisolti pregiudizi, di modalità di dire il mondo che contraddicono le consuetudini italiane alla semplificazione e fanno deragliare i treni dei luoghi comuni. I due Piero si ritrovano per caso a condividere la stessa auto e a fare insieme un viaggio ai confini della realtà, dove le donne (e non solo loro) non si comportano come previsto.
    Insomma, il romanzo italo-bosniaco di Romano sembra usare il filtro del luogo vicino e speculare – uno specchio deforme, che rivela i difetti di chi si specchia - per parlare soprattutto dell’Italia. Di chi siamo diventati. Ad esempio, il giovane Piero porterebbe volentieri via con sé Helena in Salento (è così vicina la Bosnia, in fondo) ma: “Di primo acchito, a Piero venne naturale pensare che lei non avrebbe mai più dovuto lavorare, che avrebbero ristrutturato la casa, e ne sarebbe stata la regina mentre lui avrebbe aperto un lussuoso emporio a Lecce e avrebbero fatto tre figli e sarebbero stati felici insieme fino alla fine dei giorni. Ma si trattenne. Da quel po’ che conosceva, intuiva che per Helena mantenersi da sé e realizzarsi nella professione erano principi irrinunciabili. Gli ricordava le ragazze della sua generazione, le alternative in eskimo degli anni Settanta. Coloro le quali, adesso, abdicata l’idiosincrasia per il reggiseno e gli aforismi letti nel Libretto Rosso, e raggiunta l’agognata posizione di dottoresse, se ne andavano girando in fuoristrada Toyota bardate di pelle rossa e con le facce martoriate dai filler e dal botulino. Le ragazze italiane di ventisei anni, al contrario di Helena, per quanto ne sapeva Piero, sarebbero state ben contente di progettare un futuro di casalinghe agiate”.
    E i due Piero che parlano si raccontano, appunto, un’Italia inaspettata e diversa, specie agli occhi del più giovane, dove, negli anni Settanta, si gioca a basket a Galatina, di due generazioni a confronto che però hanno in comune una vocazione alla fuga, alla diserzione materiale e morale, che risalgono una brumosa Italia del nord ma rievocano luoghi esotici (o ogni passato è per sua stessa natura esotico?). I due Piero cercano il mondo ma fuggono soprattutto da una periferia di cui si sentono prigionieri: quando il vecchio Piero viene a sapere che Nela e altri ebrei scampati ai lager e diretti in Palestina sono raccolti in una località salentina si rianima, pensa che qualcosa sta finalmente succedendo, “Sentivo che il mondo stava passando anche da noi”. L’on the road poi si scioglie in successive scoperte, in rivelazioni e delusioni, ma quel che conta è avvenuto: le troppe anime d’Italia si sono confrontate e interrogate su cosa sia, poi, alla fine, cambiare e fare una rivoluzione, cosa siano, ancora, le ideologie e che modello di realtà si possa costruire. Restano, naturalmente, gli individui, più che le idee, messi in luce da un registro a volte teatrale, con didascalie fra parentesi, fitti dialoghi, a volte cinematografico: le panoramiche di luoghi, odori e cibi sono forse l’elemento che più resta impresso una volta chiuso il libro, come a sottolineare uno struggimento, una fame di vita inesauribile, che fa i conti con gli errori storici e personali ma non si estingue mai.

    end faq


    I libri di Livio Romano pubblicati da Fernandel:
    • Il mare perché corre
    • Diario elementare
    • Per troppa luce
    • €14,00
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    €6,49
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    Margherita Molli e Gentile Giusti. Due donne nella Ravenna dei secoli XV e XVI

    a cura di Giorgio Orioli e Paola Novara

    Margherita Molli e Gentile Giusti
    Pagine: 48
    Formato: cm 14 × 20
    Collana: Fernandel Scientifica
    Data di pubblicazione: 1 aprile 2011



    «Il giorno 8 maggio 1442, martedì, festa dell’Apparizione dell’arcangelo san Michele sul monte Gargano, era papa Eugenio IV (1431-1447), imperatore Federico III d’Asburgo (1440-1493), signore di Faenza Astorgio II Manfredi (1441-1468), vescovo delle stessa città il servita Francesco Zanelli (1438-1454), e nel castello di Russi, posto circa a metà strada tra Ravenna e Faenza, nasceva ai coniugi Francesco e Giovanna Molli una figlia che al battesimo chiamarono Margherita; celebrò il sacro rito il pievano don Bartolo (prima del 1426-dopo il 1450).
    Era stata preceduta da un fratello che portava lo stesso nome del padre e sarebbe stata seguita da un altro cui sarà imposto al sacro fonte il nome di Stefano.
    I Molli erano una delle famiglie principali del castello di Russi e fin dal secolo XIV si distinguevano per ricchezza, come giuristi e ambasciatori della comunità. A quale gruppo famigliare appartenesse Giovanna, la madre, non ci è dato sapere, ma pensiamo fosse una Orioli...».

    €5,00

    Fabio Rizzoli, Almanacco dei giorni migliori (primavera)


    Almanacco dei giorni migliori (primavera)

    Radio e Tv


  • Servizio di Pier Damiano Ori sul Tg3 Regionale (15 aprile 2011)

  • Servizio di Marta Perego a "Ti presento un libro" di Iris Tv (26 aprile 2011)

  • Recensione di Valentina Desalvo a Libridine, Repubblica Tv (1 aprile 2011)

  • intervista a Twilight Radio 2 (19 aprile 2011)

  • Intervista a Radio Rumore (25 marzo 2011)

  • Intervista a RTL 102.5 (4 aprile 2011)

  • Intervista a Radio Popolare Roma (6 aprile 2011)

  • Intervista a Radio Città Futura (7 aprile 2011)

  • Intervista a San Marino RTV (26 luglio 2011)

  • Pagine: 200
    Isbn: 9788895865454
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 21 marzo 2011
    Leggi come inizia


    «Salutiamo primavera scoprendo un talento»

    (Giovanni Pacchiano, Il Sole 24 Ore)


    Un breve racconto per ogni giorno di primavera, accompagnato da consigli di lettura, visione e ascolto, nonché da un suggerimento ad agire. Una raccolta in cui l’eclettismo della scrittura si sposa con il gusto per la provocazione e la sorpresa.
    La lettera di dimissioni di uno scaldatore di sedie, esercizi ginnici per le dita, i dubbi di un inventore di proverbi, una riunione di condominio con vampiri, la timidezza del presidente della repubblica, la confessione di un lanciatore di sassi dal cavalcavia, una dichiarazione d’amore per punti elenco: questo e altro ancora nelle novantadue storie fulminanti di questo almanacco.
    Un lunario postmoderno per sopravvivere alla crisi, una lettura per chi vuole catapultarsi in un mondo diverso ogni cinque minuti. Un libro che può fare compagnia anche solo per il tempo di una pausa caffè.
    Copertina: Zeronove di Andrea Mattei.

