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Stefano Bonazzi, A bocca chiusa


A bocca chiusa

Radio e Tv


  • Intervista all'autore (Francesco Sansone, Radio Base, 12 marzo 2019)

  • Pagine: 256
    Isbn: 9788898605910
    Collana: Fernandel
    Data di pubblicazione: 24 gennaio 2019
    Leggi le prime pagine

    € 15,00
    € 6,49


    L’afa d’agosto è insopportabile, soprattutto quando hai dieci anni e sei costretto a startene chiuso in casa con il nonno, una belva in gabbia la cui violenza trova sfogo su di te. E se non puoi frequentare gli altri bambini, anche tu diventi un animale solitario, destinato a crescere somigliando ogni giorno di più al tuo aguzzino.
    Così finisci per accogliere il seme del male. Lo covi per anni, lo senti germogliare, finché non spunta il desiderio di vendetta. Ma se la persona che ti ha allevato, trattandoti come una bestia, ora è morta, devi scegliere qualcun altro su cui sfogare la tua rabbia...
    A bocca chiusa, romanzo d’esordio di Stefano Bonazzi, pubblicato per la prima volta nel 2014 dall’editore Newton Compton, racconta la genesi di un assassino. Un viaggio allucinato tra i deliri del protagonista, che partendo da un’infanzia di violenze e privazioni sfocia in un finale tragico e surreale.

    «Credo che la morte abbia le sembianze di un signore distinto. Abiti scuri, scarpe lucide. Con i capelli bianchi come la neve, il viso pulito, senza barba né baffi. Me lo immagino camminare per le strade con un branco di cani neri al guinzaglio. Sono scuri come pantere, con le orecchie basse, sempre furiosi. Non fanno altro che sbavare e urtarsi tra loro per stare in testa al branco. Sono affamati e ringhiano contro chiunque passi loro vicino. Il signore distinto ce la mette tutta per tenerli al guinzaglio, ma ogni tanto uno gli scappa e la bestia si fionda indemoniata verso il primo disgraziato che incontra sul suo cammino. Gli salta addosso e gli strappa via l’anima a morsi.
    È così che muoiono le persone».
     Stefano Bonazzi

    Stefano Bonazzi è nato a Ferrara, dove vive e lavora. Di professione grafico pubblicitario, realizza composizioni e fotografie ispirate al mondo dell’arte surrealista. Le sue opere sono state esposte, oltre che in Italia, a Londra, Zhengzhou, Miami, Seul e Monaco. A bocca chiusa è il suo romanzo d’esordio, uscito nel 2014 da Newton Compton; nel 2017 ha pubblicato per Fernandel il romanzo L’abbandonatrice, molto apprezzato dal pubblico e dalla critica.

    I commenti della stampa


    ► «L’opera ammirevole di un genio» (Giampaolo Serino, Satisfiction)

    ► «Ti costringe a seguire l’inferno vissuto dai protagonisti con l’impotenza disperata dello spettatore inerme» (Mangialibri)

    ► «Una danza macabra che lascia una sensazione di inquietudine amara» (Contorni di noir)


    Rassegna stampa

  • «Un abuso familiare» (Eleonora Molisani, anticipazione su «Tu Style», 15 gennaio 2019)


  • «Destabilizzante, sconvolgente, potentissimo e commovente fino alle lacrime» (Gabriele Ottaviani, convenzionali.com, 20 gennaio 2019)


  • «Non è un libro facile da metter via e dimenticare, una volta finito: è un percorso, un viaggio, e come tale è in grado di gettare semi di trasformazione e di promuovere cambiamenti» (Loredana Gasparri, thrillernord.it, 8 febbraio 2019)


  • «Non mi considero ancora “scrittore”, non penso che due libri siano sufficienti a definirti tale, così come un pittore generalmente non viene considerato artista dopo un paio di quadri» (Tiziana Cazzato intervista Stefano Bonazzi, loggioneletterario.it, 13 febbraio 2019)


  • «I lettori che hanno amato la prima versione spero possano percepire la mole di lavoro che si nasconde dietro questa riedizione» (Intervista a Stefano Bonazzi, I gufi narranti, 14 febbraio 2019)


