Stefan Einhorn, Non chiedere agli angeli


Non chiedere agli angeli
Pagine: 148
Isbn: 9788832207897
Traduzione di Laura Lanni
Collana: Fernandel
Data di pubblicazione: 22 maggio 2026
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Hanna è un’ebrea polacca arrivata in Svezia alla fine della seconda guerra mondiale. Sopravvissuta ai campi di sterminio, inizia a lavorare come governante in una famiglia svedese. Non racconta a nessuno la propria storia, ma i suoi segreti si rivelano di fondamentale importanza per il destino delle persone che incontra.
Il romanzo ha una raffinata costruzione: sette personaggi raccontano in forma di monologo la propria parte di verità, così che solo quando l’ultima tessera andrà al suo posto sarà possibile comprendere il mosaico complessivo. La storia che si ricompone collega la Polonia occupata a Israele e alla Svezia, in un gioco di responsabilità di fronte alla scelta tra il bene e il male.
Leggendo ciascun monologo, il lettore è portato a esprimere giudizi e ad attribuire colpe, ma il personaggio successivo gli proporrà un nuovo spiazzante punto di vista, in grado di conferire all’episodio precedente una luce del tutto diversa; e così via fino alla completa ricostruzione della vicenda.
Un romanzo che interroga le responsabilità umane di fronte al bene e al male: perché, come suggerisce il titolo, ci sono domande a cui nemmeno gli angeli sanno dare una risposta.

Così la stampa estera

► «Una raffinata tecnica narrativa» (Aftonbladet)
► «Una straordinaria esperienza di lettura» (Tara)

Stefan Einhorn (Stoccolma, 1955), figlio di ebrei polacchi sopravvissuti all’Olocausto, è medico e docente di oncologia molecolare ed etica presso il Karolinska Institutet di Stoccolma. Come narratore e saggista ha vinto numerosi premi. In Italia Mondadori ha pubblicato il suo saggio Essere buoni conviene. L’etica nella vita di tutti i giorni (2007).

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Alessandra Buschi, Il mio posto nel mondo


Il mio posto nel mondo
Pagine: 152
Isbn: 9788832207903
Collana: Fernandel
Data di pubblicazione: 29 maggio 2026
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Ci sono vite che scorrono con un passo diverso: più lento, più esitante, più esposto alla meraviglia e allo smarrimento. In questi tre racconti, Alessandra Buschi ci porta accanto a chi vive così: un uomo eccentrico e imprevedibile, segnato da un incidente e da una fisicità fragile, una giovane donna che racconta se stessa con una lucidità disarmante, un ragazzo sordomuto arrivato da un altro continente.
La diversità, fisica, mentale o semplicemente culturale, qui non è un’etichetta, ma una lente che ingrandisce ciò che di solito resta ai margini. Gesti, relazioni, dettagli domestici diventano il terreno in cui germogliano legami tenaci e sorprendenti. I personaggi imparano – spesso con fatica, ma sempre con sincerità – a riconoscere il proprio ritmo, la propria misura, il proprio modo di stare al mondo.
Con uno sguardo partecipe e mai giudicante, Alessandra Buschi li racconta con delicatezza e rispetto, lasciando che la tenerezza e la vulnerabilità diventino un linguaggio comune, capace di restituire loro tutta la dignità e l’umanità che meritano.


Alessandra Buschi

Alessandra Buschi è nata nel 1963 a Grosseto e oggi vive a Pesaro, dove lavora come editor e educatrice, ma occupandosi anche di teatro, musica e arte. Ha esordito nel volume Giovani blues. Under 25, curato da Pier Vittorio Tondelli (il lavoro editoriale, 1986; Transeuropa, 1988; Mondadori, 1991; Costa & Nolan, 2005). In seguito ha pubblicato Dire fare baciare (il lavoro editoriale, 1990), Se fossi Vera (Fernandel, 1999), Il libro che mi è rimasto in mente (Fernandel, 2000), Cruciverba (Fernandel, 2004), Disperantamente amore (Ventura Edizioni, 2025), vari manuali per le edizioni Barbera-Liberamente, il romanzo di narrativa per ragazzi Oscar&Oscar (EdiGiò, 2013), il libro per bambini Il re sporcaccione e altre storie (Le Mezzelane, 2020) e, con Chiara De Giorgi e Roberta Martinetti, Felice come una rana in uno stagno (Chiaredizioni, 2025). Per la poesia, le raccolte Materie d’esame (Il Foglio Letterario, 2009), Parole salvate – Intervista poetica (Le Mezzelane, 2018) e 17-21 (Transeuropa, 2025).


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Ada Negri, Stella mattutina


Stella mattutina
Pagine: 120
Isbn: 9788832207910
Collana:
Data di pubblicazione: giugno 2026
Libro € 10,00


Romanzo autobiografico pubblicato nel 1921, Stella mattutina racconta l’infanzia e l’adolescenza di una bambina cresciuta nella portineria di un palazzo borghese di una città della provincia lombarda (facilmente identificabile con Lodi, città d'origine dell'autrice), fra povertà dignitosa, lavoro operaio e desiderio di riscatto. Accanto alla nonna custode e a una madre forte e indipendente, la protagonista scopre la lettura, il senso della giustizia, l’umiliazione sociale e la nascita di una vocazione. Il giardino del palazzo, la scuola, la fabbrica, il fiume in piena diventano luoghi simbolici di una formazione interiore che la conduce a cercare, con ostinazione, il proprio posto nel mondo.
Un testo accessibile e attuale sul tema dell’autodeterminazione femminile.









Ada Negri in una foto del 1894
Ada Negri (Lodi, 1870 - Milano, 1945) è stata una delle voci più significative della letteratura italiana tra Otto e Novecento. Figlia di un artigiano e cresciuta in un ambiente modesto, portò nella sua scrittura l’esperienza diretta del lavoro, della povertà e della dignità popolare. Diplomata maestra, iniziò giovanissima a insegnare. Coltivò poesia e prosa, dando voce alla formazione, ai conflitti interiori e alla condizione femminile, spesso attraverso una forte componente autobiografica, come in Stella mattutina. La sua opera unisce tensione morale, consapevolezza sociale e una profonda indagine sull’identità della donna nella modernità. Nel 1940 fu la prima donna ammessa all’Accademia d’Italia.
wikipedia.org/Ada_Negri




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Riccardo Scirè, E tutta questa infinita rabbia


E tutta questa infinita rabbia
Pagine: 208 circa
Isbn: 9788832207927
Collana: Fernandel
Data di pubblicazione: settembre 2026
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Milano. Prima dei social, prima che tutto si addomesticasse.
Alex ha sedici anni, i capelli verdi e il cuore in cassaforte. Matt ha un basso tra le mani e un’allergia al gregge. Si incontrano come a volte accade fra persone destinate a restare: durante una rissa. Poi arriva Viola: suona il violoncello, ha i capelli di cinque colori e uno sguardo che non chiede permesso.
Da quel momento nasce qualcosa che ha il sapore di una salvezza: una band, le Cause Perse, una sala prove, e l’occasione per trasformare la rabbia in grammatica musicale.
Attorno a loro si muove un gruppo di ragazzi sospesi fra amicizie che resistono, amori che cambiano tutto e famiglie che si sfaldano. E una città, Milano, che non offre riparo e non perdona niente.
Tra giorni che si trascinano e notti che sembrano decisive, Alex e Matt imparano a stare al mondo come possono. Senza protezioni, senza istruzioni. Con la musica come unico strumento per non andare completamente in pezzi.
E tutta questa infinita rabbia è un romanzo corale in cui l’adolescenza non è ancora diventata un ricordo addolcito, ma resta una ferita aperta. Su ciò che si è stati, su ciò che si rischia di diventare, e su ciò che, nonostante tutto, continua a farsi sentire.

Riccardo Scirè

Riccardo Scirè, songwriter e produttore multi-platino, è nato a Milano nel 1987. I suoi brani hanno totalizzato più di 1,5 miliardi di stream e ottenuto 28 dischi di platino e 6 dischi d’oro. Tra gli artisti con cui ha collaborato figurano: Marco Mengoni, Elettra Lamborghini, Carolina Benvenga, Sangiovanni, Madame, Paola & Chiara, Alessandra Amoroso, Elodie, Riki, Wrongonyou (Premio della Critica “Mia Martini” nella sezione Nuove Proposte di Sanremo 2021), Sarah Toscano. Ha iniziato a scrivere E tutta questa infinita rabbia nel 2005, di giorno, sui banchi di scuola, e l’ha terminato nel 2025, di notte, dopo aver addormentato sua figlia Angelina.
E tutta questa infinita rabbia sarà anche una colonna sonora originale che costituirà una lettura parallela del libro. L’album includerà i brani delle Cause Perse, la band al centro della storia, e i brani dei Perfetti Sconosciuti, la band rivale, così da restituire anche musicalmente l’architettura emotiva del romanzo: la rabbia adolescenziale, la città come muro indifferente, il silenzio tra persone che non riescono a parlarsi.

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