Giovanni Pannacci, A domani, ragazzi
Radio e Tv
Pagine: 144
Isbn: 9788832207828
Collana: Fernandel
Data di pubblicazione: 19 settembre 2025
Leggi come inizia
Isbn: 9788832207828
Collana: Fernandel
Data di pubblicazione: 19 settembre 2025
Leggi come iniziaAl liceo Italo Calvino sei ragazzi si affacciano all’ultimo anno di scuola, tra interrogazioni, amori, amicizie complicate e voglia di cambiamento. Elias, Lisa, Gemma, Matei, Paula e Javier non potrebbero essere più diversi, ma condividono una stessa esigenza: quella di essere ascoltati.
Quando la nuova preside impone una visione autoritaria della scuola, gli studenti reagiscono inscenando una performance corale che unisce linguaggi artistici, citazioni letterarie e creatività. La loro ribellione pacifica e creativa finisce online e diventa virale.
Dietro i riflettori della protesta, però, restano i corpi e le emozioni: amicizie che si consolidano, amori che nascono, ferite personali che chiedono di essere curate. Mentre gli adulti si dividono tra chi condanna e chi incoraggia, i protagonisti imparano che ogni rivoluzione ha un prezzo. E che la libertà non è una conquista definitiva, ma un esercizio quotidiano che si costruisce insieme.
Giovanni Pannacci dà voce a un romanzo corale capace di raccontare l’adolescenza di oggi: fragile e combattiva, ironica e profonda. A domani, ragazzi è un romanzo di formazione che parla di scuola, di educazione e di crescita, ma è anche un libro che offre agli insegnanti spunti didattici e percorsi interdisciplinari da portare direttamente in classe.
(Copertina di Stefano Bonazzi)
Giovanni Pannacci
Giovanni Pannacci vive a Rimini, dove insegna filosofia e storia in un liceo. In passato è stato conduttore radiofonico e ha scritto per il teatro, la pubblicità e il web. Come autore ha esordito nel 2012 con il romanzo La canzone del bambino scomparso (Perrone). Per Fernandel ha pubblicato i romanzi L’ultima menzogna (2016), La donna che vedi (2019) e
Noi siamo qui (2021), di cui A domani, ragazzi rappresenta l’ideale continuazione.
Come inizia
Il centro di Monaco era come sempre strapieno. Elias camminava con passo nervoso lungo Marienplatz, schivando i tavolini dei caffè all’aperto, pieni di gente che beveva, rideva e postava storie su Instagram.
Il contrasto fra quell’atmosfera gioiosa e il caos che sentiva dentro era così forte da fargli salire una sensazione di rabbia.
Affrettò il passo, incassando la testa nelle spalle come per sfuggire a quella felicità che non gli apparteneva.
Attraversò Rindermarkt, costeggiò qualche bancarella di souvenir e si infilò in una strada più stretta, dove le risate si spegnevano e i negozi diventavano più anonimi.
Il traffico, i suoni e i colori vivaci di Marienplatz sembravano svanire dietro di lui.
Quando raggiunse il parco vicino a Isartor era come se avesse attraversato un confine invisibile: da una città piena di vetrine e promesse a un territorio sospeso, dove l’aria sembrava più sporca e il tempo scorreva più lento.
Gli altri lo stavano già aspettando.
Markus fumava seduto sulla panchina, le gambe larghe, lo sguardo pronto alla sfida. Luka tamburellava sulle ginocchia con dita nervose, mentre Timo scorreva distrattamente lo schermo del cellulare, come se non fosse davvero lì.
Che ci faceva Elias con quella gente? Perché non trascorreva il tempo libero con i ragazzi della sua scuola? Markus, Timo e Luka non avevano nulla in comune con lui. [...]
Il centro di Monaco era come sempre strapieno. Elias camminava con passo nervoso lungo Marienplatz, schivando i tavolini dei caffè all’aperto, pieni di gente che beveva, rideva e postava storie su Instagram.
Il contrasto fra quell’atmosfera gioiosa e il caos che sentiva dentro era così forte da fargli salire una sensazione di rabbia.
Affrettò il passo, incassando la testa nelle spalle come per sfuggire a quella felicità che non gli apparteneva.
Attraversò Rindermarkt, costeggiò qualche bancarella di souvenir e si infilò in una strada più stretta, dove le risate si spegnevano e i negozi diventavano più anonimi.
Il traffico, i suoni e i colori vivaci di Marienplatz sembravano svanire dietro di lui.
Quando raggiunse il parco vicino a Isartor era come se avesse attraversato un confine invisibile: da una città piena di vetrine e promesse a un territorio sospeso, dove l’aria sembrava più sporca e il tempo scorreva più lento.
Gli altri lo stavano già aspettando.
Markus fumava seduto sulla panchina, le gambe larghe, lo sguardo pronto alla sfida. Luka tamburellava sulle ginocchia con dita nervose, mentre Timo scorreva distrattamente lo schermo del cellulare, come se non fosse davvero lì.
Che ci faceva Elias con quella gente? Perché non trascorreva il tempo libero con i ragazzi della sua scuola? Markus, Timo e Luka non avevano nulla in comune con lui. [...]
Rassegna stampa

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