Gianfranco Tondini, Nella spirale di Fermat


Nella spirale di Fermat

Radio e Tv


  • Intervista a Radio Cernusco Stereo (1 febbraio 2025)

  • Intervista a Il posto delle parole (4 marzo 2025)

  • Pagine: 176
    Isbn: 9788832207750
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 7 febbraio 2025
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    Wainer e Sara sono stati a lungo insieme prima che una malattia li dividesse. Ora vivono lontani l’uno dall’altra, pur lavorando entrambi nel mondo dell’arte.
    Wainer è un gallerista di provincia coinvolto in una produzione artistica nella quale ha investito in maniera rovinosa tutto ciò che possiede, e che per sfuggire ai debiti si addentra nell’oscuro mondo delle contraffazioni, fino al paradosso di falsificare un’opera autentica.
    Sara ricopre un incarico di responsabilità alla sede Unesco di Lione e ogni suo pensiero è rivolto alla cura della malattia e al lavoro, a cui si dedica con abnegazione totale. Finché, in modo del tutto inappropriato rispetto alle sue competenze, non viene incaricata di gestire le conseguenze del furto di un quadro di Rembrandt, vicenda che rivelerà un’insidia vasta e velenosa.
    Scritto con una trama incalzante a metà fra il romanzo d’azione e il giallo, Nella spirale di Fermat descrive il mondo dell’arte contemporanea nei suoi aspetti più estremi e forse meno conosciuti.
    (Copertina di Stefano Bonazzi)


    Gianfranco Tondini Gianfranco Tondini

    Gianfranco Tondini, pigro per vocazione, ha lavorato per trent’anni come attore, regista e autore. Negli ultimi anni è entrato in confidenza col mondo dell’arte contemporanea. Vive a Ravenna. Nella spirale di Fermat è il suo primo romanzo.

    Come inizia

    Era andato tutto a rotoli in due secondi. Wainer stava cucinando delle uova fritte, il perfetto pasto dei solitari, quando come niente il telegiornale aveva esploso la notizia: è morto il celebre artista Reinhard Bohrst. Trattenendo il fiato si spostò di fronte allo schermo, dove incalzata dal vento la corrispondente da Vienna esponeva con tono energico il necrologio, cui seguiva una dichiarazione contrita del ministro della Cultura austriaco: ha arricchito il mondo, il mondo lo piange.
    Wainer sedette davanti al piatto vuoto e un orecchio gli si chiuse sibilando. Per qualche attimo sentì solo le pulsazioni accelerate che martellavano il timpano, più forti del trillo che cominciò a levarsi dal telefono e che ignorò. Era morto Reinhard Bohrst. Morte improvvisa, aveva detto la TV. Com’era possibile? Era abbastanza vecchio perché potesse succedere, questo sì, certo, sarebbe morto prima o poi, è ovvio, come chiunque, ma lui era Zeus, era in piena forma, non era nei pensieri di nessuno che potesse morire, com’era possibile? La padella sfrigolava sul fuoco. Wainer aveva le narici spalancate dal fiatone. Che fosse morto proprio adesso era per lui una sfortuna efferata e una catastrofe. Non che ne soffrisse umanamente, non ne aveva motivo, non era quello, ne soffriva come un giocatore che aveva puntato tutto ciò che possedeva in una mano e aveva perso. [...]

    Rassegna stampa

  • «Un libro scritto bene significa che è già molto oltre la metà dell'opera» (Piergiorgio Paterlini, «La Repubblica. Robinson», 25 maggio 2025)

  • «Un gioco tra finzione e realtà» (Alberto Giorgio Cassani, «Ravenna & Dintorni», 24 aprile 2025)

  • «La spirale di Fermat è idealmente la sintesi estetica perfetta di quelli che sono i contenuti del libro di Tondini» (Dario Vanacore, Radio RTL 102.5, 27 marzo 2025)

  • «Tondini non si limita a raccontare una storia di crimine e investigazione, ma porta il lettore dentro i meccanismi di un settore che, se da un lato è dominato da creatività e bellezza, dall’altro è anche teatro di speculazioni, inganni e poteri nascosti» (Giusy Ranzini, Thriller Nord, 23 marzo 2025)

  • «Una spirale di eventi in cui tutti concorrono alla creazione della trama e nessuno si incontra» (Emanuela Ferrara, Salotto Giallo, 19 marzo 2025)

  • «Un'opera d'arte grande quanto una collina» (Annamaria Corrado, «Il Resto del Carlino», 20 febbraio 2025)

  • «Al centro dell’opera c’è l’arte contemporanea, argomento che l’autore dimostra di padroneggiare» (Massimo Ricciuti, Liberi di scrivere, 18 febbraio 2025)

  • «Tra le spire di un destino criminale» («Visto», 13 febbraio 2025)

  • «La spirale di Fermat diventa simbolo perfetto della narrazione» (Barbara Buoso, 7 febbraio 2025)