     Fabio Rizzoli è nato a Bologna nel 1974

    Introduzione dell'autore

    Quel che segue è un tentativo di lunario, per l’esattezza un lunario primaverile. Che poi è un altro modo per chiamare l’almanacco, specialmente nell’accezione che tanto amava Cortázar, al punto da cimentarsi lui stesso in questo specifico genere letterario, se lo si può definire tale.
    Sono due le caratteristiche tipiche di un almanacco: che ogni giorno offra al lettore qualcosa di interessante o di utile, un’informazione che serva a interpretare più compiutamente il mondo, e in secondo luogo che questa pubblicazione possa rendere la molteplicità della vita in scala ridotta.
    Nei vecchi almanacchi, infatti, le ricette di cucina erano affiancate alle storie edificanti, l’agiografia del santo del giorno alla pubblicità dell’ultimo ritrovato cosmetico, la poesia ai consigli per evitare lo scorbuto, le fasi lunari alle meraviglie dell’umanità. L’unità del lunario era costituita proprio dalla sua dilagante dispersione nelle varie sfere dello scibile, per consegnare tanto all’uomo di città quanto al contadino degli strumenti (spesso completamente fantastici) capaci di dare un senso al mondo, specialmente a quello che non potevano vedere, perché distante o perché inesistente.
    Prima di scrivere questo libro mi sono chiesto che forma potrebbe avere al giorno d’oggi un lunario, dato che il web e più in generale i mezzi di comunicazione sopperiscono ampiamente alla parte divulgativa. La mia impressione è che, in questo eccesso di informazione, ciò che rischia di andare perduto sia il riferimento alla sfera immaginifica del mondo. E allora l’attuale funzione dell’almanacco potrebbe essere quella di trasportare la nostra esperienza in una dimensione leggermente sbilanciata, “spostata”. L’almanacco potrebbe dunque diventare uno strumento che, invece di raccogliere ulteriori informazioni (che ormai ci impediscono di vedere), ci spinga a disegnare una carta geografica su cui tracciare linee di fuga che partano dalla nostra poltrona e continuino a correre oltre i confini del foglio.
    I testi di questo lunario, che rispettano la regola ferrea dell’uno-per-giorno, sono come camere singole, ma tutte dello stesso hotel. Aprendo una porta vi potrà capitare di trovarvi di fronte a una coppia in crisi, a una maestra sadica, a un inventore di proverbi. Tutto il viavai di persone e cose che incontrerete nelle prossime pagine è solo un modo per restituire il fantastico al quotidiano, attraverso le sue più diverse sfaccettature, fino ad arrivare al punto in cui non ha più significato parlare di omogeneità o eterogeneità, perché tutto appartiene a un’unica ragnatela di senso.
    In quest’ottica – e nella tradizione dell’almanacco – ogni testo è preceduto da una serie di suggerimenti di ascolto, visione e lettura, ed è seguito dal consiglio di un’azione da compiere. La scelta delle musiche, dei film e dei libri da associare ad ogni singolo racconto è ovviamente arbitraria e segue regole del tutto imprevedibili: in alcuni casi assonanze tematiche o stilistiche, in altri suggestioni comuni, in altri ancora debiti espliciti, e così via. L’idea, comunque, non è tanto quella di chiedere al lettore di immergersi in un’esperienza “totale”, come andava di moda dire qualche tempo fa, quanto quella di calare ogni testo nella ragnatela a cui accennavo, con l’invito esplicito a partire per la tangente.
    Buona lettura, buona primavera.


    Rassegna stampa

  • «Partite per la tangente!» (Vanity Fair, 23 marzo 2011)

  • «Una fantasia iperbolica, una creatività debordante» (Il Venerdì di Repubblica, 18 marzo 2011)

  • Ben tre pagine (3 pagine!) di anticipazione su D di Donna (19 marzo 2011)

  • «C'è qualcosa di nuovo nell'aria» («Marie Claire», aprile 2011)

  • Recensione su Elle.it (Désirée Capozzo, 22 marzo 2011)

  • «A questo lunario moderno si possono dedicare cinque minuti al mattino o alla sera» (Donna Moderna, 25 marzo 2011)

  • «Salutiamo primavera scoprendo un talento» (Giovanni Pacchiano, Il Sole 24 Ore, 27 marzo 2011)

  • «Niente scorpacciate, leggete un capitolo al giorno» (Silvia Manzani, «Il Qui», 31 marzo 2011)

  • «Un libro delizioso e originale» (Fulvio Caporale, la Voce di Romagna, 2 aprile 2011)

  • «Scacciapensieri» (Valeria Parrella, «Grazia», 25 aprile 2011)

  • «92 storie folgoranti, stralunate, folli e spietate. Bellissime» (Sabrina Camonchia, L'Informazione, 24 aprile 2011)

  • «Un almanacco di buone letture» (Achille Scalabrin, QN, 8 maggio 2011)

  • «Un esordio felice» (Alberto Sebastiani, la Repubblica, 18 maggio 2011)

  • «Rizzoli, da buon virtuoso, non si nega nessuno stratagemma» (Giona A. Nazzaro, Rumore, giugno 2011)

  • «Mi piace rimbalzare da una vita all'altra» (Flair, luglio 2011)

  • «Nuovi talenti si affacciano sulla scena della narrativa italiana» (Fulvio Caporale, «Qui Libri», luglio-agosto 2011)

  • Recensione su raccontopostmoderno.com (8 settembre 2011)


  • I libri di Fabio Rizzoli pubblicati da Fernandel
    €14,00
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    Sophie Nezri-Dufour, «Il giardino dei Finzi-Contini»: una fiaba nascosta



    «Il giardino dei Finzi-Contini»: una fiaba nascosta
    Pagine: 160
    Isbn: 9788895865362
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: marzo 2011




    La critica ha sempre insistito sul carattere poetico della famosissima opera di Giorgio Bassani Il giardino dei Finzi-Contini, senza mai pensare ad approfondirne l’aspetto fiabesco evidente. Il racconto bassaniano ha infatti una dimensione favolosa che contribuisce all’instaurazione di un’atmosfera magica, spesso atemporale e fatata, che è una delle caratteristiche del romanzo.
    Sono molti nel racconto i personaggi che sembrano direttamente usciti da una fiaba, come Micol e suo padre, il professor Ermanno, o ancora Jor, vero drago protettore. Autentici aiutanti-donatori, essi partecipano alla creazione di un microcosmo composto di luoghi fiabeschi classici: la caverna, la foresta incantata, il castello fatato, la torre e la scala elicoidale in cima alla quale vive una ragazza solitaria e prigioniera…
     Sophie Nezri-Dufour
    Questo saggio propone un’analisi approfondita della simbologia degli ingredienti fiabeschi presenti nel romanzo di Bassani, dimostrando che la vicenda è pervasa da elementi narrativi che propongono al lettore un “patto fiabesco” le cui atmosfere tendono al meraviglioso. Nonostante nel romanzo manchi il tradizionale happy end – la principessa infatti non viene conquistata, e anzi muore tragicamente – vedremo che, come in ogni fiaba, l’essenziale non sta in una fine edulcorata, quanto nell’itinerario dell’eroe, che attraverso pericoli e prove si arricchisce di un’esperienza che gli permette di maturare.
    Con una prefazione di Roberto Vigevani.

    Sophie Nezri-Dufour è nata a Aix-en-Provence nel 1969. È professore associato all’Université de Provence, e direttrice del dipartimento d’Italianistica. Specialista di letteratura italiana contemporanea e in particolare di letteratura italo-ebraica, ha scritto numerosi articoli, in Francia e in Italia, sugli ebrei italiani, sulla letteratura della Shoà e sulla problematica della testimonianza e dell’autobiografismo. I suoi lavori di ricerca sono orientati sulle figure di Giorgio Bassani e di Primo Levi, sul quale ha pubblicato il libro Primo Levi: una memoria ebraica del Novecento (Firenze, La Giuntina, 2002).

    Rassegna stampa
  • «Una suggestiva rilettura dell'opera di Bassani in chiave fiabesca» (La Nuova Ferrara, 15 febbraio 2011)

  • «Il favoloso mistero dei Finzi-Contini» (Pagine ebraiche, marzo 2011)

  • «E se Bassani ci avesse raccontato una favola?» (Giulio Busi, «Il Sole 24 Ore», 3 aprile 2011)

  • «Una lettura approfondita della simbologia fiabesca presente nel romanzo di Bassani» (Roberto Carnero, «l'Unità», 8 maggio 2011)

  • «Fiaba a Ferrara» (l'Espresso, 12 maggio 2011)

  • «Un convincente percorso di lettura e analisi delle pagine bassaniane» (Luca Bani, «Oblio», Osservatorio Bibliografico della Letteratura Italiana Otto-novecentesca, I, 2-3)

  • «Una lettura ‘proppiana’ del Giardino dei Finzi-Contini» (Raniero Speelman, «Incontri», anno 26, 2011)

  • Segnalazione su «Ha Keillah» (Rassegna libri, dicembre 2011)

  • Recensione su Carmilla on Line (Claudio Cazzola, 23 gennaio 2012)

  • €12,00

    Agata Tamburini Pigozzi, Memorie di una parrocchia: Sant’Apollinare in Classe

    Memorie di una parrocchia
    Pagine: 152
    Formato: cm 17 × 24
    Collana: Fernandel Scientifica
    Data di pubblicazione: 1 marzo 2011



    La famosa basilica di Sant’Apollinare qui non è l’insigne monumento, né la meta di una gita turistica, ma la chiesa della gente di Classe. Quasi un secolo di vita della parrocchia ricostruito dalle carte d’archivio e dalle memorie di chi vi ha vissuto.

    «Il mio rapporto con la parrocchia di S. Apollinare è di vecchia data. Quando andai a vivere a Classe ero bambina, facevo la quarta elementare e Don Guberti, il Signor Arciprete, era sulla sessantina. Lo ricordo alto, dal portamento eretto, il viso serio e mite come quello di sant’Apollinare nel mosaico. Ogni domenica ascoltavo dalla sua bocca la spiegazione del Vangelo, anche se non ne comprendevo ancora la lettura, che era in latino. Ricordo intensamente i dolci pomeriggi di maggio: noi ragazze, in attesa della funzione del rosario, sostavamo sulla panchina nel piazzale della chiesa e l’Arciprete in piedi, un po’ discosto, osservava pazientemente noi e i giochi dei ragazzini. Per vent’anni mi sembrò sempre uguale e non ebbi, allora, curiosità della sua vita e del suo essere parroco...»

    Nata a Ravenna nel 1929, Agata Tamburini Pigozzi ha insegnato lettere nella scuola media per un trentennio. Dopo il pensionamento ha potuto coltivare il suo interesse per la storia locale, come storia dei “propri” luoghi.
    Nel 1993 ha pubblicato Le sorprese di un archivio. Per una storia del Borgo San Rocco (Ravenna, Capit), storia della parrocchia ravennate di San Rocco – la sua parrocchia, la parrocchia dei suoi genitori e dei suoi nonni – riscoperta indagando nelle carte dell’archivio, e C’era una volta un convento… Storia della Chiesa e del Convento di S. Mama a Ravenna (Ravenna, Cassa di Risparmio), ricerca sull’insospettato passato dell’orto che confinava con la sua casa di bambina. Ora, con questo Memorie di una parrocchia: Sant’Apollinare in Classe, ritorna al luogo della sua adolescenza e giovinezza, a Classe, dove per vent’anni fu una degli abitanti delle palazzine dello zuccherificio.

    €12,00

    Gianluca Morozzi, Spargere il sale



    Spargere il sale

    Radio e TV


  • Gianluca Morozzi al TG5 (23 febbraio 2011)

  • Servizio di Pier Damiano Ori al TG3 regionale (30 giugno 2011)

  • Gianluca Morozzi a Radio Toscana (23 marzo 2011)

  • Gianluca Morozzi a Radio 24 (Il cacciatore di libri, 26 marzo 2011)

  • Guarda l'intervista a San Marino RTV (22 luglio 2011)

  • Pagine: 168
    Isbn: 9788895865348
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 10 febbraio 2011
    Leggi come inizia
    Ascolta un assaggio di audiolibro




    Elena 1.0, Elena 2.0 e i tanti «strani modi per guadagnarsi da vivere»...

    Avete mai provato a chiedere un prestito a una finanziaria quando sulla vostra carta d’identità, alla voce Professione, c’è “scrittore”? Vi è mai capitato, a forza di piccole modifiche, di veder trasformato il vostro romanzo horror in un cartone animato natalizio? Vi siete mai innamorati della donna dall’olfatto più sensibile del mondo, voi che soffrite di tragici reflussi gastrici? Avete mai comprato un’auto da un’ex fidanzata rancorosa? Traslochi, tradimenti, Elena 1.0, Elena 2.0, e cinque macchine chiamate La Nave Scuola, La Scatoletta, Supercar, il Cesso, la Caffettiera e Il cavallo di Troia.
    Scatoloni, scatoloidi, una canzoncina misteriosa che nessuno sa riconoscere.
    Un coinquilino di nome Spurgo, una micia disposta a tutto per il tonno.
    La maledizione della band imprigionata in un eterno bis. I supersonici assoli del chitarrista triste. E una casa vuota in via John Lennon, le macerie di una storia sulla quale, finalmente, si può spargere il sale.
    Gianluca Morozzi

    Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Autore prolifico e estremamente generoso, per Fernandel ha pubblicato la sfilza di titoli che trovate più sotto. Di libri ne ha pubblicati quasi altrettanti per l'editore Guanda, a partire da Blackout (2004) e L'era del porco (2005).
    Anche se si considera il peggior chitarrista del mondo, suona e ha suonato in diverse cover band locali.
    Wikipedia gli dedica una voce piuttosto dettagliata.

    La quarta di copertina

    Quando entro in casa, la prima cosa che dico è Allora adesso ti piacciono, i Pink Floyd? Lei mi guarda storto, dice Cosa? Eh, dico io, Stai ascoltando The wall, voglio dire, quando stavamo insieme ti facevano schifo i Pink Floyd e adesso sei qua che ascolti The wall, voglio dire, evidentemente in tutta quella parte del tuo vissuto di cui non so niente c’è stata anche, come definirla?, un’accumulazione musicale di cui riconosco a Gelmo un certo merito, voglio dire, eh, evidentemente è stato più bravo di me a farti innamorare dei Pink Floyd, se adesso sei qui che ti ascolti The wall. Lei mi guarda fisso per cinque secondi, poi dice Deficiente, sto ascoltando la radio. Non faccio neppure in tempo a dire Oh!, che Confortably numb finisce e dalla radio in questione esce Hotel California degli Eagles, giusto per farmi capire che ho fatto un’altra bellissima figura. Tanto, una più, una meno...

    Rassegna stampa
  • «Ragazze lunatiche, trentenni imbranati, tanta musica…» (Sergio Rotino, L'informazione, 12 febbraio 2011)

  • «Il mio estro cresce sul sale…» (Lorella Bolelli, Il Resto del Carlino, 16 febbraio 2011)

  • «Morozzi sparge il sale…» (Corriere Romagna, 13 febbraio 2011)

  • «Un amore può essere classificato come se fosse una versione Mac OS X?» (Florinda Fiamma, «Mucchio Selvaggio», marzo 2011)

  • «Una profondità senza pesantezza che non appartiene a tanti» (Salvatore Barbieri, Corriere Romagna, 1 marzo 2011)

  • «È come il tuo migliore amico quando ti racconta la sua ultima batosta» (Roberta Zagolin, Radio Sherwood, 24 marzo 2011)

  • «Godibile dalla prima pagina all'ultima» (Gianluca Mercadante, «Pulp», maggio-giugno 2011)

  • «Quando il duttile Morozzi ritorna a Fernandel» (Francesco Della Torre, «Ravenna & Dintorni», 4 agosto 2011)

  • «Non ha mai perso la verve dei primi tempi…» (Luciana Cavina, Corriere di Bologna, 6 febbraio 2011)
    I fan della prima ora di Gianluca Morozzi ricordano con favore il suo esordio: quel Despero, pubblicato da Fernandel, che ha sorpreso per freschezza, vivacità e autoironia. Lo scrittore bolognese ha poi pubblicato altri fortunati romanzi e graphic novel, per la stessa casa editrice, e per Guanda ha conosciuto il successo del grande pubblico ma non ha mai perso la verve dei primi tempi. Così è anche per Spargere il sale, di nuovo per Fernandel. Il nuovo volume, in uscita mercoledì, a dire il vero non è proprio un inedito, in quanto raccoglie in buona parte racconti già pubblicati (anche online) o letti in trasmissioni radiofoniche. Gli stessi racconti, però, sono stati riveduti e corretti, mentre altri non si sono mai letti prima: è il caso, ad esempio, di Vita con Spurgo, cronaca amareggiata e divertita di un fallimento amoroso, che – come scrive l’autore in appendice – «è stato scritto nel 2008 per un’antologia che non ha mai visto la luce». Il paragone con gli esordi rende merito a Morozzi: quando si lanciò sul mercato era ancora un aspirante scrittore che dava alle stampe fiumi di pensieri, storie, fantasie che probabilmente – a giudicare da come sono esplosi, pieni di vita, sulle pagine – teneva chiusi nel cassetto: scorribande di giovani e poco promettenti musicisti, seduttori incalliti e spesso falliti, anime appassionate sconfitte dalla mediocrità circostante. Il coraggio non è cambiato, le storie sono diverse ma al centro c’è sempre quella generazione ancora non fagocitata dall’imperativo dell’immagine, che incontra i suoi simili, vince e sbaglia, ride e si scorna. Uguale è lo sguardo: ironico, disincantato. Simile lo stile: racconto ritmato a presa diretta. Merito anche alla Fernandel, piccola casa editrice ravennate già cresciuta, capace di individuare buoni autori e tenerseli stretti.

  • «Sorprende per freschezza e vivacità…» (Micol Argento, la Repubblica, 8 febbraio 2011)
    Gianluca Morozzi, scrittore bolognese, è uno degli autori italiani “giovani” più riconoscibile per stile, e più conteso dagli editori. Ha pubblicato oltre quattordici libri. Nel suo ultimo lavoro Spargere il sale(Fernandel) che raccoglie racconti, in parte già diffusi su web, ritorna più forte che mai la sua inconfondibile piega di autore “leggero”, il suo taglio umoristico, anche nel parlare, come aveva già fatto con il recente “Cicatrici”, di una storia d'amore su cui non resta, appunto, che “spargere il sale”. Elena 1.0, Elena 2.0, sono le soglie della storia d'amore che conduce la narrazione da una fase “pre-elenica” dello scrittore (da quando Elena nasceva, mentre lo scrittore era su banchi di scuola impegnato in un compito su Keplero) a quando il protagonista-scrittore si trova coinvolto a seguirla nei suoi traslochi, tradimenti, fino alla “Vita con Spurgo”, personaggio al limite che segna proprio il limite, la fine della storia. Segno distintivo della narrazione di Morozzi è il suo autobiografismo, caratteristica che pervade tutto il romanzo, calibrato al punto da restituire nei racconti, apparentemente slegati l'uno dall'altro, un unico filo conduttore. Compaiono cinque macchine chiamate La Nave scuola, la scatoletta, supercar, il Cesso, la Caffettiera e il Cavallo di Troia, un coinquilino di nome Spurgo, una micia disposta a tutto e la maledizione della Band imprigionata in un eterno bis, i supersonici assoli del chitarrista triste. Una casa vuota in via John Lennon, e le macerie infine della fine dell'amore. Spargere il sale è la cronaca amareggiata e divertita di questo fallimento, con cui l'autore ritorna a pubblicare con Fernandel, la casa editrice romagnola che sorprende per freschezza e vivacità e che ha scoperto, per prima, l'originale autoironia di questo autore. Il libro sarà in vendita in libreria il 10 febbraio, mentre il 16 sarà presentato alla Feltrinelli, in via de Mille 12/a, a Bologna.

  • I libri di Gianluca Morozzi pubblicati da Fernandel:

    I fumetti di Gianluca Morozzi pubblicati da Fernandel:
    €13,00
    SKU Gianluca_Morozzi_-_Spargere_il_sale

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    Paolo Ganz, Venice rock'n'roll

    Avventure e vigliaccate di pirati della laguna


    Venice rock'n'roll

    Radio e Tv


  • Intervista a Radio Sherwood (1 aprile 2011)

  • Pagine: 176
    Isbn: 9788895865324
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: gennaio 2011
    Leggi come inizia


    Tutta gente a cui l’America ha dato alla testa…

    Rock a Venezia? Certo, si può fare! La città unica al mondo è il palcoscenico perfetto per le avventure di scalcinati e imberbi musicisti in cerca di gloria; ragazzini imbambolati davanti alle vetrine dei negozi per ammirare – e fortemente desiderare – la chitarra di John Lennon o il basso di Paul McCartney. E naturalmente c’è spazio anche per raccontare la gente che popola questo microcosmo: baristi e colleghi arruffoni, ma anche vicini molesti, veneziani imputriditi e ottusi, giocatori di tresette, esuli inconsolabili, guaritori più o meno in buona fede, puttane, vecchi ammonitori, cameriere impudiche, amanti pro tempore e venditori di vetro. Tutta gente a cui l’America, attraverso le note di una canzone, le scene di un film o le notizie di un giornale, ha dato alla testa. Un libro che racconta la passione per il blues a Venezia, e il “mito americano” visto attraverso le nebbie della laguna.

     Paolo Ganz. Foto di Alex Ruffini

    Paolo Ganz è nato nel 1957 a Venezia, dove vive nel popolare sestiere di Cannaregio. È stato uno dei primi maestri riconosciuti di armonica Blues in Italia, dedicandosi all’armonica, alla chitarra e al canto. Ha partecipato a concerti, festival, trasmissioni televisive e sessions, sviluppando un suo stile particolare, semplice, diretto e immediato. Ha suonato in colonne sonore di film di successo e inciso una decina di dischi. Nel 1986 ha pubblicato per le Edizioni Bèrben di Ancona il primo metodo per armonica Blues mai apparso in Italia, che ha riscosso un apprezzabile successo e al quale hanno fatto seguito altri cinque volumi didattici, due dei quali dedicati alla chitarra Country Blues. Nel campo della narrativa ha pubblicato Nel nome del Blues (Agorà Factory, 2006), Calle dei Bombardieri (Agorà Factory, 2009). All'armonica ha dedicato il libro Armonicomio. Elogio dell'armonica Blues (Fernandel, 2012).


    Rassegna stampa

  • «Un vero e proprio atto d'amore verso la città lagunare» (Riccardo Petito, Il Gazzettino, 19 gennaio 2011)

  • «Uno dei maestri dell'armonica blues in Italia...» (Antonio Stefani, «Il Giornale di Vicenza», 15 febbraio 2011)

  • «Uno che da piccolo sognava Woodstock» (Guido Gambacorta, «Pulp», marzo 2011)

  • «Dare collocazione storica a un'epopea» (Sergio Rotino, L'informazione, 10 aprile 2011)

  • «Un enorme manico di Telecaster su piazza San Marco» (Timmi Gnudi, Rockerilla, maggio 2011)

  • Dobbiamo darci una mossa: intervista a Paolo Ganz (Tiziano Graziottin, Il Gazzettino, 22 maggio 2011)

  • Presentazione al Galla Caffè di Vicenza (La Tribuna, 1 luglio 2011)

  • Segnalazione sul «Corriere Romagna» (11 agosto 2011)

  • Cronaca di un incontro alla fiera Buk Modena (dal blog di Gaia Conventi, 10 settembre 2011)

  • «Il libro fa ridere, fa riflettere, fa diventare tristi e spesso le tre cose accadono contemporaneamente» (Marco Pandin, «A. Rivista anarchica», maggio 2012)


  • I libri di Paolo Ganz pubblicati da Fernandel
    €14,00

    Annarosa Pederzoli, I papaveri di Vania


    I papaveri di Vania
    Pagine: 124
    Isbn: 9788895865270
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: ottobre 2010
    Leggi come inizia


    “la storia”, quell’amore totale e assoluto che ognuno di noi vive una volta sola...

    Chicca e Vania sono due ragazzi che si incontrano in quel momento della loro vita in cui non hanno ancora sviluppato le strategie difensive che li proteggeranno dai colpi della sorte. Così, quando conosce Vania, Chicca ha l’impressione di incontrare il suo destino. Lui le sembra un essere superiore, bellissimo, infallibile, e Chicca si getta a capofitto in una relazione intermittente, in cui subisce i cambiamenti d’umore e l’imprevedibilità di lui. Entrambi si vivono l’un l’altro senza risparmiarsi, e l’unico limite che sono costretti a porsi è dato dalle rispettive inquietudini.
    La loro storia non è una semplice storia d’amore, ma è la storia, quell’amore totale e assoluto che ognuno di noi vive una volta sola, perché se avremo abbastanza (s)fortuna da sopravvivere non potremo permettergli di farci nuovamente così male. Senza rendersi conto (questa è la “saggezza” del diventare grandi) che anteponendo ad esso la nostra autoconservazione stiamo rinunciando per sempre alla gioia, allo slancio, all’abbandono.

     Annarosa Pederzoli

    Annarosa Pederzoli è nata Ravenna nel 1971. Per Fernandel ha pubblicato il romanzo Amiche (2004), con cui ha vinto il concorso Opera Prima Città di Ravenna, un racconto nell’antologia Fiocco Rosa (2009) e I papaveri di Vania.


    Rassegna stampa

    I fiori della consolazione (Gioia Salvioli, Stradanove.net, 8 gennaio 2011).

    Quanti tipi di papaveri esistono? Se me lo avessero chiesto, avrei risposto "Quattro, cinque... dieci al massimo!" E invece no. Sono almeno 125.
    Quanti tipi di amore esistono? Sicuramente molti, molti di più. Tanti li abbiamo provati direttamente sulla nostra pelle, tanti li abbiamo immaginati, tanti li avremmo voluti sperimentare.
    E se amore e papaveri avessero qualcosa in comune?
    L’amore tra Chicca e Vania assomiglia in effetti a un papavero: il papaver somniferum, più comunemente papavero dell’oppio. Cioè quello che crea dipendenza, che stordisce, esalta, abbatte, fa stare bene e un attimo dopo ti fa scoppiare la testa... quello che sui tempi lunghi uccide.
    Chicca e Vania si conoscono per caso, adolescenti. Chicca ha un paio di anni in più, ma l’età non conta, è Vania che detta le regole del gioco e Chicca non può che sottostarvi.
    Dal primo incontro Chicca si rende subito conto che questo ragazzo è un terreno minato ma non riesce a fare a meno di lui. Inizia così una storia d’amore fatta di momenti di travolgente passione, grande complicità e tenerezza, ma anche solitudine, disperazione e frustrazione.
    Vania c’è oggi e poi sparisce per mesi senza dare notizie di sé; Chicca non può fare a meno di aspettarlo ogni volta, arrancando nella quotidianità senza di lui e vivendo nel suo ricordo fino a quando Vania ricompare improvvisamente e lei capisce che tutto il dolore provato in sua assenza trova una spiegazione nell’annullarsi totalmente in lui.
    Ma è un amore che non può avere un lieto fine: troppa inquietudine nei due ragazzi, troppo difficile giocare a fare i grandi in un rapporto che spaventerebbe anche gli adulti.
    Le due giovani vite arriveranno a intrecciarsi in modo così stretto da finire entrambe in frantumi. E per ricostruirsi dovranno necessariamente prendere ognuna la propria strada; ma quei papaveri rossi, assaporati per anni, rimarranno un ricordo indelebile per entrambi, una ferita aperta per ricordare il fascino pericoloso di un amore così totalizzante da rischiare di uccidere. Un intreccio semplice, lineare, classico, ma reso con grande intensità espressiva; un buon ritmo narrativo che farà divorare le pagine di questo romanzo breve di Annarosa Pederzoli, facendoci riaffiorare i ricordi dolci e amari dei diversi ‘papaveri’ assaggiati.

    «Vita privata e scrittura? Adesso sì che le distinguo» (Silvia Manzani, «Il Qui», 10 marzo 2011)

    «La storia di un amore non detto» (Paolo Visani, «La piazza», 19 marzo 2011)

    end faq


    I libri di Annarosa Pederzoli pubblicati da Fernandel
    €12,00

    Per pagare Caronte

    Laboratorio di scrittura Raccontare Ravenna

    Per pagare Caronte
    Pagine: 136
    Isbn: 9788895865287
    Collana: Laboratorio Fernandel
    Data di pubblicazione: novembre 2010



    Un noir metafisico ambientato negli scavi archeologici di Classe

    La protagonista di questo romanzo è una giovane archeologa che lavora agli scavi di Classe, l’antica città portuale in prossimità di Ravenna. La sua passione per la ricerca storica sembra genuina, ma in realtà nasconde una missione di cui lei stessa è inconsapevole, un compito che l’attende da ormai tredici secoli.
    A questa vicenda si intrecciano altri destini: quello di due sorelle di buona famiglia sopravvissute ai dissesti economici provocati dal padre, che stentano a ritrovarsi dopo una separazione durata quasi dieci anni, e quello di un giovane di campagna un po’ naïf, che con le sue idee “rivoluzionarie” porta in città una nuova visione del concetto di sicurezza, fondata sul riappropriarsi degli spazi pubblici piuttosto che sulla militarizzazione del territorio.
    Al momento opportuno, ognuno di loro dovrà pagare un obolo a Caronte, il traghettatore di anime.
    Il romanzo collettivo Per pagare Caronte è il frutto del laboratorio di scrittura Raccontare Ravenna.
    Illustrazione di copertina di Luca Bezzi.

    Il romanzo collettivo Per pagare Caronte, scritto da sette giovani autori, è il frutto dell'edizione 2010 del laboratorio di scrittura "Raccontare Ravenna". Gli autori: Marco Boccaccini, Lucia Centolani, Maria Vittoria De Lorenzi, Sara Fantini, Francesco Garoia, Carlo Lamacchia, Carlotta Santini. Coordinamento di Andrea Giuliani e Michele Vallicelli

     11 dicembre 2010: i partecipanti al terzo laboratorio di scrittura "Raccontare Ravenna" insieme all'assessore alla cultura Alberto Cassani e a Giorgio Pozzi durante la premiazione.


    Rassegna stampa

    «Un avvincente noir metafisico di ambientazione ravennate» (Ravenna24ore.it, 13 dicembre 2010)

    Un avvincente noir metafisico di ambientazione ravennate che si dipana negli spazi e nei tempi di una città vista da prospettive nuove e storiche nello stesso tempo. Per pagare Caronte, antica formula funeraria, è il titolo del romanzo scritto nell'ambito del laboratorio di scrittura Raccontare Ravenna da sette giovani autori, coordinati da Giorgio Pozzi della Casa Editrice Fernandel.
    Il romanzo e gli autori sono stati premiati sabato scorso nella sala del Consiglio Comunale dopo un appassionato e serrato confronto fra Giorgio Pozzi, Andrea Giuliani, collaboratore dell'editore, e l'assessore alla Cultura Alberto Cassani, che hanno dato vita ad una presentazione coinvolgente e partecipata. I premi, costituiti da buoni per acquisto libri offerti da libreria Feltrinelli, libreria Gulliver, libreria Dante, la libreria Modernissima e librerie Coop sono andati agli autori Carlo Lamacchia, Carlotta Santini, Marco Boccaccini, Francesco Garoia, Sara Fantini, Maria Vittoria De Lorenzi, Lucia Centolani, che hanno lavorato al romanzo durante i mesi di giugno, luglio ed agosto in una sala messa a disposizione dall’Emeroteca dell’Istituzione Biblioteca Classense. Il loro lavoro di scrittura, intenso e proficuo, ha saputo tenere insieme le diverse anime narrative che hanno trovato uno spazio di dialogo da cui è scaturita una visione suggestiva di Ravenna e della sua comunità. Il romanzo è stato presentato in anteprima durante la Notte d’Oro con un grandissimo successo di pubblico che corrisponde all’alto gradimento dimostrato dai risultati di vendita presso le librerie ravennati.
    Il premio letterario ha come obiettivo la promozione della scrittura e dei valori ad essa connessa, intesa come strumento critico di comprensione e servizio alla comunità e guarda ai giovani e alle nuove visioni della città.
    “L'esperienza del premio letterario – ha dichiarato l’assessore Cassani - è giunta all'ottavo anno dopo una prima fase strutturata secondo i canoni classici della scelta di un romanzo inedito, e la nuova formula basata sulla procedura laboratoriale. La progressiva crescita di questa esperienza, promossa dal Comune di Ravenna, è davvero importante nel panorama della produzione culturale della nostra città. Esprime infatti una felice collaborazione, elemento questo che costituisce davvero il tratto peculiare della cultura ravennate, tra l'ente pubblico e i settori più innovativi del mondo privato. Tra questi la casa editrice Fernandel, caratterizzata da scelte editoriali sempre rivolte alla scoperta di nuovi autori e di sostegno alla scrittura giovanile e le librerie della città, prezioso presidio culturale sempre a fianco delle iniziative di promozione letteraria.
    Scrive Cassani nell’introduzione del libro: "Difficile 'raccontare Ravenna', esprimere l'essenza di una città antica e contemporanea, straordinariamente provinciale e ampiamente proiettata sulla scena internazionale, piccola e dagli estesi orizzonti di bellezza. Ancora più complesso se questo compito è affidato a giovani autori alla prima esperienza di scrittura e, soprattutto, attraverso la sfida della narrazione corale. Storie e personaggi si intrecciano, le pagine si compongono di parole e registri differenti, in una scrittura concreta e visionaria, emblema di una città che ha fatto della composizione delle differenze la grandezza del proprio passato e il segno del proprio divenire.
    E' nella curva temporale tra la visione di una Ravenna immaginata come laboratorio di una nuova energia di relazioni e il bisogno di scavare in un passato denso di storia e testimonianze che trova posto la dimensione del sogno e della realtà tra cui si dibattono personaggi assai rappresentativi. La tradizione delle famiglie borghesi, il diffondersi della paura, merce preziosa, contrabbandata da chi dietro alla presunta necessità di sicurezza vuole oscurare il bisogno di comunità e di condivisione, le doti di ospitalità di chi sa trasformare, anche solo con un caffè, le giornate delle persone, il teatrino elettorale e le ipocrisie dei politicanti e su tutto l'archeologia, l'antico porto e le mani dei giovani che scavano nella memoria e traghettano antichi ideali verso il futuro. Antichi misteri e fatti quotidiani, la volontà di rivoluzionare la propria vita e destini scritti nel profondo dell'anima, sul filo di una scrittura avvincente dove alla perizia storica e scientifica si innesta la lingua parlata e i tradizionali stilemi della Romagna, ci regalano, ancora una volta, una suggestiva prospettiva per conoscere e amare, se possibile, ancora di più la nostra città".

    Recensione su «RavennaAntica» (luglio 2011)

    end faq

     I sei romanzi collettivi pubblicati dal 2008 al 2014 grazie al laboratorio di scrittura "Raccontare Ravenna"

    €12,00

    Giovanni di Besate (San Giovanni Vincenzo) arcivescovo di Ravenna ed eremita

    a cura di Giorgio Orioli e Paola Novara

    Giovanni di Besate
    Pagine: 96
    Formato: cm 17 × 24
    Collana: Fernandel Scientifica
    Data di pubblicazione: 10 ottobre 2010



    A volte la storia di due città è accomunata da personalità di spessore, come nel caso di Giovanni di Besate, che dopo essere stato per alcuni anni vescovo di Ravenna in un momento di grande importanza per la storia della città e della diocesi, si trasferì nel torinese e lì, secondo la tradizione, fu il fondatore della Sacra di San Michele, uno dei più bei templi della cristianità.
    Grazie all'invito da parte della Società Abbadia di Sant'Ambrogio Torinese, Paola Novara e Giorgio Orioli hanno realizzato questo volume, in cui si ripercorre la storia di Giovanni di Besate, di cui a Ravenna finora si sapeva ben poco. Il libro è stato presentato a Sant'Ambrogio Torinese in un'iniziativa organizzata il 20 e 21 novembre 2010.

    €12,00

    Mascia Di Marco, Nel cemento


    Nel cemento
    Pagine: 136
    Isbn: 9788895865263
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: ottobre 2010
    Leggi come inizia


    «L'unica cosa bella, da queste parti, è il mare»

    La morte misteriosa di un uomo strangolato dall'usura. Un caso archiviato troppo rapidamente. Una figlia alla ricerca della verità

    Dopo il suicidio del padre, imprenditore vittima dell’usura e di un sistema di potere ambizioso e crudele, Giulia sospende gli studi universitari e ritorna nel suo paese d’origine, una cittadina di provincia a ridosso del mare. Ma una una serie di telefonate anonime la spingono a intraprendere una personale ricerca della verità: davvero il processo contro l’usuraio, che dopo anni di attese sembra essere arrivato a un punto di svolta, porterà giustizia e verità alla famiglia e alla memoria controversa del padre? Giulia inizia a sospettare che l’indagine sul presunto suicidio si sia conclusa troppo rapidamente, per non far emergere i legami con le imprese di costruzione, interessate a una speculazione edilizia senza regole.
    Ad alimentare i suoi dubbi, una serie di personaggi ambigui: un ispettore di polizia lucido e disincantato, una donna stralunata, ex amante del padre, e un misterioso giornalista dall’aria consumata, figure che ricostruiscono un territorio e una mentalità fatta di "intrighi di provincia" sempre più spesso esportati su scala nazionale.

     Mascia Di Marco

    Mascia di Marco vive in Abruzzo, a Vasto, dove lavora in un negozio e fa la dj di musica elettronica. È presente nell’antologia Quote rosa. Donne, politica e società nei racconti delle ragazze italiane. Nel cemento è il suo primo romanzo.


    Rassegna stampa

    Anche nelle pagine più liriche l'autrice mantiene i sui propositi, evidenti e condivisibili in toto (Silvia Longo, libriconsigliati.it, 13 ottobre 2010).

    Lo capisci leggendo, un poco alla volta, il motivo per cui Mascia Di Marco ha scelto questa frase tratta da “Space Oddity” a introdurre il suo romanzo: “For here/Am I sitting in a tin can/Far above the world/Planet Earth is blue/And there’s nothing I can do”.
    Giulia, protagonista di Nel cemento, assomiglia in qualche modo al Major Tom cantato da Bowie: sospeso nello spazio a guardare da lontano il mondo, percependone tutta la tristezza, le piccinerie, e sapendosi impotente a cambiarne i giochi. In un momento di deriva esistenziale.
    Chiusa nella capsula di un distacco necessario e sofferto, Giulia lascia l’università e torna al proprio paese di origine dove trova immutati i riti, i vizi nel procedere di convivenza, i paradossi intrinseci al luogo e alla gente. È costretta suo malgrado ad affrontare i ricordi di un’infanzia solo in parte serena e la difficoltà a sentirsi parte di un contesto sociale e familiare. E soprattutto a dover rielaborare il suicidio del padre. L’usura, certo, perché suo padre, animato da ambiziosi sogni imprenditoriali, ha contratto debiti e si è fatto nemici di un certo calibro. Pure c’è qualcosa che non torna, e Giulia, reduce anche dalla fine di un amore, e già spettatrice del fallimento del matrimonio dei genitori, sa che deve andare a fondo nella faccenda. Indagando a modo suo, cercando di restare a galla, contando solo sulle proprie forze, e usando la tattica del riccio: la chiusura come arma di difesa in ogni situazione emotivamente critica o troppo coinvolgente.
    Ma, per quanto possa comportarsi con disincanto, con la rudezza e il cinismo di chi più nulla ha da perdere e in nulla più crede davvero, per quanto si atteggi, si vesta e si esprima nella maniera più efficace per respingere chi le orbita intorno, molto presto succede. Che ti innamori di lei, umanamente e come lettore. Del suo coraggio, dei difetti che non fa nulla per nascondere, e soprattutto dell’onestà di fondo che la muove e la fa parlare. A costo di ferire chi ama, e di ritrovarsi sola e spesso fraintesa. “Se c’è qualcosa che ti senti di dover dire a qualcuno, anche se è una cosa che può far star male, lo puoi fare solo se quel qualcuno ti sta veramente a cuore, e se il rischio che si corre nel dire la verità è meno importante del dire la verità stessa.” Nel cemento è molti libri in uno. È la storia di una famiglia, ma pure spaccato sociale, ritratto verosimile di una realtà precisa e contemporanea le cui dinamiche, per quanto circoscritte territorialmente dalla narrazione, diventano universali e riconducibili alla logica del “vince sempre il più forte”. Vi si riscontra anche l’elemento suspence, gestito con eleganza e con stile molto “italiano”, senza la necessità di un’ispirazione di maniera e, come spesso accade, esterofila.
    L’uso del narratore in prima persona agevola l’immedesimazione nel personaggio di Giulia, che è protagonista e chiave di lettura delle vicende narrate, filtro attraverso il quale gli eventi sono portati al lettore. Ottima la scelta del tono – sobrio e asciutto – nonché della punteggiatura che predilige periodi non troppo lunghi e mai pesanti, grazie all’ uso calibrato di aggettivazioni e avverbi. Di notevole scorrevolezza, Nel cemento si fa leggere tutto d’un fiato, e non cade nella trappola in cui avrebbe potuto, narrando di solitudini e prepotenze subìte: quella dei luoghi comuni e dei facili sentimentalismi. Anche nelle pagine più liriche, scaturite dalla contemplazione della natura che si fa tattile e odorabile, di un paesaggio prezioso in quanto bello oggettivamente e soggettivamente, il cui nitore fa da contrappunto alla corruzione di chi ne abusa in termini di speculazione edilizia, l’autrice mantiene i suoi propositi, evidenti e condivisibili in toto. Quelli di una letteratura onesta e senza ammiccamenti.

    Intervista a Mascia Di Marco (Intercity.net, ottobre 2010).

    L’entusiasmo nella voce di Mascia è il primo segnale della sua personalità vivace, appassionata, autentica. “Nel cemento” è il suo primo romanzo, ma non la prima prova letteraria: autrice di vari racconti, la scrittrice originaria di Vasto è un talento naturale, capace di narrare la realtà senza scivolare mai nella facile retorica di una critica sterile.

    Quando hai iniziato a scrivere e quando hai compreso che era per te qualcosa di più che un hobby?
    Prima di tutto, devo dire che sin da adolescente ho sempre scritto molto, ma ho compreso di avere uno stile personale solo qualche anno fa, scrivendo racconti. Recentemente ho quindi deciso di approcciarmi al romanzo, mettendo in discussione me stessa e la mia scrittura, poiché la struttura di un romanzo è molto più complessa rispetto a quella di un racconto e la prima difficoltà è stata dover cercare e trovare una voce personale.
    In secondo luogo, sono sempre stata una grande lettrice e questa secondo me è una cosa molto importante per chi desidera avvicinarsi al mondo della scrittura. Dunque, la molla scatta nel momento in cui leggi dei libri che ti piacciono tantissimo e inizi a cercare di seguire la scia di quelle storie che ti hanno appassionato. Per quanto mi riguarda, tutto questo è avvenuto grazie all’incontro con la letteratura americana e con il racconto breve di Carver, ma anche con la letteratura di Fitzgerald.

    A metà ottobre uscirà “Nel cemento”, il tuo primo romanzo. Come è nata l’ispirazione per la trama del libro?
    Trai miei scrittori preferiti ci sono gli autori che analizzano in maniera efficace la realtà. E questo libro parte da una particolare osservazione della realtà e del contesto sociale in cui viviamo. È la storia di una famiglia, con i suoi sentimenti contrastanti, ma anche l’analisi di alcune problematiche sociali troppo spesso mistificate dalle classi dirigente e politica. Lo scrittore, a vari livelli, può farsi portavoce di certi disagi e mi riferisco in modo particolare al tema dell’usura, argomento centrale nella trama del romanzo.

    Senza svelare troppo della trama, puoi raccontarci qualcosa del tuo romanzo?
    La protagonista e voce narrante del libro è una giovane universitaria che studia in una grande città e che si trova costretta a tornare nel suo paese di origine, una cittadina di provincia a ridosso del mare, a causa dell’improvviso decesso del padre. Una morte misteriosa, archiviata come suicidio causato da una depressione, la conseguenza di gravi problemi economici e del coinvolgimento in un brutto giro di usura. L’incontro fortuito con un ispettore di polizia, conduce la protagonista in un viaggio personale nella vita del padre e nei ricordi del suo rapporto difficile con il genitore, per scoprire un uomo diverso da quello che aveva sempre creduto.

    Ti riconosci nei personaggi che racconti?
    Nella mia scrittura e nel mio modo di scrivere c’è molta attenzione al reale e all’osservazione delle persone e degli altri e, quindi, quando scrivo e invento un personaggio c’è sicuramente un po’ della realtà che vivo e della gente che incontro, ma c’è sempre anche un po’ di me. C’è qualcosa di me in vari personaggi presenti nel romanzo, tranne che in Giulia, la protagonista. Forse lei è quella che mi somiglia di meno, soprattutto nel carattere.

    Che consigli ti senti di dare ai giovani scrittori in erba?
    Il consiglio che posso dare è di scrivere con passione, perché sicuramente la scrittura è un sentimento che nasce da dentro. C’è una feroce selezione naturale e sono pochi quelli che riescono ad emergere. Non è facile essere pubblicati e poi bisogna lavorare molto sul testo, anche quando un editore si mostra interessato al tuo libro. Io ho dovuto rimettere mano alle bozze varie volte. In conclusione, è un lavoro molto bello, ma anche molto faticoso, ed è essenziale farlo con passione e costanza: l’ispirazione è importante, ma non basta; occorre un lavoro di artigianato che secondo me è fondamentale, perché l’arte non è solo ispirazione, ma anche lavoro costante. E poi i risultati arrivano.

    Nel cemento rinnova il racconto degli intrighi di provincia e una volta di più ci invita a fare i conti con la nostra realtà, al di là della cronaca (Pietro Spirito, «Il Piccolo», 26 ottobre 2010).

    La morte di un genitore segna sempre uno spartiacque nella vita della persona, separa un "prima" da un "dopo", apre spesso nuove prospettive, prepara il campo all'acquisizione di consapevolezze diverse, non sempre piacevoli, non sempre costruttive. Non a caso tante storie di fiction iniziano con il funerale di un genitore, o in questa circostanza trovano un punto di svolta e di agnizione. Succede così nel bel romanzo d'esordio di Mascia Di Marco, ”Nel cemento” (Fernandel, pagg. 134, euro 12,00), racconto giallo che però deve poco al genere e molto alla capacità dell'autrice di tessere un trama familiare tra luci e ombre, segreti e rivelazioni, portando la giovane protagonista del romanzo, Giulia, a compiere un percorso di formazione e trasformazione verso rinnovate speranze. Il libro sarà presentato da Francesca Longo e Francesca Bonafini venerdì 5 novembre alle 18 alla libreria In Der Tat di via Diaz 22, presente la scrittrice.
    Il romanzo si apre dunque con un funerale. Giulia, studentessa disincantata e dal futuro quanto mai incerto, sospende gli studi e torna nel suo paese d'origine sul mare (trasparente il riferimento a Vasto, in provincia di Chieti, città dove vive la trentasettenne Mascia Di Marco), per assistere alle esequie del padre, morto suicida, imprenditore vittima dell'usura e di un sistema di potere ambizioso e senza scrupoli. A casa Giulia sta con la madre, e ogni tanto vede la sorella, Laura, sposata con quello che Giulia definisce ”il deficiente”, uno che vive la vita in modo piatto e la sera si addormenta ”sul divano come una pera”. Il ritorno nella provincia fa sentire la ragazza a disagio: «Qui manca tutto, le università, i locali con la musica dal vivo, i ristoranti etnici,il mercato dell'usato, i teatri, le chiese antiche, le scalinate, i turisti giapponesi (...)». Ma ad un tratto succede qualcosa. A casa arrivano una serie di telefonate anonime, squilli seguiti dal silenzio che spingono Giulia a indagare su quanto sta succedendo. L'ispettore di polizia Bindi prima, e il giornalista Mimo Marchese poi, l'affiancheranno presto in questa personale ricerca della verità. Davvero il padre è morto suicida? Davvero il processo contro l'usuraio, che dopo anni di attese sembra essere arrivato a un punto di svolta, porterà giustizia e verità alla famiglia e alla memoria controversa del genitore? Perché l'indagine sul presunto suicidio è stata archiviata così velocemente? E quali sono gli intrecci con le imprese di costruzione, interessate a una speculazione edilizia senza regole? Ma soprattutto, chi era veramente il padre di Giulia? Brava nell'intrecciare la trama, abile nel dominare una scrittura che non mostra cedimenti, Mascia Di Marco racconta una storia dei nostri tempi che, in filigrana, lascia intravedere quella vasta, prolifica tradizione le cui radici affondano nelle profonda provincia d'Italia. Il caso di Avetrana - per citare la cronaca di questi giorni - è solo l'ultimo esempio di una realtà tutta italiana fatta di intrighi