  • «Un romanzo duro, amaro, privo di consolazione, che racconta la genesi di un assassino che, avendo incontrato nella vita solo il dolore, non può che immaginare di riviverlo, riproponendone i perversi procedimenti» (Patrizia Debicke, Libro guerriero, 16 febbraio 2019)


  • «La storia di un bambino a cui è stata negata l’infanzia, un bambino che diventerà un adulto problematico e asociale» (Lucia Cristiano, milanonera.com, 18 febbraio 2019)


  • «Una storia sconvolgente che apre la mente e il cuore» (Loredana Cilento, millesplendidilibriblog, 21 febbraio 2019)


  • «Quanti sono ogni anno i casi di violenza sui minori? E quanti sono i trattati a favore dei diritti dell’infanzia? Queste sono le domande che rendono il romanzo ancora più inquietante e duro, un monito ad aprire gli occhi su quell'innocenza precocemente spezzata» (Giordano Belcecchi, sulromanzo.it, 27 febbraio 2019)


  • Stefano Bonazzi, «un multi-talento espressivo»: intervista all'autore (Loredana Gasparri, thrillernord.it, 28 febbraio 2019)


  • «Stefano Bonazzi attraverso la voce del suo piccolo protagonista ti porta all’ingresso degli inferi e, seppur d’istinto vorresti fermarti e fare due passi indietro, ti trascina ancora più in basso» (luoghidilibri.it, 21 marzo 2019)


  • «La mia psicologa mi consigliò di trovare un modo per incanalare la mia rabbia, e dopo aver tentato diverse discipline artistiche ho scelto la scrittura» (Intervista a Stefano Bonazzi, occhiaperti.net, 26 marzo 2019)


  • «Bellissima lettura, terribile ma necessaria» (Federica Belleri, liberidiscrivere.com, 28 marzo 2019)


  • «Un romanzo che mi ha imprigionato sin dalle prime righe, che non lascia indifferenti, sia per il tema affrontato, sia per la scrittura» (Risvolti di copertina.com, 2 aprile 2019)


  • «Una scrittura capace di entrarti sottopelle grazie alla forza delle immagini che evoca» (Nirmali Carpinteri, L'Amletico, 6 aprile 2019)


  • «Una trama minimale costruita con grande perizia, personaggi descritti in modo impeccabile» (Cecilia Mattioli, cemattio.com, 9 aprile 2019)


  • «Per la lettura di questo romanzo consigliamo la compagnia di un prezioso infuso di Tè Bianco» (Roberto Bagnato, leggoconte.com, 2 maggio 2019)


  • «Un romanzo tenebroso, spigoloso, ma che vale senz’altro la pena leggere» (Emanuele Sanzone, zeropositivo.eu, 11 giugno 2019)


  • «Un passaggio del seme del male dall’adulto al ragazzino...» (Donato Bevilacqua, labottegadihamlin.it, 15 giugno 2019)


  • «Il capolavoro noir di Stefano Bonazzi» (Antonia Del Sambro, labottegadelgiallo.com, 4 luglio 2019)


  • «Il nulla non mi fa paura. La morte non mi fa paura. La follia è tutta un’altra cosa» (Antonia Del Sambro intervista Stefano Bonazzi, labottegadelgiallo.com, 5 luglio 2019)


  • Una storia A bocca chiusa. Intervista a Stefano Bonazzi (Donato Bevilacqua, labottegadihamlin.it, 5 luglio 2019)


  • «Io non posso fare altro che consigliarvelo. Tra queste pagine mi sono commossa e arrabbiata tantissimo» (leggiamo-blog, 23 luglio 2019)


  • «Un noir dell'anima» (Marianna Zito, modulazionitemporali.it, 30 luglio 2019)


  • «La scrittura è potente e incisiva. La trama, già di per sé originale, è gestita con autentica genialità dall’autore ferrarese, che pone il protagonista al centro di una spirale distruttiva» (Laura Piva, angolodellastrega.it, 2 ottobre 2019)


  • «I protagonisti, le comparse, i luoghi sono proposti con l’idea di mettere a nudo la genesi di un crimine, in cui il realismo, incentrato sulle privazioni di una famiglia disfunzionale, si accompagna sempre ad un disagio psichico» (Luca Menichetti, lankenauta.it, 22 ottobre 2019)



  • I libri di Stefano Bonazzi pubblicati da Fernandel: